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Castellammare - Carnevale, la tradizione stabiese in tavola

Dalle chiacchiere alle castagnole, sono tanti i dolcetti tipici del periodo carnevalesco.

di Maria Rosaria Cotticelli


I coriandoli invadono le strade di Castellammare di Stabia, nei weekend la Villa Comunale si popola di bambini e ragazzi dai vestiti sgargianti e col viso coperto da maschere, tutto questo vuol dire che è in arrivo il Carnevale.

Insieme a feste in maschera, scherzi con stelle filanti e bombolette spray, non sarebbe Carnevale senza i tradizionali dolci campani che da sempre accompagnano questo periodo dell’anno.

Le più conosciute sono senza dubbio le chiacchere, note anche come frappe, bugie o cenci a seconda del luogo in cui vengono preparate e gustate. Le chiacchiere prevedono un impasto a base di farina, burro e vino, oppure liquore, a seconda delle preferenze. La sfoglia, friabile e sottile, va fritta fino alla doratura in una padella capiente e piena di olio bollente. Per chi è attento alla linea, le chiacchiere possono essere cotte anche al forno.

La tradizione napoletana fa risalire la loro origine alla Regina Savoia, che era solita ricevere tantissimi ospiti e prodigarsi in lunghe chiacchierate. Si dice che un giorno, a causa della fame, fosse stata costretta ad interrompere le sue chiacchiere e ad ordinare al cuoco di corte di prepararle qualcosa da mangiare in compagn

ia dei suoi ospiti. Da qui, ovviamente, il nome “chiacchiere”.

Altro dolce tipico sono le castagnole il cui impasto è a base di farina, zucchero e uova e possono essere farcite con crema. Una volta fritte si servono con una bella spolverata di zucchero.

Infine non può mancare il migliaccio, una torta di semolino e ricotta. Questa torta ha origini risalenti al Medioevo e deve il suo nome al latino miliaccium, pane di miglio. In origine era preparato con farina di miglio e sangue di maiale, come molti altri dolci dell’epoca.

Un dolce povero, ma nutriente, che nel corso del tempo ha visto cambiare la sua ricetta con la messa al bando del sangue di maiale. All’ingrediente proibito sono stati sostituiti zucchero, cannella, farina e uova. Il migliaccio è ora una torta dal profumo particolare e dal gusto molto simile alla pastiera napoletana e nelle sue varianti è disponibile sia dolce che salato.

Di sicuro tra coriandoli, stelle filanti e maschere, i dolci di carnevale servono per rendere l’atmosfera di carnevale ancora più giocosa e frizzante, non resta che prepararli e invitare parenti e amici a passare una serata in allegria.

La ricetta delle castagnole


La ricetta delle chiacchiere


Sanguinaccio senza sangue


giovedì 21 febbraio 2019 - 08:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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