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Castellammare - Arresti rione Cmi, don Gennaro Giordano: «Il quartiere è più tranquillo»

«Però da cristiani non possiamo abbandonare chi ha preso una strada diversa. La conversione e il perdono sono per tutti»

tempo di lettura: 3 min
di Gennaro Esposito
06/06/2019 10:47:47
Castellammare - Arresti rione Cmi, don Gennaro Giordano: «Il quartiere è più tranquillo»

A pochi giorni dagli arresti di Giovanni Lambiase, Antonio Maragas e Giuseppe Maragas il quartiere Cmi di Castellammare di Stabia è più tranquillo. A dirlo è don Gennaro Giordano, parroco della chiesa di Sant'Agostino giunto nella periferia nord della città solamente lo scorso settembre. «Nel corso dei mesi alcuni cittadini mi hanno parlato di queste persone che stavano seminando il panico. E sicuramente posso dire che oggi si respira più tranquillità fra le strade del rione - spiega -. Le forze dell'ordine hanno svolto un ottimo lavoro. Però noi da cristiani non possiamo dimenticare chi ha preso una strada sbagliata: il perdono e la conversione sono per tutti. Anche per loro. Da parroco non possiamo lasciarli indietro e lavorare. Quando usciranno dal carcere, potranno essere persone nuove».

«Una cosa che ho notato è che non ci sono stati tentativi di emulazione. Certo non ho fatto le indagini ma credo che i ragazzi del quartiere non si siano lasciati trasportare dai tre che sono stati arrestati. Lo dimostrano le presenze ai nostri corsi in chiesa e all'oratorio che abbiamo organizzato. C'è una comunità che è viva e questo è anche merito del parroco che mi ha preceduto che ha sempre lavorato nel silenzio» continua don Gennaro. «C'è una cattiva reputazione su questo quartiere: quando sono venuto qui tutti ne parlavano male ma invece non è così. Ho deciso di andare casa per casa, famiglia per famiglia per parlare con tutti. E' giusto sottolinearlo: le persone del Cmi sono come tutte le altre, il rione è onesto e ha tanta voglia di lavoro».

Ed è proprio il lavoro la piaga del quartiere, secondo don Gennaro: «Mi sono interfacciato con le istituzioni per chiedere una maggiore attenzione al Cmi proprio perchè i residenti attendono un aiuto. Qualcosa si sta muovendo e speriamo che possano esserci delle novità nelle prossime settimane». Intanto questa sera è in programma una fiaccolata in occasione della Pentacoste: «Abbiamo deciso di anticiparla al giovedì per facilitare la presenza dei residenti. Partiremo proprio da via Venezia, nel cuore delle palazzine. E' stato un segnale della Provvidenza perchè avevamo organizzato tutto prima degli arresti. L'occasione è anche un modo per pregare per chi ha subito nelle ultime settimane».

Per don Gennaro, prima dell'esperienza al Cmi, ci sono stati oltre 15 anni a Pimonte. Una comunità che come quella stabiese è vittima della camorra e del racket e che deve lottare per poter svolgere senza pressioni il proprio lavoro. «Senza dubbio le differenze ci sono: Pimonte è un piccolo Comune, Castellammare è una città molto estesa e con problematiche diverse. Purtroppo il pizzo si paga ma insieme, se si forma una grande comunità, in compagnia delle forze dell'ordine, possiamo contrastare il potere dei clan. Dobbiamo formare una nuova coscienza, spingere verso le denunce. E noi come chiesa faremo la nostra parte».

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