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Non trovano pace nemmeno i morti. Un altro furto di rame e oggetti vari è avvenuto la notte scorsa sui monti Lattari. Questa volta ad essere preso di mira dai malviventi è stato il cimitero di Agerola, situato nella frazione Pianillo.
Poco dopo le 3 di notte i ladri si sono introdotti nel cimitero, forzando un ingresso secondario. Hanno profanato tombe, rovistato dappertutto e, alla fine, sono andati via con 380 portafiori in rame e perfino alcune lettere (quelle dei nomi dei defunti) incise nel marmo, sempre di rame. Ad accorgersi del furto è stato, ieri mattina, il custode del cimitero che si è recato sul posto per la normale apertura del sabato. La struttura cimiteriale è invece rimasta chiusa al pubblico. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione, agli ordini del maresciallo Luigi Mascolo, insieme ai colleghi del Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche), che nelle prossime ore procederanno all’analisi delle impronte. E sono partite subito le indagini, nel tentativo di risalire ai responsabili del furto. Saranno subito visionate le immagini riprese dalla videosorveglianza attiva sul territorio.
Va ricordato che il rame, sul mercato nero, ha un costo di circa 5 euro al chilogrammo. E sarebbero più di 100 i chilogrammi di rame rubati al cimitero nella notte tra venerdì e sabato.
“Oggi ci troviamo tutti a condividere lo stesso stato d’animo – afferma il sindaco Luca Mascolo – sdegno e sgomento. Non possiamo tollerare quanto accaduto la notte scorsa nel luogo sacro per eccellenza di Agerola. Offendere luoghi di venerazione e violare il rispetto che si deve ai defunti sono atti di una violenza atroce, contro cui deve vederci tutti uniti in una condanna condivisa. Hanno profanato le tombe dei nostri cari defunti – continua – Rubare in quel luogo significa violentare il legame indissolubile e cristiano di sentimenti e di ricordi, che ci tiene uniti ai nostri cari. Chiunque sia stato, chiunque abbia violato la memoria e il rispetto per una persona che non c’è più, deve essere individuato e consegnato alla giustizia. Confidiamo, come sempre, nel lavoro delle forze dell’ordine”.
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