La metà dei dipendenti del pronto soccorso dell'ospedale San Leonardo lavora beneficiando delle agevolazioni della legge 104 e delle limitazioni previste dal riconoscimento dell'invalidità. Un dato superiore più di cinque volte rispetto alla media regionale del 9%. Nel reparto di medicina d'urgenza i medici sono 20, ma in 4 usufruiscono delle agevolazioni per lavorare part-time. E così accade che per ogni turno due o tre infermieri lavorino con orario ridotto perché affetti da grave disabilità o conviventi con persone con handicap a cui garantire assistenza, mentrte gli operatori socio-sanitari non possono trasportare ammalati percgé affetti da patologie che impediscono la movimentazione manuale di carichi o pazienti. Una situazione insostenibile secondo la direttrice dell'Asl Na3 Sud Antonietta Costantini, che ha chiesto l'invio in ospedale di ispettori regionali e ministeriali in quanto, a suo dire, sarebbe anomalo il fenomeno delle esenzioni nel personale medico e infermieristico, che non agevola l'attività dell'ospedale. La dotazione organica, infatti, sarebbe all'altezza di un ospedale di grandi dimensioni, ma il numero crescente di addetti con mansioni ridotte sarebbe alla base dei disagi che si registrano nel San Leonardo. Assumere ulteriori unità, in pratica, determinerebbe un esubero del personale, ma intanto l'Obi non può partire a causa della scarsa disponibilità di addetti, nonostante l'inaugurazione in pompa magna della scorsa settimana. D'altra parte, nei turni con sei infermieri negli orari centrali della giornata, almeno la metà dispone di orari di lavoro ridotti, al pari degli Oss, per le agevolazioni previste dalla legge. Un grattacapo non da poco per un ospedale che fatica ad entrare pienamente a regime.
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