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Castellammare - Capannone abusivo in via Ripuaria, scatta l'ordinanza di demolizione

ordinato il ripristino dello stato originario dei luoghi entro 90 giorni.

tempo di lettura: 2 min
di Annarita Ferraiuolo
20/07/2023 09:52:11
Castellammare - Capannone abusivo in via Ripuaria, scatta l'ordinanza di demolizione

Scatta l’ordinanza di demolizione del capannone adibito alla lavorazione di infissi situato in via Ripuaria, a Castellammare di Stabia. L’11 gennaio di quest’anno i funzionari dell’ufficio tecnico del comune, insieme agli agenti del Corpo dei Carabinieri Forestali e agli istruttori SUAP, hanno eseguito un sopralluogo tecnico finalizzato all’accertamento della legittimità urbanistico-edilizia del manufatto. Un capannone con copertura a doppia falda in pannelli coibentati, dotato di impianti elettrici, di illuminazione, idrico e di scarico; al suo interno, sono presenti dei macchinari per la lavorazione di infissi e una zona divisa in box destinati ad ufficio e magazzino con annessi servizi igienici. Questa costruzione è stata realizzata non solo in un’area di riqualificazione dei centri abitati, di protezione e sviluppo economico e sociale del Parco Regionale del Fiume Sarno, ma anche in una zona sismica e a rischio idraulico molto elevato, dove le nuove costruzioni sono espressamente vietate. Nello specifico, gli abusi ricadono in zona F7 del PRG – Zona di “Parco Regionale Fiume Sarno” e in zona 7 del PUT, dove “sono consentite attrezzature sportive e ricreative a raso, compatibili con la conservazione di ampi spazi naturali. Sono consentiti, inoltre, interventi per la realizzazione, di attrezzature di interesse comune destinate al gioco e al verde attrezzato, di nuova edificazione e limitate alla finalità di servizio alla città.” Viste, dunque, le disposizioni di legge vigenti, sia nazionali che regionali, e, considerati i regolamenti e i provvedimenti in materia paesaggistica, urbanistica ed edilizia, il Comune ha ordinato ai due proprietari e committenti degli abusi, di procedere a loro cura e spese, entro il termine di 90 giorni dall’ingiunzione, alla demolizione degli abusi rilevati ed al conseguente ripristino dello stato originario dei luoghi. Si legge nell’ordinanza “Se il responsabile dell'abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall'ingiunzione, il bene e l’area di sedime saranno acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio comunale nella misura massima di dieci volte la superficie abusivamente eseguita.”

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