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Castellammare - Il Pd sempre più diviso: accuse, addii e resa dei conti dopo lo scioglimento del Comune

L'autosospensione di Roberto Elefante e Giusi Amato ha aperto  una frattura profonda tra i Dem stabiesi. Con Arturo Scotto commissario del partito, si apre la partita per ridisegnare leadership, alleanze e futuro del centrosinistra.


Non è più soltanto una crisi. È una resa dei conti destinata a cambiare gli equilibri del Partito Democratico stabiese. Lo scioglimento del Consiglio comunale ha innescato un effetto domino che ora travolge anche il principale partito del centrosinistra, dove accuse, polemiche e autosospensioni certificano una spaccatura che covava da mesi e che oggi esplode in tutta la sua evidenza.

L'autosospensione dell'ex presidente del Consiglio comunale Roberto Elefante e della consigliera Giusi Amato è il segnale più evidente di un partito che ha smesso di parlare con una sola voce. Dall'amministrazione uscente, da giorni, il messaggio che passa è netto: il Pd avrebbe abbandonato il sindaco Luigi Vicinanza e la sua squadra nel momento più delicato, quello dell'insediamento della commissione d'accesso al Comune, poi culminato con lo scioglimento del Consiglio comunale.

Una scelta che, secondo un'ampia fetta della maggioranza, ha lasciato l'amministrazione senza una difesa politica, aprendo una frattura che oggi appare difficilmente ricomponibile. Dall'altra parte, però, c'è chi ritiene inevitabile una riflessione interna dopo quanto accaduto e considera conclusa una stagione politica che necessita di un profondo rinnovamento.

Il terreno sul quale si consumerà il confronto sarà quello della prossima assemblea, in una fase delicatissima. Con la nomina di Arturo Scotto a commissario del circolo stabiese, il Partito Democratico entra ufficialmente in una nuova stagione. Una fase di transizione che non servirà soltanto a ricostruire gli organismi interni, ma soprattutto a ridefinire gli assetti politici di un partito attraversato da sensibilit&a

grave; diverse, correnti sempre più marcate e rapporti ormai logorati.

Il commissariamento rappresenta, allo stesso tempo, una cesura e un'opportunità. L'obiettivo è rimettere ordine dopo settimane di tensioni, ma anche costruire una nuova classe dirigente in vista del ritorno alle urne, quando la città sarà chiamata a eleggere una nuova amministrazione dopo la gestione commissariale.

Il lavoro di ricucitura sarà affidato al segretario provinciale Francesco Dinacci e al segretario regionale Piero De Luca, chiamati a trovare un punto di equilibrio nel partito stabiese. Non sarà un'operazione semplice. La sensazione, infatti, è che una parte del centrosinistra difficilmente tornerà a riconoscersi nel progetto del Pd dopo lo strappo consumatosi sullo scioglimento del Comune e sulle divergenze maturate nei confronti del sindaco Vicinanza e dello stesso Elefante.

Lo scenario resta fluido. C'è chi immagina nuovi ingressi per rafforzare il partito e chi, invece, non esclude ulteriori uscite. La geografia del centrosinistra stabiese potrebbe essere profondamente diversa da quella che ha sostenuto l'ultima esperienza amministrativa. Le prossime settimane serviranno a capire se il Pd riuscirà a ricompattarsi attorno a un nuovo progetto o se la crisi finirà per ridisegnare in maniera definitiva gli equilibri politici cittadini.

Per i Democratici non è soltanto una verifica interna. È il passaggio che deciderà quale volto avrà il partito nella Castellammare del dopo commissariamento e se sarà ancora il baricentro del centrosinistra oppure uno dei tanti protagonisti di un campo politico ormai frammentato.


giovedì 30 luglio 2026 - 20:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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