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La povertà è una delle piaghe più gravi che affliggono questo mondo. Un disagio che si conosce bene, si sa che esiste, ma che il più delle volte si fa fatica a riconoscere.
Lo si associa a qualcosa di estraneo al proprio modo di vivere, si pensa che possa esistere solo in paesi del terzo mondo, ma in realtà è una pena che affligge anche chi è più vicino a noi.
A Castellammare di Stabia sono molte le famiglie che vivono di stenti, che pur di assicurare un pasto caldo alla propria famiglia si rivolgono alle mense che diverse parrocchie della città mettono a disposizione per le persone meno abbienti.
Il tasso della povertà cittadina pare essere molto più elevato di quanto si possa pensare, un dato che lascia basiti, ma che rispecchia la realtà delle cose. Il tutto confermato dal grande lavoro svolto dai volontari durante la Sagra Vincenziana di domenica scorsa presso la Parrocchia di San Marco Evangelista a Castellammare. Un evento servito ai volontari della parrocchia per raccogliere i fondi necessari a continuare il corretto svolgimento delle opere di beneficienza; poiché se non fosse per i contributi della stessa comunità, aiuti da altri enti, pubblici o privati, non sono previsti.
Presso la Parrocchia di San Marco infatti, dal lunedì al venerdì le persone meno fortunate possono usufruire della mensa della chiesa per procurarsi un piatto caldo da mangiare; approfittare di un ambulatorio; ricevere in dono interi sacchi di viveri e capi d’abbigliamento.
Ovviamente la chiesa di San Marco non è l’unica a prodigarsi tanto per le persone bisognose, come lei ve ne sono altre, come ad esempio la chiesa di Sant’Antonio di Padova. «La Caritas della nostra parrocchia – ci ha spiegato don Christian Cicirelli - si preoccupa di aiutare i poveri della città fornendogli dei pacchi con all’interno ogni tipo di bene di prima necessità, raccogliamo anche indumenti da donare a chi ne ha bisogno ma la cosa più importante che si possa fare per aiutare queste persone è ascoltarle. «Chi sta passando un periodo di difficoltà economica ha bisogno di sentirsi compreso, di sapere che c’è qualcuno con cui potersi sfogare, anche perché quando si passano momenti così difficili le persone che si credevano amiche tendono a sparire e oltre alla povertà ci si ritrova ad affrontare anche la solitudine».
Inoltre, a dare ulteriore conferma del forte grado di povertà in cui versano molti cittadini stabiesi, è il grande numero di richieste che è stato fatto, presso Palazzo Farnese, per di accesso al Reddito di Inclusione, numero che fino ad ora ammonta a circa 1800.
Non si tratta più di un campanello d’allarme, ma di una vera e propria piaga che sembra affliggere da anni i cittadini di Castellammare di Stabia, una piaga di cui l’amministrazione dovrebbe prendere atto per aiutare i suoi concittadini. Anche secondo don Francesco Saverio «è giunto il momento di affrontare il problema e offrire aiuti concreti ai nostri concittadini, fornendo alle associazioni di beneficenza contributi che le permettano di continuare in modo adeguato il proprio operato e agendo anche a livello amministrativo per aiutare le famiglie più indigenti».
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