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Castellammare - Aiutò un amico a portare a termine un agguato nel rione Cmi, arrestato giovane stabiese

Luciano Martire guidava lo scooter sul quale viaggiava Gaetano Cavallaro che sparò ad un giovane del rione Cmi. Era la vendetta dei rampolli di Scanzano dopo l'agguato alla festa del quartiere Annunziatella

tempo di lettura: 2 min
di Gennaro Esposito
10/04/2019 10:36:22
Castellammare - Aiutò un amico a portare a termine un agguato nel rione Cmi, arrestato giovane stabiese

Era lui a guidare lo scooter che portò Gaetano Cavallaro nel rione Cmi per vendicarsi della sparatoria di pochi giorni prima durante la festa nel rione Annunziatella. A distanza di quasi due anni da quell'episodio, la polizia di Stato ha raggiunto con un'ordinanza di custodia cautelare in carcere Luciano Martire, giovane di Castellammare di Stabia. Si chiude il cerchio dopo diversi mesi di indagini: le forze dell'ordine hanno ricostruito le cause e i protagonisti dei giorni di piombo della primavera del 2017. Nei confronti di Martire sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza che hanno permesso agli agenti del Commissariato di Castellammare di arrestarlo nella mattinata odierna.

I fatti risalgono al maggio del 2017. E vedono protagonisti quattro giovani stabiesi (che si contendevano la stessa ragazza) di due rioni diversi, il Cmi e Scanzano. Tutto partì durante la festa del quartiere al rione Annunziatella di Castellammare dove Francesco Savarese, arrestato e condannato, sparò ad un suo rivale, Gaetano Cavallaro colpendo però due ragazzine che non centravano nulla con il regolamento di conti. Da lì la lunga fuga fino al quartiere Cmi aiutato dall'amico Giuseppe Russo che evitò anche un posto di blocco della polizia municipale. Cavallaro, però, non rimase a guardare. Si organizzò e nel giro di pochi giorni attraversò tutta la città per vendicarsi di quel torto subito. Aiutato da Luciano Martire, che guidava lo scooter, arrivò all'esterno di un bar di via Napoli (chiuso qualche settimana fa dai carabinieri per la presenza di pregiudicati) e ferì in un agguato Cristofer Lambiase. Una persona non a caso: il giovane, figlio di un noto pregiudicato della zona, era il cugino di Savarese, il ragazzo che pochi giorni prima aveva organizzato il raid alla festa del carciofo.

I quattro protagonisti della vicenda, a distanza di due anni, sono stati tutti idenficati. Scooteristi e pistoleri al momento sono in carcere con l'accusa di tentato omicidio e porto illegale di una pistola cal. 22. Un regolamento di conti fra ragazzi che seminò il panico a Castellammare di Stabia. Giovanissimi che per una ragazza contesa decisero di sparare in un contesto affollato come una festa di quartiere. Savarese, Russo e Cavallaro (già coinvolto in altri fatti di sangue nonostante la giovane età) sono stati già condannati a 6 anni di reclusione. Il processo contro Martire partirà nelle prossime settimane.

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