Nessun aumento della Tari nel 2026 a Castellammare di Stabia. La gestione commissariale del Comune ha scelto di lasciare invariato il carico fiscale sui contribuenti, confermando le tariffe già applicate nell'anno precedente e garantendo allo stesso tempo la copertura dei costi del servizio di igiene urbana.
La decisione è stata formalizzata con una deliberazione adottata il 30 luglio, a ridosso del termine previsto dalla normativa nazionale per l'approvazione del Piano economico finanziario e delle relative tariffe. A rendere possibile il mantenimento degli importi senza ritocchi è stato il quadro economico emerso dal nuovo PEF 2026-2029, validato dall'Ente d'Ambito Napoli 3.
Per il prossimo anno il costo complessivo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è stato quantificato in circa 15,7 milioni di euro. Le verifiche effettuate sulle prime elaborazioni del ruolo Tari predisposte dal concessionario della riscossione Municipia Spa, hanno evidenziato che il gettito atteso sarà sufficiente a coprire integralmente la spesa prevista, evitando così la necessità di aumentare le tariffe
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Ad assumere il provvedimento sono stati i commissari che si sono insediati al Comune dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche. L'organismo ha approvato la conferma sia delle tariffe riservate alle utenze domestiche sia di quelle destinate alle attività economiche.
Definito anche il calendario dei versamenti. I contribuenti potranno scegliere di pagare l'intero importo in un'unica soluzione entro il 31 agosto 2026 oppure optare per la rateizzazione. In quest'ultimo caso le scadenze saranno fissate al 31 agosto, 30 ottobre e 30 dicembre 2026, con il saldo conclusivo previsto entro il 28 febbraio 2027.
Nessuna novità, infine, sul fronte delle agevolazioni. Rimangono confermati gli sconti destinati alle famiglie che comprendono un componente con disabilità riconosciuta al 100%, attraverso la riduzione della quota variabile della tassa. Restano inoltre in vigore le facilitazioni previste per le utenze non domestiche, tra cui quelle riservate ai luoghi di culto e agli enti del volontariato e della promozione sociale che rispettano i requisiti stabiliti dal regolamento comunale.