«Una morte amara e tragica». Queste la parole dall’Arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo, impresse in una lettera letta ieri durante i funerali di Davide Natale, il 21enne nato nella città Mariana e residente a San Nicola la Strada (Caserta) deceduto lunedì scorso colpito da un pino abbattuto dalla furia del maltempo. Stava uscendo dall’università, a Napoli, quando la morte l’ha portato via all’effetti dei suoi cari.
In tantissimi hanno voluto dare l’ultimo saluto al giovane tragicamente scomparso lunedì pomeriggio, molti amici soprattutto, ma anche gente comune colpita dal tragico destino che la vita gli ha riservato.
Nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, proprio a San Nicola la Strada, la famiglia di Davide era distrutta. Il papà Giovanni, la mamma Stefania e la sorella Noemi affranti e con gli occhi pieni di lacrime, fermi ad osservare la bara coperta dalla maglietta dii Hamsik, capitano del Napoli, squadra del cuore di Davide.
«Un angelo strappato troppo presto alla vita – ha detto nell’omelia mons Pasquale Mocerino - Ai genitori e alla sorella Noemi dico che Davide non è morto, ma si è trasformato».
«Non scorderò mai il tuo sorriso contagioso e la capacità che avevi di farmi stare bene» la testimonianza di un’amica. Mentre il presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base della Federico II, Pietro Salatino, ha promesso che «organizzeremo delle iniziative in sua memoria, anche perché è un simbolo di come un ragazzo possa impegnarsi e fare bene».
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