La partita sulla storica ferrovia Castellammare di Stabia-Gragnano resta in sospeso all’ultimo minuto. La conferenza di servizi decisoria convocata per domani sul progetto di Bus Rapid Transit è stata infatti congelata, segnando una frenata nell’iter che avrebbe dovuto accompagnare la trasformazione della linea ferrata in un "corridoio" per autobus elettrici. Uno stop che arriva dopo settimane di proteste e mobilitazioni e che ora riapre concretamente il confronto sul futuro della tratta storica.
La notizia rappresenta un primo risultato per il comitato nato per dire no alla chiusura della ferrovia e per quanti, negli ultimi giorni, avevano contestato il progetto promosso da Eav e Regione Campania di trasformare il vecchio sedime ferroviario in un corridoio dedicato a bus elettrici ad alta frequenza. Un piano che, secondo i contrari, cancellerebbe definitivamente ogni possibilità di recupero della mobilità su ferro tra l’area stabiese e i Monti Lattari.
A rafforzare il fronte di chi chiede uno stop alla dismissione è arrivata anche la mozione depositata in Consiglio regionale dai consiglieri di Alleanza Verdi e Sinistra Rosario Andreozzi e Carlo Ceparano, con cui si chiede la sospensione immediata delle
procedure di chiusura della linea e la revoca del progetto Brt. Al centro della proposta c’è il recupero dell’idea del tram leggero o del treno-tram metropolitano, ribattezzato “Treno dell’archeologia”, capace di collegare l’area flegrea, Napoli, i comuni vesuviani, Pompei e il litorale stabiese fino a Gragnano.
Ma il segnale arriva ora dalla Regione. L’assessore regionale ai Trasporti e vicepresidente della giunta campana Mario Casillo ha infatti aperto alla possibilità di un ulteriore confronto costruttivo sul tema. "Dedicheremo una seduta della Consulta per discutere insieme di questo progetto. E poi decideremo", ha spiegato Casillo nel corso di un incontro con le associazioni di categoria. Una posizione che lascia intravedere la possibilità di riaprire la discussione sul futuro dell’infrastruttura.
Il tema resta altamente divisivo. Da una parte chi sostiene la necessità di una soluzione rapida e meno costosa come il Brt, dall’altra chi considera la perdita della ferrovia un errore strategico irreversibile sul piano ambientale, turistico e trasportistico. Il congelamento della conferenza di servizi, però, cambia lo scenario e rimette tutto in discussione.