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Aziende e Noleggio: la bussola in un mercato in tempesta. Il NLT chiude il 2025 in crescita e conquista il 22,6% di quota reale

Mentre il mercato generale cala del 2,1%, il Noleggio a Lungo Termine si conferma solido (+3,2% a Dicembre) e indispensabile per la transizione ecologica delle imprese. Alessandro Borrelli (Noleggio Semplice): "Siamo noi a garantire il ricambio del parco circolante. Per le aziende l'auto non è più un asset, ma un servizio".

tempo di lettura: 4 min
06/01/2026 11:13:33
Aziende e Noleggio: la bussola in un mercato in tempesta. Il NLT chiude il 2025 in crescita e conquista il 22,6% di quota reale

In un 2025 caratterizzato da incertezze economiche, stop-and-go schizofrenici sugli incentivi statali e una confusione tecnologica senza precedenti, c'è un comparto che ha tenuto la barra dritta, impedendo al mercato automobilistico italiano di colare a picco: il Noleggio a Lungo Termine (NLT). I dati definitivi di Dataforce per la chiusura dell'anno confermano, numeri alla mano, il ruolo ormai strategico e strutturale di questo canale. Mentre il mercato complessivo (Passenger Cars) scivolava verso un -2,1% finale (perdendo 33.000 unità), il NLT ha mostrato muscoli e resilienza. Anche a dicembre, mese storicamente volatile e soggetto a distorsioni, il comparto ha registrato un +3,2%, contribuendo in maniera decisiva a tenere a galla i volumi totali.

I numeri della stabilità: un quarto dell'Italia viaggia a noleggio Analizzando il cumulato annuo, il settore del noleggio nella sua totalità (sommando Lungo e Breve termine) ha raggiunto una market share del 28,3%. Nello specifico, il solo Noleggio a Lungo Termine vale ormai il 22,6% di tutte le auto immatricolate in Italia. Cosa significa questo dato? Significa che quasi un'auto nuova su quattro che vediamo uscire dalle concessionarie non viene acquistata dal suo utilizzatore, ma noleggiata. Un trend ormai consolidato che ha cambiato per sempre la fisionomia del mercato. Se nel 2019 il noleggio era appannaggio quasi esclusivo delle grandi multinazionali e dei dirigenti, nel 2025 è diventato la soluzione di mobilità preferita anche da PMI, Artigiani, Agenti di Commercio e, in misura sempre crescente, dai Privati (con codice fiscale).

L'analisi di Noleggio Semplice (https://www.noleggiosemplice.it/noleggio-lungo-termine ): il cambio di paradigma "Il 2025 ha sancito definitivamente il passaggio culturale e finanziario dal concetto di proprietà (Capex) a quello di utilizzo (Opex)," spiega Alessandro Borrelli, General Manager di Noleggio Semplice. "Le aziende italiane hanno fatto i conti. Gestire una flotta di proprietà oggi è un'inefficienza insostenibile. I costi assicurativi sono aumentati del 20-30% in due anni, i costi di riparazione e ricambi sono esplosi, e la gestione burocratica delle scadenze e delle multe assorbe risorse preziose. Il NLT offre budget certi, un canone fisso che include tutto, e libera le aziende da ogni onere operativo."

Ma c'è un altro fattore cruciale: la tecnologia. "Le aziende," prosegue Borrelli, "hanno la necessità di presentarsi sul mercato con un'immagine sostenibile (ESG) e di ridurre l'impronta carbonica. Il NLT permette loro di avere flotte sempre nuove, con un ciclo di ricambio medio di 36-48 mesi, accedendo a veicoli ibridi ed elettrici di ultima generazione che, acquistati in proprietà, avrebbero costi iniziali proibitivi. Le sanzioni CO2 spaventano i costruttori, ma per le aziende nostre clienti si sono trasformate in un'opportunità: i canoni sulle auto a basse emissioni sono diventati molto competitivi grazie alle politiche commerciali aggressive delle case verso i noleggiatori."

Il "risveglio" del canale Società a Dicembre Un dato interessante che emerge dall'analisi di dicembre è il risveglio degli acquisti diretti delle società, che hanno segnato un +6%. Questo rimbalzo di fine anno ha una doppia lettura:

  1. Fattore Fiscale: Molte aziende, dopo mesi di attesa ("wait and see"), hanno sbloccato gli investimenti a dicembre per poter dedurre i costi fiscali nell'anno di competenza (super-ammortamenti residui o necessità di bilancio).
  2. Rinnovo forzato: Il parco auto aziendale italiano sta invecchiando. Molte imprese che avevano rimandato il rinnovo della flotta nel 2023 e 2024 non potevano più attendere, pena il crollo dell'affidabilità dei mezzi e l'aumento dei costi di manutenzione straordinaria.

Prospettive 2026: La fiscalità sarà il driver Guardando al nuovo anno, il settore delle flotte aziendali e del NLT si trova davanti a un bivio normativo. L'UNRAE e le associazioni di categoria (ANIASA) stanno premendo sul governo per una revisione della fiscalità dell'auto aziendale in chiave "green". Attualmente, l'Italia ha una delle detraibilità IVA più basse d'Europa (40% forfettario). Se il governo dovesse accogliere le richieste di alzare la detraibilità per le auto a zero emissioni, il 2026 potrebbe essere l'anno del boom definitivo del NLT elettrico nelle flotte.

"La flessibilità contrattuale sarà l'arma vincente per il 2026," prevede Borrelli. "Vedremo formule sempre più ibride: noleggi a medio termine, abbonamenti, e contratti che permettono di restituire l'auto in anticipo o di scambiare il veicolo a seconda delle esigenze stagionali. Il mercato è liquido, e il noleggio è l'unico contenitore capace di adattarsi a questa liquidità senza rompersi."

In conclusione, se il mercato dell'auto 2025 si è salvato dal disastro, lo deve in gran parte alla tenuta del comparto aziendale e del noleggio. Un segnale chiaro per la politica: supportare le flotte significa supportare l'intero sistema automotive nazionale.

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