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Napoli - Gaetano Mastellone, Presidente del Club Napoli Città di Sorrento: «Max Allegri garantiisce continuità e mentalità vincente».

«Italiano sarebbe stato un rischio, Allegri offre certezze immediate anche in Champions. Critiche sul corto muso? Parlano i numeri».

di Giovanni Minieri


Il passaggio di testimone sulla panchina del Napoli fa discutere, accende le piazze e divide i tifosi. Per fare chiarezza e guardare oltre l'emotività del momento, abbiamo intervistato il Commendatore Gaetano Mastellone, Presidente del Club Napoli Città di Sorrento. Con un passato da Amministratore Delegato e una lunga esperienza nei Consigli di Amministrazione, Mastellone analizza la scelta della società attraverso la lente del management strategico, offrendo una visione lucida e controcorrente sul futuro della squadra nell'anno del Centenario.

Presidente Mastellone, l'ormai imminente arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli ha colto molti di sorpresa, scatenando reazioni contrastanti tra i tifosi. Qual è stata la sua prima reazione, sia da professionista del management che da grande appassionato azzurro?

«Per prima cosa desidero dire che le scelte societarie possono anche sorprenderci. Poi, però, bisogna fermarsi e ragionare. Ragionare! Chiaro? Una premessa è doverosa e va ricordata a tutti: il Presidente Aurelio De Laurentiis, nella sua gestione del Napoli, ha commesso pochi errori. I fatti parlano chiaro. Ha preso una società che era praticamente a terra e l’ha portata ai vertici del calcio italiano ed europeo. Questi sono fatti, e contro i fatti non si discute.»

Lei spesso accosta il mondo del calcio a quello della grande impresa. Che tipo di figura è Allegri se analizzato con i parametri del management aziendale?

«Nel calcio, come nelle aziende, esistono manager che vincono e altri che, oltre a vincere, costruiscono una vera cultura della vittoria. Loro, dopo i 90 minuti, vogliono vincere! Massimiliano Allegri, come Antonio Conte, appartiene a questa seconda categoria. È un allenatore che costruisce una mentalità vincente, anche attraverso quel famoso “corto muso” che tanti criticano – e l’ho fatto anch’io in passato – ma che, numeri alla mano, ha spesso prodotto risultati vincenti. Personalmente ho maturato la convinzione che il Presidente De Laurentiis abbia scelto Allegri dopo Conte proprio per garantire continuità a un determinato metodo di lavoro e di mentalità.»

Molti tifosi sognavano profili diversi, come Vincenzo Italiano. Perché, secondo lei, la società ha preferito un profilo come quello di Allegri?

«Il pur bravissimo Vincenzo Italiano, che ricordo quest’anno ci ha portato via ben sei punti, avrebbe rappresentato una scelta diversa e, forse, più rischiosa. Allegri, invece, offre maggiori garanzie di competitività immediata, sia in campionato sia in Champions League. Naturalmente nel calcio non esistono certezze assolute, ma esistono scelte che riducono i rischi. Oggi il Napoli è una grande azienda sportiva e, come tutte le aziende ben gestite, deve ragionare in termini di continuità. Il tema non è soltanto il modulo di gioco o l’estetica calcistica: il vero obiettivo è la capacità di ripetere risultati importanti nel tempo. E i risultati si ottengono anche con allenatori esperti! Succede sempre così, tranne qualche rarissima eccezione.»

Parole forti che nascono da una lunga esperienza sul campo aziendale e finanziario. Quanto incide questa sua forma mentis nel valutare le dinam

iche della SSC Napoli?

«Io vengo dal mondo del management aziendale finanziario e conosco bene questi concetti, anche perché per una ventina d’anni ho fatto l’AD e mi sono seduto in posti di CdA, quindi ne capisco un po’ di strategie. Per questo vi dico che esistono manager che ottengono un exploit grazie a circostanze favorevoli e altri che riescono a generare performance costanti in contesti diversi e sotto pressioni differenti. Napoli non è una piazza facile! Allegri appartiene alla categoria di chi è abituato a vincere. Con il bel gioco o con il corto muso, poco cambia. È un professionista che basa il proprio lavoro su disciplina, organizzazione e gestione delle risorse. Rispetto a Conte adotta un approccio diverso, più pragmatico e meno ideologico, ma sempre orientato al risultato finale. Ha il suo carattere che spesso non piace? Ma, miei cari, ognuno ha il suo caratterino! E, se ci pensiamo bene, è proprio il risultato ciò che conta. Nel calcio come nella vita.»

Sembra quasi che ci sia una frattura insanabile tra l'analisi fredda della società e l'istinto del tifoso. Come si conciliano queste due anime?

«Noi tifosi facciamo fatica ad accettare questa visione perché ragioniamo con la passione e con il cuore. Una società, invece, deve ragionare anche con la testa e in maniera fredda. Deve tutelare il proprio patrimonio economico, sportivo e soprattutto il patrimonio più importante di tutti: la mentalità vincente che il Napoli da anni ha acquisito. Condivido pienamente un concetto letto in uno scritto di un amico: “Conte e Allegri, piaccia o no, appartengono alla categoria dei manager che non chiedono consenso ma risultati. Ed è proprio per questo che dividono l’opinione pubblica”. Se approfondite questo pensiero e ci ragionate, direte che è esattamente così.»

Guardando al futuro immediato, qual è il suo auspicio e quale messaggio si sente di mandare alla piazza di Sorrento e a tutto il popolo azzurro in vista della nuova stagione?

«Sarebbe grandioso vincere lo Scudetto nell’anno del Centenario. Ecco! Questo deve essere l’obiettivo. Concludendo, desidero dare il mio personale benvenuto a mister Allegri e augurargli buon lavoro. Da quando firma il contratto indosserà la maglia del Napoli e, proprio per questo, merita il sostegno di tutto l’ambiente. Sono convinto che il Napoli, e la città di Napoli, sapranno trasmettergli entusiasmo e passione e che anche lui, vivendo questa straordinaria realtà, saprà entrare nel cuore dei tifosi azzurri. È un uomo esperto, navigato e abituato alle grandi pressioni. Adesso conta una sola cosa: remare tutti dalla stessa parte. Poche chiacchiere e… riempire il Maradona, perché i calciatori e l’allenatore hanno bisogno di noi tifosi».

Un'ultima battuta: che tipo di Allegri si aspetta di vedere all'ombra del Vesuvio?

«Ho fatto un pensierino… vedremo un Allegri diverso, anche perché è una persona intelligente e il carattere focoso è un’altra cosa! Poi sarà utilissimo a gestire la stampa, in particolare quella nordista, ed in questo lui è davvero bravo. Ora, calcisticamente, vado in vacanza e ci sentiremo a fine agosto. Forza Napoli Sempre!»


mercoledì 3 giugno 2026 - 09:50 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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