Calabroni che entrano in un cassonetto della persiana
Città invasa da grossi e pericolosi calabroni. Un problema che si ripete ormai sistematicamente da diversi anni e che interessa particolarmente alcune zone del centro di Castellammare di Stabia. Nei mesi di agosto e settembre, quando questi insetti sono particolarmente attivi e si riproducono, molti stabiesi si ritrovano a fare i conti con alveari di calabroni nei loro terrazzi o addirittura nei cassonetti delle persiane del proprio appartamento.
Si tratta di insetti dalle grandi dimensioni e particolarmente pericolosi per la salute delle persone se queste venissero punte. In casi più gravi possono verificarsi shock anafilattici.
Spulciando i nostri archivi è facile reperire articoli degli anni scorsi in cui, più o meno in questa fase dell’anno, raccontiamo di invasioni di calabroni e di cittadini che lamentano di questa presenza pericolosa. Le zone più colpite da questo fenomeno, come detto, sono alcune strade del centro cittadino. Da via Amato a via Alvino, da via Denza, via Silio Italico a via Marconi.
I più ‘fortunati’ se li vedono sfrecciare davanti casa o mentre comminano per strada. Altri devono fare i conti con alveari sul balcone o, peggio ancora, nei cassonetti delle persiane. E qui inizia il calvario per i malcapitati. I calabroni sono insetti non protetti, come invece lo sono le api. Per cui è possibile distruggerne l’alveare. Chiamando però i vigili del fuoco, questi informano che l’eliminazione di questi insetti non è di loro competenza e rimandano il cittadino all’ASL. L’ASL, da parte sua, avverte che non possono intervenire e che la soluzione è chiamare una ditta specializzata. E questa, quindi, appare l’unica soluzione possibile visto che - in questo caso - il ‘fai da te’ risulterebbe particolarmente pericoloso. Una ditta specializzata chiede, per questa operazione, dai 100 ai 150 euro. Un iter vissuto da diversi cittadini in questi giorni e che hanno voluto raccontarcelo per informare così anche altre persone che dovessero trovarsi nella medesima situazione.
Ma come è iniziato questo fenomeno in città? Secondo alcuni cittadini, i calabroni hanno fatto i loro alveari inizialmente nell’ex casa del fascio, costruzione ormai abbandonati da anni. Di qui, poi, si sono estesi nelle strade limitrofe. Una teoria che appare verosimile, visto che i primi avvistamenti di questi insetti fu fatta in villa comunale. Poi, ogni anno, la pericolosa presenza si è estesa nelle zone circostanti. Se confermata questa ipotesi, il Comune di Castellammare di Stabia dovrebbe intervenire presto per bonificare la struttura della futura biblioteca. Ma non solo. Bisognerebbe anche effettuare una più assidua manutenzione e cura del verde oltre che fornire maggiore supporto a quei cittadini che si ritrovano alveari in casa. Perché oltre alla beffa si ritrovano ad affrontare anche un danno.
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