Il fascino della sfida tra Hellas Verona e Napoli torna ad accendere il Bentegodi in un momento cruciale della stagione, portando con sé un carico di suggestioni statistiche e necessità di classifica. Dopo il controverso 2-2 della gara d'andata dello scorso gennaio, le due squadre si ritrovano di fronte con la concreta possibilità di chiudere in pareggio entrambi i confronti stagionali: un evento che, nella storia della Serie A, non si verificava dai primi anni '70. Sebbene il Napoli abbia dominato il recente passato, restando imbattuto in nove degli ultimi dieci incroci, l'unica macchia nel ruolino di marcia azzurro è ancora freschissima nella memoria collettiva. Quel netto 3-0 incassato proprio a Verona nell'agosto 2024 segnò un debutto amarissimo per Antonio Conte sulla panchina partenopea; oggi gli scaligeri sognano un bis che non accadeva dal volgere del millennio, quando tra il 1997 e il 2001 riuscirono a centrare due successi casalinghi consecutivi contro gli azzurri.
Tuttavia, il presente dell'Hellas racconta una storia di sofferenza. Reduci da due ko di fila, i veneti rischiano di scivolare nella terza sconfitta consecutiva, un trend negativo che riflette un 2026 finora da incubo. In questo anno solare, nessuna squadra ha fatto peggio degli scaligeri, capaci di raccogliere appena tre punti in dieci partite. A preoccupare è soprattutto una difesa che, al pari del Wolfsburg nei grandi campionati europei, ha concesso ben 21 reti nel nuovo anno, con una fragilità imbarazzante soprattutto nei secondi tempi, dove il Verona detiene il triste primato di squadra che segna meno e subisce di più in tutta la Serie A.
Dall'altra parte, il Napoli si presenta in riva all'Adige con il dente avvelenato dopo lo scivolone interno contro l'Atalanta. Sotto la gestione di Antonio Conte non sono mai arrivate due sconfitte di fila in campionato, uno spettro che i tifosi partenopei non vedono dai tempi della guida di Walter Mazzarri nel dicembre 2023. A pesare sul morale azzurro è soprattutto il rendimento esterno di questa stagione: con nove sconfitte su diciotto trasferte totali tra tutte le competizioni, il Napoli sta pericolosamente sfiorando i record negativi della stagione 2014/15, rendendo la sfida del Bentegodi un test fondamentale per la tenuta psicologica del gruppo.
Tra i protagonisti più attesi spicca Daniel Mosquera, il colombiano che proprio contro il Napoli visse una notte magica al debutto, siglando una doppietta che richiamò alla mente l'esordio leggendario di Luca Toni nel 2013. Nonostante sia ancora a secco di reti in questo campionato dopo 18 presenze, Mosquera resta una minaccia da non sottovalutare. Sul fronte opposto, gli occhi sono puntati su Matteo Politano: l'esterno azzurro ha nel Verona una delle sue vittime preferite, avendo partecipato attivamente a sei reti contro i gialloblù. Eppure, Politano vive un paradosso statistico singolare; è infatti tra i giocatori che hanno tentato più conclusioni verso la porta senza ancora riuscire a trovare la via del gol in questa stagione. Una sfida nella sfida, dunque, dove il desiderio di riscatto dei singoli si intreccia con il bisogno vitale di punti di due piazze che non possono più permettersi passi falsi.
Le ultime incertezze che aleggiavano attorno allo schieramento del Napoli si sciolgono proprio a ridosso del fischio d'inizio, confermando in larga parte le previsioni della vigilia e delineando una squadra pronta a dare battaglia sul prato del Bentegodi. La prima notizia di rilievo riguarda la difesa della porta azzurra, dove Alex Meret vince il confronto a distanza con Milinkovic-Savic, confermandosi come il guardiano designato per questa delicata trasferta.
Spostando lo sguardo sulle corsie esterne, la scelta dell'allenatore è ricaduta sull'equilibrio e sulla spinta costante, risolvendo i dubbi della vigilia con l'inserimento di Matteo Politano sul binario di destra e di Leonardo Spinazzola su quello opposto. Entrambi hanno superato i rispettivi ballottaggi, garantendo così quella doppia fase necessaria per contenere le ripartenze dell'Hellas e, allo stesso tempo, rifornire con continuità il reparto avanzato. Il cuore pulsante della manovra resterà invece affidato alla collaudata coppia composta da Lobotka ed Elmas, i due motori del centrocampo incaricati di dettare i tempi e mantenere il possesso palla sotto la pressione scaligera.
Il vero potenziale di fuoco dei partenopei si concentra però dalla trequarti in su, dove il Napoli si affida a un tridente d'attacco di grande fisicità e talento. Il peso della manovra offensiva graverà interamente sulle spalle di Rasmus Hojlund, ch
e agirà come terminale principale supportato dall'estro e dalla visione di gioco di Vergara e Alisson Santos. I due, agendo alle spalle del centravanti danese, avranno il compito di scardinare la retroguardia avversaria con inserimenti e giocate di qualità, completando uno scacchiere tattico che punta dritto all'intera posta in palio.
Gli uomini di Antonio Conte non sono in vena di regali, e dopo appena 120 secondi si portano avanti nel punteggio. Cross di Politano dalla corsia destra, Vergara duella con Edmundsson, palla nei radar del solito Rasmus Hojlund, che di testa la piazza all’angolino alto dove Montipò non può arrivare. Al 9’ Spinazzola ci prova con un destro velenoso dal limite, che si perde di poco alto oltre la trasversale. C’è solo il Napoli sul rettangolo verde del Bentagodi. Elmas si fa vedere dai 25 metri, ma la sua botta velenosa è respinta da un attento Montipò, abile ad allungarsi alla propria sinistra per evitare una nuova capitolazione. Al 29’ Hojlund prova a suggerire per Vergara in campo aperto ma Bella-Kotchap non si fa sorprendere. Passano pochi giri di lancette, ed il bomber danese prova a trasformarsi nuovamente in assist-man per Vergara, ma lo scugnizzo classe 2003 si imbatte nel muro gialloblù, e l’azione sfuma. Il Napoli dispone ancora di una ghiotta chance per il raddoppio. Spinazzola riceve in posizione centrale, e poi verticalizza subito per Hojlund: il bomber mette a sedere Bella-Kotchap, dribbla Montipò, e calcia a botta sicura ma c’è Edmundsson nei pressi della linea bianca a mantenere a galla i ragazzi di mister Sammarco. Sul tramonto della prima frazione di gioco, splendida azione coast to coast firmata Antonio Vergara. Il centrocampista azzurro manda al bar Edmundsson con un efficace controllo orientato, s’invola verso la porta scaligera, prima di essere steso da Akpa-Akpro che rimedia un inevitabile cartellino giallo.
C’è subito un cambio per Antonio Conte, che inserisce Gutierrez per Spinazzola. Al 57’ Alisson Santos dialoga con Hojlund e poi libera Vergara: stop e tiro dal limite per il centrocampista azzurro, ma la sfera è fuori misura. La gara vive una fase di stallo, poi come un fulmine a ciel sereno giunge il pari scaligero. Sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina, Hojlund anticipa Nelson, poi Meret nulla può sulla bordata di Akpa-Akpro che termina inesorabilmente in fondo al sacco. Spazio a Gilmour e Lukaku. Rischia Suslov per un’entrata da arancione su Gutierrez, quindi il mister Conte si affida anche a Mazzocchi e all’ex Giovane per l’assalto finale. Elmas chiude una triangolazione con Lukaku, ma non è efficace al momento della battuta verso la porta. Azione insistita per il Napoli: Gilmour per Lukaku subito da Elmas, ma la sassata del macedone è troppo centrale per creare grattacapi all’estremo difensore gialloblù. Mazzocchi entra subito in partita: rientra sul piede preferito, cross teso sul palo lungo dove Gutierrez brucia Bradaric ma non riesce ad indirizzare il pallone verso la porta. Lukaku cerca Giovane, con il grande che schiaccia troppo il destro e la sfera si perde fuori. 5 minuti di recupero al cardiopalma. Prima Bowie non sfrutta un’uscita a vuoto di Meret, quindi Gagliardini dai 20 metri fa la barba al palo alla destra del portiere azzurro. All’ultimo affondo della gara, i campioni d’Italia trovano la rete che vale 3 punti. Angolo dalla sinistra battuto corto: Giovane va dritto per dritto verso l’area piccola, Juan Jesus manca l’impatto in acrobazia, quindi Lukaku ruba il tempo a Bowie e fredda Montipò da pochi metri. 3 punti pesantissimi firmati Big Rom, al primo centro stagionale dopo il lungo infortunio.
HELLAS VERONA - NAPOLI 1-2
Reti: 2’ pt Hojlund (N), 19’ st Akpa-Akpro (H), 45’+5 st Lukaku (N)
HELLAS VERONA (3-5-2) Montipò; Bella-Kotchap (10’ st Frese), Nelsson, Edmundsson; Oyegoke (24’ st Suslov), Akpa-Akpro (36’ st Niasse), Gagliardini, Harroui (36’ st Slotsager), Bradaric; Bowie, Sarr (10’ st Mosquera). All: P. Sammarco
NAPOLI (3-4-2-1) Meret; Beukema, Buongiorno, Juan Jesus; Politano (33’ st Mazzocchi), Lobotka (27’ st Gilmour), Elmas, Spinazzola (6’ st Gutierrez); Vergara (33’ st Giovane), Alisson Santos (27’ st Lukaku); Hojlund. All: A. Conte
Arbitro: Andrea Colombo della Sezione AIA di Como
Note: Ammoniti: Akpa-Akpro (H), Vergara (N), Sammarco (H), Conte (N), Elmas (N), Suslov (H), Harroui (H), Juan Jesus (N)Corner: Recupero: 2’ pt, 5’ st