Svolta nella vicenda giudiziaria che ha travolto l'amministrazione comunale della città del Tasso. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha accolto l’appello presentato dalla difesa di Massimo Coppola, disponendo per l'ex sindaco la misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.
Si chiude in questo modo la complessa fase cautelare legata all’inchiesta ribattezzata “Sistema Sorrento”, il cui terremoto giudiziario aveva portato alla luce un presunto meccanismo illecito di appalti truccati, tangenti e favoritismi nella gestione della cosa pubblica in Costiera.
Le vicende giudiziarie di Coppola ebbero inizio a maggio del 2025, quando l'allora primo cittadino fu arrestato in flagranza di reato durante una cena con un imprenditore, assegnatario del servizio di refezione scolastica. Secondo l’impianto accusatorio coordinato dalla Pro
cura di Torre Annunziata — che ha condotto le indagini in collaborazione con la Guardia di Finanza e il nucleo di Massa Lubrense —, Coppola avrebbe intascato una presunta tangente insieme a un suo stretto collaboratore. Decisivo, in quella fase, fu il blitz dei finanzieri, scattato a seguito della denuncia dell'imprenditore, il quale aveva riferito agli inquirenti di essere sottoposto a continue richieste di denaro in cambio di favori e assegnazioni di commesse pubbliche.
Dopo quasi quattro mesi trascorsi in carcere, l’ex sindaco aveva inizialmente lasciato la cella su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, a seguito di un nuovo interrogatorio reso davanti agli inquirenti. Ora, con il provvedimento del Tribunale del Riesame, il quadro della misura cautelare si definisce ulteriormente con il trasferimento ai domiciliari.