Napoli Calcio

Massimo Moscardi, giornalista di Espansione TV, analizza il pari col Napoli: «Fabregas e Conte, sfida a scacchi di alto livello»

«In città c’è un entusiasmo costruttivo: il futuro del Como è nelle coppe internazionali»

di Giovanni Minieri


Il verdetto del Sinigaglia sancisce una verità ormai inconfutabile: il Como di Cesc Fabregas non è più una sorpresa, ma una solida realtà del nostro campionato. Il pareggio a reti bianche contro il Napoli di Antonio Conte – il terzo scontro stagionale senza sconfitte per i lariani tra campionato e Coppa Italia – racconta di una squadra capace di guardare negli occhi le grandi del calcio italiano con personalità e trame di gioco europee.

Per analizzare il momento d’oro dei biancoblu, la crescita esponenziale dei singoli come Nico Paz e le prospettive di un futuro internazionale che sembra ormai dietro l'angolo, abbiamo chiesto il parere di Massimo Moscardi. Firma storica del giornalismo comasco e volto di Espansione TV, Moscardi ci accompagna tra le pieghe tattiche di una sfida a scacchi tra allenatori e l'entusiasmo "costruttivo" di una città che si prepara a riscrivere la propria storia, settantasei anni dopo il leggendario sesto posto del 1950.

Terza sfida stagionale tra Como e Napoli e terzo pareggio nei tempi regolamentari, con Fabregas che si è tolto comunque la soddisfazione di eliminare Conte in Coppa Italia al Maradona. Che partita è stata, ed in che modo a tuo parere Fabregas è riuscito nuovamente a incartare Conte?

“Secondo me è stata una partita giocata a viso aperto da entrambe le squadre. Sicuramente non uno 0-0 annoiante; nel complesso è stata una bella sfida e il risultato finale è stato sostanzialmente giusto. Dal punto di vista del Como rimane la constatazione di una crescita costante sul lungo periodo che alla fine ha portato a tre risultati positivi contro la formazione campione d'Italia, se consideriamo sia il campionato, sia la Coppa Italia. Questo è il dato più rilevante, se si considera che il Como è al secondo anno di serie A, in pratica quasi una neopromossa che nella prossima stagione andrà a giocare in Europa, cosa di cui sono certo anche se per ora manca il conforto della matematica”

Meglio il Como nel primo tempo con Douvikas e Diao che potevano indirizzare il match a proprio fare, mentre il Napoli con blocco basso e ripartenze è venuto fuori alla distanza con l’occasione più ghiotta capitata sui piedi di Politano. Il pari è stato a tuo parere il risultato più giusto?

“Come ho sottolineato ritengo che alla fine il risultato di parità sia stato giusto. Da entrambe le parti non sono mancate occasioni e in campo c'è stato un sostanziale equilibrio. Un match comunque piacevole da seguire, sicuramente non una sfida annoiante come spesso capita in questa parte della stagione. Non a caso era tra due formazioni che hanno ancora obiettivi certi da portare a casa”.

C’era tanta attesa per il duello tra gli uomini più

tecnici: Nico Paz e Kevin De Bruyne, con l’argentino molto più nel vivo della manovra. E’ stata l’ennesima dimostrazione della sua crescita sul piano di personalità e consapevolezza?

“Nico Paz ha fatto importanti progressi in questi due anni a Como. Si è trasformato in un uomo a tutto campo ed è cresciuto molto anche sul piano difensivo. Senza dimenticare il suo apporto sul piano delle realizzazioni e degli assist. Molto probabilmente tornerà a Madrid anche se, secondo me, uno altro anno a Como, in un ambiente senza troppe pressioni e con una coppa europea da disputare, gli può fare sicuramente bene”

Che impressione ti hanno fatto le due squadre? Sei d’accordo se ti dicessi che si è visto un Como più fluido con meccanismi ben oliati, mentre Conte ha badato più a togliere profondità piuttosto che a proporre gioco?

“E' stata una sorta di sfida a scacchi tra i due allenatori che hanno ben mosso le loro pedine. Direi che è andata come mi aspettavo con un Como più arrembante nella parte iniziale e una crescita progressiva del Napoli che non a caso nel finale ha sfiorato la vittoria con l'occasione di Politano, che ha colpito  il palo a Butez battuto.  Una gara che è stata bella da vedere anche sotto il profilo tattico, con i movimenti delle due squadre a palla lontana, cosa che chi era al Sinigaglia ha potuto apprezzare. Logicamente questo è un aspetto meno visibile per chi ha giocoforza seguito l'incontro davanti alla tv”

Settimana prossima, con una vittoria entrambe le squadre sarebbero qualificate per la prossima stagione europea. Champions per il Napoli, ancora da decidere la competizione che attenderà invece i lariani. Quanto entusiasmo si respira in città per un risultato storico?

“Quella che si sta per chiudere andrà in archivio come la migliore stagione di sempre del Como, anche se non va dimenticato il sesto posto del torneo 1949-1950, che calcisticamente è preistoria. La carica di entusiasmo si è spalmata nel corso della stagione, con i tanti bei risultati positivi in campionato e in Coppa Italia. Sicuramente il pensiero di tanti è già rivolto alle trasferte europee del prossimo anno, al di là di quella che sarà la coppa che vedrà qualificato il Como, con la  speranza che nel corso dell'estate lo stadio possa essere adeguato alle richieste della Uefa. Il nodo principale è la curva dei tifosi locali, visto che in Europa non sono ammesse le strutture fatte con i tubolari. Ma la società ha già pronto il progetto per  costruire il settore in muratura ed effettuare le altre migliorie richieste, che riguardano parcheggi e zone stampa. Quindi definirei l'entusiasmo che c'è in città tra i tifosi...curioso - per vedere quello che farà il club su ogni fronte  - e costruttivo”


lunedì 4 maggio 2026 - 10:22 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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