Mucchi di lettere della Gori mai recapitate e finiti in un'unica cassetta postale. Succede anche a Boscoreale, dove una cittadina ha segnalato l'anomalia su un gruppo social locale, riuscendo peraltro a rintracciare anche alcuni dei reali destinatari delle missive. Cambia il luogo, ma gli ingredienti del cocktail a base di disservizi, inefficienza e - probabilmente - anche un pizzico di malafede, decisamente no. Nelle scorse settimane, infatti, la stessa circostanza si era presentata prima a Gragnano, poi anche a Pompei e in altri comuni dei monti Lattari. Numerose bollette o comunicazioni abbandonate, mescolate insieme in unico nascondiglio o addirittura buttate via, con i legittimi utenti all'oscuro di tutto.
La società idrica campana, che aveva affidato il servizio di consegna a una società privata, già dopo il primo caso si è affrettata a far sapere di aver aperto un'indagine interna. Parecchie erano comunque state le segnalazioni di bollette mai pervenute nel corso di mesi o addirittura anni, da tutto l'hinterland napoletano. Oggi, al registro delle città dal 'bollino nero', si è iscritta come detto anche Boscoreale. «Qui hanno aperto un ufficio postale», ha spiegato ironicamente la residente dopo aver scoperto le decine di lettere nella propria buca. Circostanza curiosa che, come detto, dopo la segnalazione sul web ha permesso a un paio di destinatari boschesi di recuperare quantomeno qualche lettera.
Il post sta rapidamente facendo il giro la rete, nella speranza che altre persone possano accorgersene e raggiungere lo 'pseudo-ufficio postale' e ricevere bollette o comunicazioni del caso. «Ecco perché le mancanze di acqua erano così frequenti in città», ironizza qualcuno. «A me arrivano addirittura le lettere di altri utenti», si lamenta un'altra signora. Nel caos dei disagi dovuti a una pessima gestione del servizio di consegna, si attendono ancora le spiegazione della Gori sul continuo ripetersi di un fenomeno che continua nelle settimane a creare non pochi disagi in tutta l'area vesuviana.
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