Alcuni mesi fa la Commissione di Giustizia della Camera dei Deputati ha approvato un nuovo disegno di legge che ha avuto un effetto dirompente, accendendo polemiche, feroci dibattiti e tante speranze.
La proposta, infatti, mira addirittura a legalizzare la coltivazione domestica di cannabis.
Se il ddl dovesse diventare legge i semi di cannabis uscirebbero finalmente dal dedalo nel quale sono stati relegati dalla normativa italiana. Infatti, seppure non contengano sostanze stupefacenti, acquistarli e detenerli non è sempre consentito.
Per questo motivo è opportuno che chi acquista prodotti del genere, come i semi femminizzati online, conosca bene la normativa, in attesa che la nuova proposta di legge provveda a semplificare la normativa.
In questo articolo spiegheremo cosa prevede il ddl da poco approvato e cosa impone, attualmente, la legge italiana in materia di semi di cannabis.
Il nuovo ddl che ha passato il primo esame presso la Commissione di Giustizia potrebbe rivoluzionare totalmente il panorama della legislazione italiana sulla cannabis.
La proposta si fonda principalmente su tre punti:
L’iter di approvazione del ddl è ancora lungo e sicuramente sarà caratterizzato da feroci battaglie politiche. Se dovesse concludersi positivamente, l’Italia diverrebbe la prima nazione in Europa a legalizzare la coltivazione di marijuana.
Un passo del genere probabilmente farebbe salire alle stelle la richiesta di semi di cannabis che potranno essere utilizzati per far germogliare nuove piantine, cosa attualmente illecita in Italia.
Come abbiamo spiegato poc’anzi, acquistare semi di cannabis allo scopo di coltivare delle piantine è illegale, almeno per ora. Tuttavia, l’acquisto di questi prodotti non è vietato dalla legge.
I semi, infatti, non contengono THC e dunque non possono essere considerati stupefacenti. Per questo motivo la loro semplice detenzione è assolutamente legale. Il problema che si è spesso presentato di fronte alla magistratura è il loro potenziale utilizzo per la coltivazione di piante che, attualmente, rientrano nelle sostanze vietate per legge.
Fortunatamente non viviamo in un romanzo di Orwell, e la psicopolizia esiste solo nel mondo dell’immaginario. Dunque, come capire quali sono le intenzioni degli acquirenti di semi?
Farlo con assoluta certezza, ovviamente, non è possibile ma la giustizia ha scelto in varie occasioni di valutare l’eventuale presenza di materiali destinati a favorire la coltivazione della cannabis assieme ai semi acquistati come una spia delle intenzioni illecite di un rivenditore.
Alcuni lettori potrebbero ricordare una famosa sentenza della Cassazione emanata il 19 dicembre 2019 che, secondo l’interpretazione di alcuni, ha stabilito la legalità della coltivazione di canapa se le piante sono poche e per uso personale.
Si potrebbe, quindi, credere che in realtà i semi possano essere utilizzati anche per questo scopo, qualora non ci sia l’intenzione di spaccio.
In realtà questa vicenda è stata largamente fraintesa e la Cassazione non ha dichiarato nulla di simile. La Corte ha inteso, invece, stabilire che la coltivazione domestica di cannabis per uso personale non è reato, ovvero non prevede sanzioni penali. Ciò non toglie che rimane un illecito amministrativo.
Certo, c’è una grande distanza tra una pena detentiva e una semplice sanzione amministrativa, ma la realtà non cambia.
Abbiamo spiegato quali sono le proposte del nuovo ddl che potrebbe modificare radicalmente l’attuale quadro normativo italiano in materia di cannabis.
Se la proposta di legge dovesse superare tutti gli scogli dell’iter legislativo, allora non ci sarebbero più dubbi: l’acquisto di semi di cannabis sarebbe lecito anche quando destinato alla germogliazione delle piantine, per un limite di quattro esemplari femmina ed esclusivamente a uso personale.
Finché il ddl non diventerà legge, però, è opportuno ricordare che è possibile comprare e detenere questi prodotti solo per scopi estranei alla coltivazione, come il collezionismo o la preservazione delle genetiche.
Per evitare qualunque possibile rischio legale, se hai intenzione di comprare semi di cannabis rivolgiti esclusivamente a rivenditori seri e affidabili, come l’italianissimo Sensoryseeds, tra i leader del mercato.
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