Castellammare di Stabia entra in una fase politica delicatissima, con il Partito democratico attraversato da una frattura che rischia di produrre effetti dirompenti sull’amministrazione comunale. Il segretario regionale del Pd, Piero De Luca, avrebbe chiesto in un incontro riservato al sindaco Luigi Vicinanza di fare un passo indietro e rassegnare le dimissioni. Una richiesta netta, maturata all’indomani delle dimissioni del consigliere comunale dem Sandro Ruotolo, europarlamentare del Pd, che ha evidenziato una difficoltà dell’amministrazione stabiese di fare da argine alla camorra.
Il confronto tra De Luca e Vicinanza, preannunciato nei giorni scorsi, nasce infatti sullo sfondo dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che ha lambito due consiglieri comunali – non indagati – per presunti contatti con persone ritenute affiliate a un clan camorristico. Uno scenario che apre a sviluppi imprevedibili e fa riaffiorare il timore dell’invio di una nuova commissione d’accesso prefettizia, primo passo verso un eventuale scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche.
A rendere il quadro ancora più inquietante sono gli “spifferi” secondo cui il numero dei politici sfiorati dall’inchiesta potrebbe essere più ampio di quanto emerso finora.
In questo contento, Luigi Vicinanza non sembra intenzionato a lasciare. Il s
indaco avrebbe respinto anche l’ipotesi, ventilata dai vertici dem, di dimettersi oggi per essere poi ricandidato alle prossime elezioni come soluzione politica di compromesso. Una prospettiva che non lo convince e che, almeno per ora, non scalfisce la sua determinazione a restare alla guida della città.
Nel tentativo di dimostrare di avere ancora il consenso politico e popolare, Vicinanza ha convocato per dopodomani un incontro pubblico al Supercinema, con l’obiettivo di radunare sostenitori, amministratori e militanti. Una prova di forza che punta a ribaltare la narrazione di un sindaco isolato e politicamente indebolito.
Ma la partita vera si gioca tutta all’interno del Partito democratico stabiese. Ora la palla passa al gruppo consiliare del Pd, chiamato a una scelta cruciale: sostenere la linea del segretario regionale e aprire la crisi mandando a casa il sindaco, oppure proseguire l’esperienza amministrativa nonostante le ombre sollevate dall’inchiesta e il dissenso espresso da una parte significativa del partito.
Qualunque decisione verrà presa, è chiaro che nulla sarà più come prima. Castellammare si trova davanti a un bivio politico e istituzionale, mentre il Pd rischia di pagare un prezzo altissimo in termini di credibilità e consenso, in una città già segnata da una storia complessa nei rapporti tra politica e criminalità organizzata.