Possibili violazioni, nelle preselezioni, al concorso della Regione Campania, volto all'assunzione di oltre 2000 dipendenti a tempo indeterminato. A riscontrarle sono stati gli avvocati Aldo Esposito e Ciro Santonicola di Castellammare di Stabia. Per questo, i legali hanno avviato i ricorsi amministrativi, a tutela degli esclusi dalle predette prove.
In primo luogo, fanno notare: «non è stata prevista la pubblicazione della banca dati dei quesiti, a risposta multipla, prima di svolgere la preselezione». Una mancanza che, se confermata, sarebbe in contrasto con le scelte adottate negli analoghi contesti concorsuali dove, prima dello svolgimento della preselezione (mera scrematura iniziale e non selezione pura), le domande, estratte da una banca dati, erano state preventivamente pubblicate, con le relative risposte esatte, nell’ottica del “favor partecipationis”.
Altra violazione riscontrata sembra essere quella della presenza, nei test, delle domande di cultura generale. Nell’art 6 comma 1 del Bando era specificato che i quesiti a risposta multipla dovevano vertebre, essenzialmente, sulla “verifica della capacità logico-deduttiva, del ragionamento logico-matematico e critico-verbale, nonché della conoscenza del diritto costituzionale e diritto amministrativo, della disciplina del lavoro pubblico, del diritto regionale e degli enti locali, della geografia politica/economica regionale”. «Per quale ragione sono state somministrate le domande di cultura generale? – si chiedono i legali Esposito e Santonicola - Emerge, da quanto descritto, un profilo d’irragionevolezza per inaspettato mutamento delle regole del gioco».
Secondo le segnalazioni raccolte dai legali stabiesi, inoltre, sarebbero state individuate batterie contenenti domande con differente livello di difficoltà. «In altri termini – spiegano i legali - , la possibile “violazione del principio meritocratico” si manifesta nella circostanza per cui non si sarebbe dovuta riscontrare una così elevata “soglia di varianza”, intesa quale netta differenza, tra le percentuali degli ammessi, nelle diverse sessioni delle prove. Ebbene, in alcuni giorni i quesiti sono risultati più complessi rispetto a quelli proposti nelle altre giornate. L’eccessiva varianza è sinonimo di scarsa oggettività».
Ma non è tutto. «In taluni casi – denunciano infine Esposito e Santonicola - non vi è stato il corretto abbinamento del compito svolto alla scheda anagrafica, con la possibile violazione del principio dell’anonimato. Il “foglio risposte”, con la sola apposizione del codice a barre, è stato consegnato, da taluni aspiranti, nelle mani degli steward, separatamente rispetto a quello contenente i dati anagrafici, derogandosi alla garanzia della busta chiusa»
Per questi motivi, i legali stabiesi hanno deciso di procedere con l’avvio di un ricorso amministrativo, da inoltrare al T.A.R. territorialmente competente, il cui obiettivo è quello di «consentire l’accesso alle successive prove scritte, per proseguire la selezione del pubblico concorso regionale».
Per aderire al “ricorso concorso Ripam Campania 950 unità esclusi dalla prova scritta-categoria D Laureati”, è possibile consultare le istruzioni operative riportate a questo link:
Le istruzioni operative del “ricorso concorso Ripam Campania1225 unità esclusi dalla prova scritta-categoria C Diplomati” sono invece consultabili al seguente link:
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