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Castellammare - Beni confiscati abbandonati e mai riconsegnati, scattano i controlli della Regione

A finire al centro dell'attenzione sono quei siti che presentano gravi problematiche strutturali e che necessitano di interventi costosissimi prima del loro riutilizzo: la Corte dei Conti vuole vederci chiaro

tempo di lettura: 2 min
di Gennaro Esposito
11/01/2018 14:59:11
Castellammare - Beni confiscati abbandonati e mai riconsegnati, scattano i controlli della Regione

Beni confiscati abbandonati e mai riconsegnati: scattano i controlli della Corte dei Conti della Regione Campania per accertare eventuali colpevolezze. A finire al centro dell'attenzione sono quei siti che presentano gravi problematiche strutturali e che necessitano di interventi costosissimi prima del loro riutilizzo. Nonostante ciò, però, sia il Consorzio Sole che i diversi Comuni dell'hinterland napoletano, non si sono mai interessati agli immobili, dimostrando una scarsa attenzione verso i beni confiscati. La procedura che porta all’assegnazione è alquanto semplice: l’ANBSC in un primo momento diventa proprietaria del bene per poi assegnarlo al Comune dove insiste l’immobile. L'Ente, se inserito all’interno della lista della Città Metropolitana, lascia la scelta del riutilizzo a scopi sociali proprio al Consorzio Sole che decide in base ai progetti presentati. In Campania, quindi, sono state riscontrate diverse criticità, tanto che è partita un’inchiesta della Guardia di Finanza per accertare eventuali colpevolezze che potrebbe colpire anche la città di Castellammare. All’attenzione delle forze dell’ordine sono finiti quei beni che non sono mai stati riconvertiti e per i quali è necessario il pagamento di un’ingente somma di denaro per mette in sicurezza. Perché i Comuni prima, e poi i Consorzi, prima di mandare avanti le procedure di riconversione non hanno appurato lo stato dei luoghi? La Corte dei Conti vuole vederci chiaro e l’indagine della Guardia di Finanza potrebbe aiutare in tal senso. Nella città delle acque, comunque, la riconversione del bene procede a ritmo regolare. Sono circa una decina le proprietà dei clan ufficialmente confiscate e ben quattro sono state restituite, o quasi, per scopi sociali. La prima è sicuramente l’Asharam, nel cuore del centro storico di Castellammare. Seguono una villetta a Scanzano, di proprietà dei D’Alessandro (che presto ospiterà un centro antiviolenza); un appartamento in via Panoramica (sede del circolo di Legambiente WoodWardia); un bar in villa comunale, lungo corso Garibaldi, che ospiterà invece nelle prossime settimane il tanto voluto Circolo della Legalità. Tra quelli in attesa di essere riconvertiti, invece, si trovano alcuni appartamenti presenti tra via Campo di Mola, via Partoria e via Micheli (distribuiti tra centro storico e Scanzano).

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