Contatti telefonici prima delle procedure ufficiali, operatori economici individuati attraverso ricerche sul web o piattaforme digitali, incontri senza verbali, controlli effettuati solo dopo la scelta dell'affidatario e un sistema incapace di ricostruire con immediatezza la distribuzione degli affidamenti diretti tra le diverse imprese. È questo lo scenario che, secondo indiscrezioni emerse dall'attività istruttoria svolta nei mesi che hanno preceduto lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia per infiltrazioni camorristiche, avrebbe caratterizzato una parte della gestione degli affidamenti sotto soglia.
Il quadro che emerge descriverebbe una prassi nella quale la fase sostanziale della selezione dell'operatore economico sarebbe spesso maturata prima della formalizzazione sulla piattaforma telematica utilizzata dall'ente. Le interlocuzioni preliminari, sempre secondo quanto trapela, sarebbero avvenute prevalentemente per telefono o attraverso incontri diretti negli uffici comunali, senza che di tali contatti rimanesse una documentazione idonea a ricostruire il percorso decisionale.
Le principali criticità riguarderebbero soprattutto la tracciabilità delle scelte. In diversi casi, infatti, non vi sarebbe stata una fase documentata nella quale confrontare in maniera oggettiva più operatori economici o motivare in modo dettagliato le ragioni della selezione. Una situazione che, secondo lo scenario ricostruito, avrebbe reso particolarmente difficile verificare il rispetto del principio di rotazione previsto dal C
odice dei contratti pubblici.
A pesare sarebbe stata anche l'assenza di strumenti centralizzati capaci di monitorare quanti affidamenti fossero stati assegnati nel tempo ai singoli operatori economici. I controlli interni, basati su verifiche a campione delle determine, non avrebbero fatto emergere rilievi significativi, mentre le verifiche antimafia e fiscali sarebbero intervenute, nella maggior parte dei casi, soltanto dopo l'individuazione dell'affidatario.
Tra gli episodi finiti sotto osservazione vi sarebbe anche quello relativo a un servizio ripetutamente affidato negli anni mediante procedura diretta, nonostante il valore economico complessivo avrebbe potuto suggerire una diversa programmazione. Secondo quanto trapela, la ricostruzione avrebbe evidenziato criticità nella scelta dell'operatore, dubbi sulla capacità organizzativa dell'impresa selezionata e l'assenza di alcuni strumenti di controllo sull'esecuzione del contratto.
Altro caso ritenuto significativo riguarderebbe un affidamento poi revocato e successivamente riassegnato con modalità che, sempre secondo le indiscrezioni, avrebbero evidenziato carenze nella tracciabilità delle interlocuzioni e nella preventiva determinazione dei costi.
Si tratta di elementi che, nel loro complesso, avrebbero contribuito a delineare un contesto amministrativo ritenuto vulnerabile sotto il profilo della trasparenza e della prevenzione dei condizionamenti esterni, uno dei tasselli confluiti nel percorso che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale.