Fonte: https://www.freepik.com/
Nella cultura popolare lo psicologo o psicoterapeuta è presentato come una figura spesso inconcludente, che annuisce alle lamentele dello sprovveduto paziente di turno, attribuisce tutta la colpa ai genitori e gli rifila un’esosa fattura alla fine della sessione.
Negli anni si è creata così una serie di miti e stereotipi sulla psicoterapia che non possono essere più lontani dalla realtà. In questo articolo vediamo di sfatarne tre tra i più diffusi.
Mito: Solo chi ha gravi e comprovati problemi mentali va dallo psicologo
Uno degli stereotipi più duri a morire sulla psicoterapia è “lo psicologo cura i pazzi”: solo chi ha problemi mentali seri e invalidanti può davvero trarre beneficio dalle sessioni di terapia.
In realtà: ci sono diversi professionisti per trattare le patologie mentali. Allo psicologo si può rivolgere (e dovrebbe rivolgersi) chiunque, per affrontare problemi più o meno comuni che coinvolgono le emozioni, la sfera personale e relazionale, i cambiamenti come la perdita del lavoro o un lutto. A volte anche cambiamenti positivi come diventare genitori o iniziare una nuova relazione romantica possono sopraffarci e anche in questi casi la guida di un professionista dedicato può essere utile a fare chiarezza e saperci gestire meglio.
Mito: Rivolgersi a uno psicologo è un segno di debolezza, ce la devo fare da solo
Nonostante le statistiche su ansia e depressione in Italia dimostrino che i numeri di chi soffre di una forma o un’altra di disturbi mentali sono altissimi, sono ancora molti quelli che temono che chiedere aiuto li esponga come persone deboli, incapaci di affrontare da soli le difficoltà.
In realtà: al contrario, riconoscere di avere un problema è se mai indice di risorse mentali e lucidità sufficienti a individuare un disagio e capire di aver bisogno dell’aiuto di chi ha studiato e si è specializzato per questo. Inoltre, chiedere aiuto è segno di coraggio e della capacità di riporre fiducia negli altri: come non è segno di debolezza chiamare un idraulico per una perdita in casa, così rivolgersi a un professionista nel caso di un disagio emotivo non ti rende un fallito.
In molti hanno l’impressione che il solo ruolo dello psicologo sia quello di ascoltare e lasciarci sfogare, e che solo chi non ha amici può pensare di pagare una persona per questo. Se parliamo con un amico, ci sfoghiamo e ascoltiamo i suoi consigli, ci sentiremo meglio senza spendere un centesimo.
In realtà: avere amici e persone vicine con cui parlare dei propri problemi è assolutamente positivo per la salute mentale, ma non può sostituire il lavoro di un professionista. Uno psicologo non è “un amico a pagamento”, non è lì solo per prestare orecchio. Si tratta invece di una figura professionale con un approccio ben preciso e definito che comprende sì, una parte di ascolto attivo del paziente, la quale è però solo l’inizio di un percorso in cui il paziente ha una parte rilevante nell’eradicare pensieri e abitudini che influenzano negativamente il suo stato d’animo e sostituirli con altri, più efficaci e positivi. Solo una persona con una preparazione adeguata e un approccio basato sulla scienza può guidarti in modo efficace in questo percorso.
Nonostante questi miti sulla psicoterapia siano ancora fortemente radicati, le nuove generazioni si stanno dimostrando più aperte verso questa opportunità, anche grazie alla diffusione delle nuove tecnologie che rendono possibile rivolgersi a uno psicologo interamente online. Tra le piattaforme che offrono questo servizio, vale la pena citare Serenis, che si impegna a popolarizzare la cura della salute mentale su diversi livelli, dai problemi di relazione alla gestione dello stress sul lavoro e molte altre problematiche.
La realizzazione di se stessi passa dalla cura della salute mentale tanto quanto dalla carriera, dalle relazioni e dalla forma fisica, ecco perché tutti almeno una volta nella vita potremmo beneficiare di un supporto psicologico.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.