Fiamme sulle colline stabiesi. Nella zona della Madonna della Libera, nel tardo pomeriggio di ieri, un incendio si è sviluppato a poche centinaia di metri del centro abitato collinare stabiese. Prima un’alta colonna di fumo, poi due distinti incendi – poco distanti l’uno dall’altro – si sono sviluppati sulle zone impervie della collina sovrastante Castellammare di Stabia. Le fiamme, per la loro altezza, erano ben visibili dalla villa comunale tanto da attirare l’attenzione di molte persone che passeggiavano sul lungomare.
Allertati dai cittadini, sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, la protezione civile ROSS e la polizia municipale. Fortunatamente l’allarme è scattato in tempo ed i mezzi di soccorso sono giunti sul posto appena in tempo per domare le fiamme prima che le stesse si estendessero ulteriormente.
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli uomini degli enti intervenuti le fiamme sarebbero state generate da un fuoco acceso da un contadino della zona per pulire il suolo dalle sterpaglie. Un tentativo di cui ben presto avrebbe perso il controllo, con le fiamme che si sono così estese alle piante circostanti. Per fortuna l’intervento dei vigili del fuoco e della protezione civile ROSS è stato tempestivo, evitando che l’incendio potesse estendersi oltremodo.
La mente è subito ritornata all’inferno vissuto l’estate scorsa sui Lattari e sul Faito quando diversi e ripetuti incendi ridussero in cenere centinaia di ettari di bosco ed i cui danni hanno causato notevoli disagi anche questo inverno con allagamenti e smottamenti che hanno tenuto isolati i residenti delle zone montane per diversi mesi.
L’allerta e la prevenzione deve dunque essere massima per evitare che anche piccoli focolai accesi da contadini possano poi trasformarsi in roghi incontrollati. Allo stesso modo si dovrà monitorare il territorio e le zone a rischio per evitare che i “signori delle piantagioni di marijuana” diano fuoco ai boschi per mettere in atto i loro traffici illeciti.

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