Continuano i tuffi sul lungomare di Castellammare nonostante i divieti. Anche nella giornata di ieri decine di cittadini hanno preferito sostare sull'arenile stabiese e bagnarsi nel mare antistante corso Garibaldi, anche se definito non balneabile dall'Arpac e negli ultimi giorni anche da Legambiente. I cartelli che indicano il divieto di balneazione vengono puntualmente violati e nessuna sanzione arriva nei confronti di chi decide comunque di bagnarsi nello specchio d'acqua antistante la villa comunale. Dall'hotel Miramare fino alla banchina di Zì Catiell la concentrazione di batteri pericolosi, come per esempio gli escherichia coli e gli enterococchi intestinali, è al di sopra dei limiti previsti dalla legge. Il tutto a causa della presenza del rivo San Marco e del rivo Cannetiello che scaricano liquami nel mare di Castellammare.
Nonostante i proclami del Pd regionale, le acque sono tutt'altro che balneabili. Gli annunci dei mesi scorsi probabilmente hanno contribuito ad alimentare la confusione in merito alla pulizia del mare stabiese tanto che molti cittadini sono convinti di potersi bagnare senza problemi in villa comunale. Dal Comune però non è arrivata nessuna revoca all'ordinanza firmata ad inizio estate così come i dati dell'Arpac non registrano un miglioramento significativo dello stato di salute delle acque. Almeno fino alla fine del 2019, è pericoloso bagnarsi nel mare stabiese. Così come è pericoloso anche l'arenile di Castellammare, inserito dalla Regione nei SIN, Siti d'Interesse Nazionale per la presenza di materiali pesanti sulla sabbia.
Bisognerà attendere ancora qualche mese, se non anni, prima di poter usufruire liberamente del tratto di spiaggia lungo corso Garibaldi così come dello specchio d'acqua. Ma come accade per esempio per il mare lungo corsi Alcide De Gasperi (ritenuto non balneabile dall'Arpac), molti cittadini sono pronti a violare i divieti.
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