Avrebbe imposto l’assunzione di almeno sei buttafuori nei locali da Castellammare fino alla penisola sorrentina, adoperando una società prestanome. E avrebbe utilizzato i suoi contatti per accrescere il business del clan D’Alessandro. Con queste accuse è stato condannato a 8 anni e 4 mesi ieri in primo grado Nino Spagnuolo, alias capastorta, mentre per il suo complice in penisola, Massimo Terminiello, la sentenza dei giudici è ancor più severa: 11 anni di reclusione. Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, i due sarebbero riusciti persino ad imporre l’assunzione di buttafuori a due discoteche e bar durante l’estate 2020, in piena emergenza Covid. Nello scorso mese di luglio il pm Cimmarotta aveva chiesto una condanna a 12 anni. E tra le contestazioni relative a Spagnuolo c’è anche quella relativa all’intestazione del Plan B, la discoteca nella periferia stabiese che circa un anno fa è stata oggetto di confisca ed è stata poi trasferita in capo al Comune, che ha candidato ai finanziamenti del Pnrr una scheda progettuale per convertirla in un polo sportivo.
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