Roma e Napoli arrivano allo scontro dell’Olimpico con numeri e incroci che raccontano molto più di una semplice sfida di alta classifica. Negli ultimi anni il duello ha spesso sorriso agli azzurri, rimasti imbattuti in 10 delle ultime 11 sfide di Serie A contro i giallorossi, fatta eccezione per il 2-0 del dicembre 2023 firmato Pellegrini e Lukaku nell’era Mourinho. Anche nella Capitale, la Roma ha raccolto appena due successi nelle ultime nove gare interne contro il Napoli, pur restando imbattuta nelle più recenti due uscite: un dato che fotografa un equilibrio ritrovato, ma ancora fragile.
La cornice di questa sfida, però, è senza precedenti: mai nella storia della competizione Roma e Napoli si erano affrontate entrambe con almeno 25 punti in classifica prima della 15ª giornata. Un incrocio d’alta quota, legittimato dal percorso dei giallorossi, tornati in vetta solitaria alla Serie A per la prima volta dopo oltre dieci anni. La squadra di Gasperini ha costruito il proprio primato su una fase difensiva d’élite — appena sei reti subite, come in sole due stagioni negli ultimi cinquant’anni — e su una capacità quasi “chirurgica” di capitalizzare i vantaggi: otto dei nove successi stagionali sono infatti arrivati sbloccando per primi il risultato. Numeri che si incrociano con un dato quasi storico: solo una volta nell’era dei tre punti una squadra aveva raccolto almeno 27 punti segnando così poco (15 gol), l’Inter del 2015/16.
Il Napoli, al contrario, arriva con un rendimento in trasferta che racconta un momento di discontinuità: tre sconfitte nelle ultime quattro gare esterne, e un digiuno di gol su azione lontano dal Maradona che dura da settembre. Eppure gli azzurri restano una squadra capace di pressare alto — 142 interruzioni alte finora, praticamente quanto la Roma — e di gestire i vantaggi senza disperdere punti.
Dentro la sfida, poi, vivono anche le storie dei singoli: Matteo Politano, che non segna da marzo e guida la Serie A per conclusioni senza gol, incrocia la squadra contro cui ha firmato la sua prima rete nel massimo campionato e a cui ha già servito quattro assist. Dall’altra parte Matías Soulé, già a quota nove gol in giallorosso, viaggia sulle orme di Lamela e Ünder, gli unici stranieri capaci di toccare la doppia cifra prima dei 23 anni.
Tutti indicatori che parlano di una partita che va oltre il valore dei punti: una Roma solida, pragmatica e leader inattesa contro un Napoli che cerca risposte lontano da casa e vuole ribadire la tradizione favorevole degli ultimi anni. Una sfida che promette intensità, equilibrio e una posta in palio che pesa come raramente era accaduto in passato.
E’ un Napoli pimpante fin dalle prime battute del match. David Neres mette una splendida palla in verticale per Lang, che brucia Mancini ma viene anticipato dall’uscita in perfetta scelta di tempo di Svilar. Sulla seconda palla di avventa subito Hojlund, ma il lob è troppo debole per depositarsi oltre la linea bianca. Al 12’ Neres è incontenibile sulla destra: tocco perfetto per la sovrapposizione di Beukema, traversone verso Hojlund, ma &eg
rave; attento Hermoso che mette in angolo. Pochi giri di lancette più tardi sgroppata di capitan Di Lorenzo che imbecca Hojlund: il danese legge il movimento con i tempi giusti di McTominay, ma ancora una volta Hermoso ci mette una pezza salvando la Roma dalla capitolazione. Ancora Napoli al minuto 17: Neres si incunea questa volta lungo l’out mancino, parabola arcuata per Di Lorenzo, abile a sbucare alle spalle di Wesley, ma il destro la volo termina soltanto sull’esterno della rete. Sale in cattedra anche Noa Lang: l’olandese ubriaca di finte Celik, poi fa partire un destro a giro, sul quale Svilar compie un miracolo e mantenendo ancora la porta inviolata. Il primo acuto della Roma porta la firma di Ferguson, che elude la marcatura di Rrahmani senza inquadrare lo specchio della porta. Gli uomini di Antonio Conte mantengono stabilmente il pallino del gioco, ed al minuto 36 sbloccano meritatamente il risultato. Rrahmani recupera palla su Kone all’altezza della lunetta che delimita l’area di rigore partenopea, e dà il là ad una fulminea transizione. David Neres corre ad ampie falcate, chiude l’uno-due con Hojlund, e fredda Svilar in uscita con un mancino delicatissimo per la gioia sfrenata dei supporters azzurri assiepati nel settore ospiti. A tempo scaduto Soule cerca il jolly da posizione defilata, ma la sfera si perde alta oltre la traversa.
I capitolini fanno subito un cambio con Baldanzi per l’impalpabile Ferguson. Al 56’ i campioni d’Italia vanno vicinissimo al raddoppio. Hojlund riceve e protegge magistralmente un pallone spalle alla porta, poi va a raccogliere il passaggio di ritorno di Lang, e prova uno scavetto sull’uscita di Svilar che non produce effetti. Antonio Conte inserisce Politano per Lang. Il Napoli copre bene il campo, ed amministra il vantaggio con gran sagacia tattica. Al 75’ Politano si libera di Hermoso con una veronica, ma poi ignora David Neres tutto solo sulla sinistra, provando a mettersi in proprio con Svilar che respinge in due tempi. La Roma si affida a Pellegrini, ma la sassata dai 20 metri si perde ben lontana dalla porta difesa da un quasi inoperoso Milinkovic-Savic. C’è spazio anche per Elmas e Lucca. Brividi al 90’ quando il portiere azzurro allunga la manona su Baldanzi, poi dopo 6 minuti di recupero l’arbitro Massa manda tutti negli spogliatoi. 3 punti preziosissimi per il Napoli, che si prende la vetta della classifica in coabitazione col Milan
ROMA-NAPOLI 0-1
Reti: 36’ pt David Neres
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante (16’ st El Aynaoui), Koné, Wesley (37’ st El Shaarawy); Soulé (16’ st Dybala) Pellegrini (35’ Bailey); Ferguson (1’ st Baldanzi). All. Gasperini.
NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Olivera; Neres (40’ st Lucca), Lang (24’ st Politano); Hojlund (34’ st Elmas). All. Conte.
Arbitro: Davide Massa della Sezione AIA di Imperia.
Note: Ammoniti: Cristante (R ), Lobotka (N), Beukema (N), Baldanzi (R ), Ndicka (R ), El Shaarawy (R ) , Olivera (N). Corner: 4-2. Recupero: 1’ pt, 6’ st