Napoli Calcio

Genoa-Napoli 2-3. Azzurri, croce e delizia: blackout Buongiorno e sentenza Hojlund

Juan Jesus lascia i compagni in inferiorità, ma i partenopei non mollano: il rigore di Hojlund in pieno recupero regala tre punti d'oro a Conte

di Giovanni Minieri


Il palcoscenico del Ferraris si prepara a ospitare una sfida che affonda le radici in una tradizione ricca di gol e colpi di scena. Il Genoa si ritrova davanti alla sua "bestia nera": il Napoli, infatti, è rimasto imbattuto in ben 24 delle ultime 25 sfide contro i liguri. Per ritrovare un guizzo del Grifone bisogna tornare al febbraio 2021, quando la doppietta del grande ex Goran Pandev firmò l'ultimo successo rossoblù. Tuttavia, se la storia recente pende verso i partenopei, lo spettacolo a Marassi è una garanzia: negli ultimi sette incroci in Liguria entrambe le squadre sono sempre andate a segno, con una media realizzativa impressionante di oltre tre gol a partita.

Il momento delle due squadre aggiunge ulteriore pepe al match. Il Genoa di Daniele De Rossi sta trasformando il Ferraris in un fortino, reduce dai successi contro Cagliari e Bologna, e punta a un tris casalingo che manca da un anno esatto. Di contro, il Napoli di Antonio Conte sta vivendo un rapporto complicato con le trasferte: le 8 sconfitte esterne stagionali rappresentano un campanello d'allarme insolito per il tecnico salentino, che raramente in carriera ha faticato così tanto lontano dalle mura amiche.

La partita vivrà anche di duelli individuali e curiosità tattiche. Sarà il primo confronto in panchina tra De Rossi e Conte — che si incrociarono in campo ventidue anni fa in un celebre Roma-Juventus — ma sarà anche una sfida di "estremi" sui calci piazzati: da una parte il Genoa, vulnerabile sugli sviluppi di corner, dall'altra un Napoli quasi ermetico in quella stessa situazione. Con un Malinovskyi in stato di grazia, a caccia del terzo gol consecutivo, e un Højlund determinato a interrompere un digiuno che dura da inizio 2026, gli ingredienti per una serata ad alta intensità ci sono tutti.

Antonio Conte ritrova una pedina fondamentale per il suo scacchiere tattico: Amir Rrahmani. Il difensore kosovaro riprende il suo posto nella retroguardia a tre, andando a ricoprire il ruolo di braccetto destro per sopperire all'assenza forzata di Di Lorenzo, fermo ai box per infortunio. A completare il reparto difensivo a protezione della porta di Meret, ci saranno l'inamovibile Buongiorno e l'esperienza di Juan Jesus. Per quanto riguarda la mediana, l'allenatore sceglie la linea della continuità: le chiavi del gioco restano saldamente nelle mani del duo Lobotka-McTominay. Sulle corsie laterali, Gutierrez viene riproposto sul binario di destra, mentre sul fronte opposto agirà Spinazzola. Anche il reparto offensivo non subisce scossoni, con Hojlund vertice centrale supportato dalla creatività e dagli inserimenti di Vergara ed Elmas, pronti a muoversi tra le linee.

Pronti via, e partita subito in salita per i Campioni d’Italia. Retropassaggio sconsiderato di Buongiorno, che libera Vitinha in campo aperto. L’attaccante portoghese si lascia cadere ben prima del leggero contatto con Meret, ma il direttore di gara dopo aver in un primo momento lasciato correre, va a rivedere l’azione al VAR e cambia la propria decisione tra le proteste della squadra partenopea. Dal dischetto si presenta Malinovskyi, che batte forte e centrale beffando Meret. La replica degli uomini di Antonio Conte non si fa attendere. Lobotka serve Hojlund in posizione defilata sulla destra: il bomber danese calcia con il piede debole, ma trova soltanto i guantoni del portiere rossoblù. Ancora Napoli 60 secondi più tardi. Spinazzola crossa verso il centro, batti e ribatti in area di rigore, e bordata di McTominay all’altezza del dischetto di poco alta sopra la traversa. E’ soltan

to il preludio al pareggio degli azzurri, che arriva inesorabile al minuto 19. Al termine di un’azione prolungata Elmas verticalizza per McTominay: siluro dello scozzese respinto da Bijlow, con Hojlund lestissimo a rubare il tempo a Ostigard per il tap-in vincente e porta vuota. Sulle ali dell’entusiasmo, il Napoli mette la freccia e passa a condurre. McTominay riceve palla, e con un controllo orientato fa sedere il malcapitato Malinovsky. L’ex Manchester United conduce, e poi scarica un potentissimo destro a uscire che si infila all’angolino basso dove il portiere dei grifoni non può arrivare. Il numero 8 partenopeo mette in apprensione i supporters campani, iniziando a zoppicare per un colpo avvertito all’altezza del gluteo dopo aver tentato una conclusione a rete. Al 40’ Meret sale in cattedra, con un intervento sontuoso su una gran botta dai 25 metri di Malinovskyi. Al tramonto della prima frazione di gioco, Norton-Cuffy prova a mettersi in proprio con una velenosa parabola mancina che si perde alta con Meret in controllo della situazione. 

Le sensazioni negative sono purtroppo confermate, ed all’uscita dagli spogliatoi c’è subito Giovane per McTominay. Vergara prova subito a dare la scossa con un tiro-cross che meriterebbe miglior fortuna. Al 57’ Buongiorno commette una nuova sciocchezza, rimettenendo in carreggiata i padroni di casa. L’ex Torino protegge troppe debolmente la sfera, strappatagli via con disarmante velocità da Colombo: l’attaccante dei grifoni si invola senza opposizione verso la porta di Meret, superando il portiere azzurro con un preciso diagonale ben assestato. Conte inserisce Beukema per Buongiorno. Al 64’ Spinazzola chiude l’uno-due con Hojlund, ma sul più bello ciabatta malamente da posizione invitante. Poco dopo, ancora una ghiotta occasione per i campioni d’Italia. Spinazzola brucia l’erba di Marassi ed arriva sul fondo: palla dietro per Gutierrez che trova la copertura della retroguardia rossoblù, quindi ci prova Lobotka dai 20 metri senza fortuna. Vitinha non trova lo specchio della porta, quindi Spinazzola approfitta di un rimpallo vinto da Lobotka, ma schiaccia troppo il destro con la sfera a perdersi larga senza impensierire Bijlow. La sfortuna si accanisce sul Napoli al minuto 76: Juan Jesus, già ammonito e pronto a lasciare il posto ad Olivera, trattiene vistosamente Ekuban rimediando il secondo cartellino giallo. Azzurri in 10, con il difensore uruguagio che entra lo stesso, ma al posto di Giovane. Il veleno è nella coda, ed il Napoli con forza e caparbietà, conquista in 3 punti nel recupero. Vergara si guadagna un calcio di rigore per uno step on foot di Cornet: dagli 11 metri si presenta Rasmus Hojlund, che non trema e fa secco Bijlow. 

GENOA-NAPOLI 2-3
Reti: 3’ pt Malinovskyi rig. (G), 20’ pt Hojlund (N), 21’ pt McTominay (N), 12’ st Colombo (G), 45’+4 st Hojlund rig. (N)
GENOA (3-5-2) Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Frendrup, Malinovskyi (28’ st Messias), Ellertsson, Martin (28’ st Masini); Vitinha (43’ st Cornet), Colombo (18’ st Ekuban).
NAPOLI (3-4-2-1) Meret; Rrahmani, Buongiorno (14’ st Beukema), Juan Jesus; Gutierrez, Lobotka, McTominay (1’ st Giovane, 32’ st Olivera), Spinazzola; Vergara, Elmas; Hojlund. All: D. De Rossi
Arbitro: Davide Massa della Sezione AIA di Imperia.
Note: Espulso; Juan Jesus (N) al 31’ st per doppia ammonizione. Ammoniti: Meret (N), Vasquez (G), Mercandalli (G), Spinazzola (N). Corner: 2-2. Recupero: 2’ pt, 8’ st


sabato 7 febbraio 2026 - 20:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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