«Uno scempio del centrodestra». Aveva etichettato così lo stato di degrado dell'Acqua della Madonna il consigliere comunale Andrea Di Martino. L'ormai ex area degli chalet stabiesi, diventata nell'ultimo periodo autorimessa in mano agli abusivi, sarebbe decaduta - secondo le parole del leader di Stabia L@b - a causa delle falle palesate negli anni delle amministrazioni dell'ex sindaco Luigi Bobbio e dell'attuale fascia tricolore Gaetano Cimmino. Accuse pensanti, che non hanno tenuto conto dell'intermezzo di oltre 5 anni nel quale, a governare a palazzo Farnese, è stato il centrosinistra di cui lui stesso è stato esponente.
Puntuali sono arrivate le repliche dei diretti interessati, con in prima linea lo stesso Bobbio a sfruttare l'inatteso assist per fare chiarezza su quanto accaduto nel corso degli anni all'area degli chalet: «Prendo atto di quanto dichiara il noto 'consigliere cuoco' - premette -. Certe questioni non le ponesse a me, che ho risanato profondamente il territorio, ma piuttosto ai suoi amici, che nel corso degli ultimi anni hanno fatto in modo che le gare per l'aggiudicazione dei chioschi legali andassero deserte. Ci sarà stato qualcuno che avrà interferito, se nessuno ha voluto partecipare?».
«Tra le prescrizioni prefettizie che ho trovato al mio insediamento - aggiunge Bobbio - c'è n'era una che riguardava proprio i chioschi dell'Acqua della Madonna. Io ho attuato la misura e girato tutto il fascicolo alla Procura di Torre Annunziata, dove credo si sia celebrato un processo concluso con un nulla di fatto. Del resto anche lì l'incertezza è diffusa. Sono stato l'unico - conclude - che aveva azzerato la sosta, anche sopperendo alle carenze della capitaneria di porto. Nessuna amministrazione successiva, compresa quella attuale, ha invece preso iniziative in merito. La zona è diventata un lurido parcheggio soprattutto perché a nessuno importa. Solo io ho avuto il coraggio di azzerare quella squallida palude camorristica».
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