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Castellammare - Scioglimento del Comune, Elefante attacca: «La mia reputazione è stata infangata»

L'ex presidente del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia interviene dopo lo scioglimento del Comune. Elefante contesta la presunta relazione circolata in città, parla di ''fuoco amico'', difende il proprio operato e annuncia che continuerà l'impegno politico.


Elefante: «Ho convocato questa conferenza stampa per difendere la mia reputazione»

Una conferenza stampa per difendere il proprio nome e respingere le accuse che, a suo dire, sarebbero state alimentate dalla diffusione di una presunta relazione sullo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia.

L'ex presidente del Consiglio comunale Roberto Elefante ha spiegato di aver deciso di intervenire pubblicamente «per recuperare una credibilità che è stata infangata», sostenendo di essere stato esposto a una campagna di delegittimazione personale e politica.

Nel corso dell'incontro con la stampa, Elefante ha reso noto di aver ricevuto dalla Prefettura la risposta a un'istanza di accesso agli atti presentata il 27 luglio.

La risposta della Prefettura

Secondo quanto riferito dall'ex presidente del Consiglio comunale, la Prefettura avrebbe trasmesso esclusivamente il provvedimento relativo alla sospensione del Consiglio comunale, precisando invece di non essere in possesso della deliberazione del Consiglio dei Ministri sullo scioglimento dell'ente.

Sempre secondo quanto letto da Elefante, il decreto del Presidente della Repubblica sarebbe ancora in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Partendo da questo documento, l'ex presidente del Consiglio comunale ha sostenuto che la relazione circolata in città non avrebbe carattere ufficiale, definendola polemicamente una «relazione da barbiere».

«Una campagna di delegittimazione»

Nel suo intervento, Elefante ha affermato che la diffusione della presunta relazione avrebbe provocato una forma di «denigrazione, diffamazione ed esposizione al pubblico ludibrio» nei confronti di numerosi amministratori.

Pur ribadendo di ritenere corretto il lavoro della magistratura e quello dei commissari, ha contestato quello che considera un giudizio indiscriminato sulle persone coinvolte, aggiungendo che dietro l'intera vicenda vi sarebbe «una regia».

Il riferimento al "fuoco amico"

Uno dei passaggi più politici della conferenza stampa ha riguardato il cosiddetto "fuoco amico", espressione già utilizzata in passato dall'ex sindaco Luigi Vicinanza.

Secondo Elefante, l'amministrazione sarebbe stata lasciata sola sia da una parte del centrodestra sia da una parte del centrosinistra.

L'ex presidente del Consiglio ha ricordato inoltre il rapporto politico costruito con Vicinanza, spiegando di aver fatto «un passo di lato esclusivamente per il bene della città» e non per interessi personali.

«Chiedo scusa alla mia famiglia»

Tra i momenti più personali dell'intervento, Elefante ha rivolto un pensiero alla propria famiglia.

«Non mi aspettavo tanta cattiveria», ha dichiarato, sostenendo di essere rimasto particolarmente colpito da comportamenti che attribuisce anche a esponenti del suo stesso partito.

I post citati durante la conferenza

Per sostenere le proprie argomentazioni, Elefante ha letto due interventi pubblicati sui social.

Il primo, at

tribuito al profilo "Civitas Stabia", evidenzierebbe come, allo stato, nei suoi confronti non risulterebbero provvedimenti giudiziari e inviterebbe a evitare processi mediatici, ricordando anche le conseguenze che tali vicende possono avere sulle famiglie.

Il secondo richiamava invece una risposta del giornalista Vincenzo Iurillo, nella quale si osservava come la discrezionalità prevista dalla normativa sullo scioglimento dei Comuni possa diventare oggetto di confronto politico.

Le accuse al partito

Una parte consistente della conferenza è stata dedicata ai rapporti con il proprio partito.

Elefante ha affermato di essersi sentito progressivamente isolato, sostenendo di non essere stato più coinvolto in iniziative pubbliche dedicate ai temi della legalità.

Ha inoltre precisato che lui e altri esponenti non sarebbero stati espulsi dal partito, ma avrebbero chiesto autonomamente la sospensione dell'iscrizione, riservandosi di decidere in futuro il proprio percorso politico.

La difesa di Giusi Amato

Nel corso dell'incontro, Elefante ha preso le difese del segretario cittadino di Fratelli d'Italia, Giusi Amato, ritenendo ingiustificate alcune contestazioni che, a suo dire, emergerebbero nella presunta relazione.

Ha sostenuto che il consenso elettorale ottenuto da Amato nel quartiere in cui vive da sempre sarebbe facilmente spiegabile con il radicamento territoriale e con l'attività politica svolta dalla sua famiglia nel corso degli anni.

Ha inoltre contestato che possano essere valorizzati rapporti personali o la partecipazione a eventi privati in assenza di condanne definitive nei confronti delle persone coinvolte.

«Il mio consenso è distribuito in tutta la città»

Elefante ha poi affrontato il tema delle proprie preferenze elettorali.

Ha ricordato di aver ottenuto 999 voti alle elezioni comunali, sostenendo che il consenso risulterebbe distribuito in maniera uniforme nelle 65 sezioni cittadine e negando l'esistenza di concentrazioni anomale.

Ha inoltre richiamato i dati dell'Osservatorio sulla camorra, affermando che, secondo l'indice di Gini utilizzato per analizzare la distribuzione territoriale del voto, sarebbe risultato il consigliere comunale con la distribuzione più omogenea del consenso.

Per questo motivo ha sostenuto che alcune ricostruzioni sarebbero incomplete o basate su informazioni inesatte.

«Continuerò a fare politica»

In conclusione, Elefante ha ribadito di non avere intenzione di abbandonare l'impegno pubblico.

Ha dichiarato che continuerà a contribuire alla vita politica cittadina «qualunque sia il ruolo» che ricoprirà, affermando di voler proseguire nella lotta contro il malaffare.

L'ex presidente del Consiglio comunale ha infine espresso l'auspicio che il documento ufficiale sullo scioglimento del Comune possa chiarire definitivamente i contenuti della vicenda, sottolineando che, a suo giudizio, il rischio è quello di scoraggiare dall'impegno politico professionisti e cittadini che hanno costruito la propria reputazione attraverso il lavoro.


Castellammare - Scioglimento del Comune, Elefante attacca: «La mia reputazione è stata infangata»

giovedì 30 luglio 2026 - 15:05 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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