Ben vestiti, gentili e disponibili. È questo il profilo di molti extracomunitari presenti a Castellammare di Stabia e che si danno da fare per racimolare un po’ di denaro. Al di là di quelli che vendono merce contraffatta, quindi abusivi e fuorilegge, c’è chi lava i vetri delle auto agli incroci, chi si offre per portare le buste della spesa a casa e chi fa rifornimento alle auto ai distributori di benzina nei giorni festivi. Ci sono poi quelli che, “più semplicemente”, chiedono l’elemosina all’uscita dei supermercati.
Non è un modo per denigrarli o criticarli, non è tantomeno razzismo. È semplicemente un modo per sottolineare come chi negli ultimi anni è giunto a Castellammare, nell’ambito dei piani di integrazione voluti dai governi nazionali e regionali, oggi si ritrova in giro per le strade alla ricerca di guadagni, più o meno leciti.
Tutto questo proprio nei giorni in cui in città si discute molto dell’imminente arrivo di altri 200 immigrati. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Pannullo si è detta ben disposta ad accoglierli. Più critici ed apertamente contrari i partiti di estrema destra: Noi con Salvini e Fratelli d’Italia hanno addirittura organizzato manifestazioni pubbliche - in cui non sono mancati momenti di tensione - e raccolte firme per cercare di bloccare questa nuova “ondata” di immigrati a Castellammare.
Insomma, la questione come sempre è spinosa quando si parla di extracomunitari rientranti nei piani di accoglienza ed integrazione varati dai governi europei. Dietro c’è sicuramente anche un giro d’affari importante, così come raccontano anche le cronache nazionali. Ma qui il problema è diverso, si discute sulle possibilità che una comunità già di per sé in difficoltà come quella stabiese sia in grado di offrire a questi immigrati. Persone in cerca di lavoro e dignità catapultate in una città dove i suoi stessi cittadini hanno analoghe esigenze e difficoltà.
Ma non solo. Il rischio è che si generi una guerra tra poveri. Senza contare che a molti può dare fastidio ritrovarsi ad ogni angolo di strada persone che, seppur in modo cortese, chiede una mancia, un regalo, un obolo per dare un senso alla propria vita.
E allora qual è la maniera giusta di approcciare il problema senza essere tacciati di razzismo o, viceversa, di permissivismo? Come sempre la ricetta perfetta non esiste, bisogna cercare di essere equilibrati nella scelta e verificare se realmente una comunità è in grado di accogliere ed integrare un numero rilevante di immigrati, offrendo loro non solo un tetto sulla testa ed un pasto caldo, ma anche e soprattutto il modo di essere parte integrante della società civile. Ed allora la vera domanda è: Castellammare può offrire tali possibilità ai migranti in arrivo?
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.