Sette persone persone sono state arrestate al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura di Bolzano e condotta dalla Guardia di Finanza di Bressanone in collaborazione con l'ufficio di Bolzano del Reparto antifrode dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Le Fiamme Gialle hanno scoperto un'associazione a delinquere a carattere transnazionale dedita al contrabbando di gasolio e hanno sequestrato depositi di carburante, distributori stradali, veicoli, un'imbarcazione, rapporti finanziari, denaro contante e quote societarie.
La vasta operazione ha visto l'impiego di più di 200 finanzieri e doganieri in Campania, Lombardia, Puglia, Toscana, Abruzzo e Basilicata.
In manette sono finiti D. F., 42 anni (residente in provincia di Napoli), P. G., 58 anni (residente in provincia di Salerno), C. C., 53 anni (residente a Settimo Milanese), A. V., 47 anni (residente a Castellammare di Stabia), D. P., 56 anni (residente in provincia di Reggio Emilia), S. V., 48 anni (residente a Cerignola) e I. P., 44 anni (residente a Cerignola).
Sono 19 invece le persone indagate per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla reiterata commissione dei delitti di contrabbando di prodotti energetici. Sette società italiane e una società della Repubblica Ceca sono state denunciate. In un solo anno, attraverso il valico del Brennero, il sodalizio criminale ha “importato” illegalmente in Italia circa 7 milioni di litri di gasolio. Il metodo è sempre lo stesso: il gasolio viene spacciato come “lubrificante” al passo del Brennero, in modo da entrare in Italia senza essere soggetto alle accise. Uno “sconto” non da poco, pari a circa il 60%, iva compresa, del prezzo finale. In un anno il guadagno ha superato i 4 milioni di euro. L’organizzazione si è avvalsa di alcune società “cartiere”, in gergo realtà economiche fittizie utilizzate per produrre i documenti necessari. “Si tratta – spiegano i finanzieri – di società prive di qualsivoglia consistenza economica, strutture operative o personale dipendente, a nome delle quali venivano emessi i documenti utilizzati per scortare la merce lungo il viaggio in territorio italiano”. Dall’Italia partivano le autocisterne vuote, che si dirigevano verso un deposito compiacente a Lübben, in Germania, dove veniva caricato il gasolio ceco, classificato come “olio lubrificante”. Le autocisterne piene facevano rientro in Italia, percorrendo un primo tratto su strada, fino alla cittadina austriaca di Wörgl e da qui venivano caricate su rotaia e, attraverso il servizio “Ro.La.” che passa per l’Interporto di Trento.
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