Cade l'accusa di corruzione, torna in libertà il geometra comunale Edoardo Calò. Ad un mese di distanza dallo scandalo che ha coinvolto il dipendente comunale, per il quale era stata imposta la misura cautelare dei domiciliari, su delega della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, da parte della Compagnia della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale di Castellammare di Stabia, il tribunale del riesame di Napoli ha ritenuto che le prove a carico di Calò, dipendente dell'ufficio tecnico del Comune di Castellammare di Stabia, non siano sufficienti per contestargli presunti atti di corruzione, sebbene restino in piedi le accuse di truffa e falso in atto pubblico. Per il geometra comunale, difeso dagli avvocati Salvatore Vitiello e Catello Vitiello, permane la misura interdittiva della sospensione dall'esercizio di pubblico ufficio di dipendente comunale per dieci mesi. Le indagini condotte dai due uffici di polizia, con attività di intercettazioni telefoniche, acquisizioni documentali, interventi in vari cantieri culminati con vari sequestri, avevano permesso di ricostruire numerose condotte penalmente rilevanti perpetrate dal tecnico comunale che, incaricato dal Comune di eseguire sopralluoghi in cantieri dove erano in atto costruzioni e ristrutturazioni, in cambio di denaro (dai 500 ai 1500 euro) avrebbe convinto gli autori degli abusi edilizi di poter risolvere il loro problema. Nella maggior parte dei casi le irregolarità erano perpetrate con falsificazioni di documenti o promesse di riuscire ad ottenere licenze edilizie e/o condoni in sanatoria.
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