Antonio Vispini, coinvolto nell'inchiesta che ha decapitato il clan Cesarano, è stato scarcerato perché estraneo ai fatti. L'uomo, arrestato poche settimane fa, secondo l'accusa, era il fornitore di schede telefoniche con le quali gli affiliati comunicavano fra di loro. Ma non sarebbe emerso nessun tipo di collegamento con la cosca di Ponte Persica tanto che il 41enne è tornato subito in libertà.
Secondo quanto ricostruito dai legali, Vispini, titolare di un'agenzia telefonica di Pompei, avrebbe regolarmente intestato delle sim a normali clienti che poi le avrebbero girate a loro volta agli affiliati del clan Cesarano. L'uomo quindi non sarebbe da considerare un membro del clan di Ponte Persica.
È già la terza scarcerazione che arriva dopo la maxi operazione della guardia di finanza di pochi giorni fa. Vispini quindi si aggiunge a Pietro di Gaudio e Luigi La Mura che solamente ad inizio settimana erano tornati in libertà. Le accuse per i restanti 17 indagate sarebbero invece tutte confermate.
Dopo cinquant'anni di attesa e un lungo percorso di recupero, la storica struttura nel cuore del rione San Marco viene restituita alla comunità con l'inaugurazione del nuovo centro polivalente alla presenza del sindaco Luigi Vicinanza.