Chiuso il ritiro precampionato, diviso fra Palumbosila e Piaggine, la Juve Stabia ha concesso ai suoi giocatori qualche giornata di riposo, prima della ripresa degli allenamenti in sede, il 16 mattina. L’occasione è propizia per far fare un po’ il punto della situazione ad uno dei giocatori più rappresentativi della banda di Rigoli, quel Max Caputo che in tanti indicano come il possibile nuovo trascinatore delle “vespe”. La chiacchierata parte, e non potrebbe essere diversamente, da un giudizio sulla attuale situazione della Juve Stabia e sulle prospettive a medio termine. Caputo per il momento preferisce non sbilanciarsi: «Giudicare la nostra squadra in questo momento - commenta infatti il trequartista stabiese - credo sia prematuro; che la squadra non sia ancora completa, così com’è ora, lo hanno detto più volte anche dirigenti ed allenatore, direi che ci mancano 4-5 giocatori di esperienza. Per un giudizio definitivo bisogna aspettare la rosa completa». Questo però non significa che Caputo non abbia fiducia nei giovani a disposizione di Rigoli. Con delle precisazioni, però: «I giovani che abbiamo sono molto bravi, lo hanno dimostrato anche in ritiro, ma chiedere loro un anno da protagonisti in C è forse troppo. Vanno lasciati crescere mettendo al loro fianco qualche giocatore più esperto, altrimenti si rischia di bruciarli». E Caputo chiarisce ancora di più quali siano i suoi dubbi: «Basando tutta la squadra sui giovani si rischia di far fare brutta figura ai giovani stessi. Per far crescere un giovane non bisogna mandarlo allo sbaraglio, perchè un ragazzo rischia di fare una partita da campione e tante insufficienti, che possono fargli crollare il morale; invece, guidati in campo da qualcuno più esperto, possono raggiungere un rendimento costante». In ogni caso Caputo è contento della prima impressione avuta
dal nuovo tecnico, Pino Rigoli. «In questo mese - sottolinea Caputo - Rigoli ha fatto un gran lavoro, anche perchè si è dovuto barcamenare fra tanti giocatori. Lui è un buonissimo allenatore, che ha le idee chiare; noi dobbiamo soltanto seguirlo, sono convinto che con lui mi troverò bene. Resta il fatto che anche lui sta aspettando quei tre o quattro rinforzi per poter iniziare a lavorare sull’intelaiatura definitiva della squadra». Caputo ha anche apprezzato l’intelligenza tattica dimostrata dal nuovo mister, passato rapidamente dal suo classico 4-3-3 ad un 4-2-3-1 più adatto alle caratteristiche sue e degli altri elementi a disposizione. «Rigoli è un allenatore intelligente, ha subito dimostrato di saper variare gli schemi seguendo le caratteristiche dei suoi giocatori. è chiaro che per le mie caratteristiche il 4-2-3-1 sia più adatto, ma resta il fatto che, se Rigoli me lo chiedesse, potrei provare anche a giocare da esterno». Poi il discorso si sposta sulle aspettative personali di Caputo per una stagione che si preannuncia per lui fondamentale, essendo stato “investito” del ruolo di nuovo leader stabiese. «Il ruolo di leader - dice Max - non mi pesa, credo che possa essere soltanto uno stimolo in più. Se posso dare qualche consiglio ai più giovani non mi tiro certo indietro. Sono consapevole che questa per me è un’annata fondamentale, ma la vivo senza pressioni, consapevole di aver già fatto una buona stagione lo scorso anno». L’ultimo accenno è alla tifoseria stabiese, vicina alla squadra sempre, ma anche molto severa quando le cose non vanno bene: «La nostra tifoseria - annuisce Caputo - è da sempre molto esigente e competente. Comunque sono convinto che ci staranno vicini anche nei momenti difficili che di sicuo ci saranno; saranno il nostro uomo in più, come quasi sempre è stato a Castellammare».