Minacce ad un tabaccaio di via Passanti, a Boscoreale, con l'esplicita richiesta di un 'regalo' per i carcerati. Con questa accusa Giovanni Barbato Crocetta, 25enne originario di Scafati, è finito agli arresti domiciliari per estorsione aggravata dal metodo mafioso e detenzione illecita di armi. Una mezza vittoria per l'imputato, il cui legale aveva presentato l'istanza in sostituzione della misura cautelare in carcere.
L'uomo è ritenuto essere affiliato e mano operativa del clan Matrone-Buonocore. Secondo la Dda, il giovane avrebbe utilizzato metodi fortemente intimidatori nei confronti di un commerciante boschese che si era rifiutato di pagare il pizzo, esplodendo alcuni colpi di pistola contro la serranda del locale. Il gesto sarebbe comunque stato ordinato dai vertici dell'organizzazione criminale.
La decisione della sostituzione della reclusione in cella con quella della detenzione domiciliari è stata dal Gip di Salerno, il quale ha comunque ritenuto Barbato Crocetta meritevole del beneficio dopo un anno di carcere. A giorni, invece, è attesa la sentenza per gli undici affiliati del clan.
Il 25enne scafatese, dal canto proprio, era già finito nei guai in diverse occasioni. L'ultima è l'inchiesta che lo aveva fatto finire nel mirino della Dda di Salerno con l'accusa di riciclaggio: insieme ad un suo conoscente, secondo i pm avrebbe fornito ai killer la moto utilizzata per l'agguato in piazza Falcone Borsellino nel delitto di Armando Faucitano, avvenuto il 26 aprile 2015.
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