Cosa ci fa un cigno nel fiume più inquinato d'Europa? Sono stati in tanti a chiderselo nelle ultime ore dopo l'avvistamento avvenuto ieri mattina nelle acque del fiume Sarno su un territorio di confine tra Castellammare di Stabia, Pompei e Torre Annunziata. Il piumato uccello acquatico ha probabilmente perso la rotta ed è finito nel Sarno, inconsapevole del rischio che corre per la sua incolumità. Qualcuno, infatti, si è anche prodigato di avvisare le associazioni a tutela degli animali affinché corressero ai ripari, ma la componente di rischio correlata al recupero dell'elegante uccello appare alquanto elevata. La presenza di un cigno nelle acque del Sarno, in ogni caso, potrebbe anche avere l'effetto di un buon auspicio per un fiume costantemente martoriato dagli scarichi abusivi e in attesa di un piano di bonifica più volte annunciato e sempre rimandato. Per gli stabiesi, in particolare, il curioso avvistamento riporta alla mente i cigni che occupavano il laghetto all'interno del Parco delle Nuove Terme, oggi terra di nessuno, devastata dai vandali e dall'incuria. Un ricordo, quest'ultimo, che sembra ormai svanito nell'oblio.
Dopo cinquant'anni di attesa e un lungo percorso di recupero, la storica struttura nel cuore del rione San Marco viene restituita alla comunità con l'inaugurazione del nuovo centro polivalente alla presenza del sindaco Luigi Vicinanza.