Politica & Lavoro

Castellammare - Scioglimento, «la rigenerazione formale dell'organo elettivo non ha determinato un'effettiva bonifica dei circuiti politico-amministrativi»

Le conclusioni alla base del nuovo scioglimento del Comune fotografano una continuità con il passato.


Il voto del 2024 avrebbe dovuto rappresentare la cesura con il passato. Per la relazione del ministro, invece, quella discontinuità è rimasta soprattutto formale. È questo uno dei passaggi delle conclusioni del ministro dell'Interno, a seguito dell'istruttoria condotta dalla commissione d'accesso a Castellammare di Stabia, il cui lavoro, sviluppato nell'arco di tre mesi attraverso l'esame degli atti amministrativi e l'approfondimento delle candidature e delle relazioni personali e politiche, ha contribuito al successivo scioglimento del Comune, disposto il 14 luglio scorso. La relazione mette nero su bianco che il rinnovamento dell'organo elettivo uscito dalle urne nel giugno 2024 non sarebbe stato sufficiente a recidere i legami e i circuiti già emersi prima del commissariamento del febbraio 2022. «In tale contesto, l'attuale assetto politico-amministrativo scaturito dalle elezioni del giugno 2024 avrebbe dovuto costituire il primo presidio istituzionale di legalità, discontinuità e impermeabilità rispetto a ogni forma di condizionamento mafioso; invece, la relazione prefettizia ha ben circostanziato che la rigenerazione formale dell'organo elettivo non ha determinato un'effettiva bonifica degli ambigui circuiti politico-amministrativi esistenti negli anni precedenti il commissariamento del febbraio 2022». È la continuità, più che il semplice ricambio delle persone, a preoccupare gli investigatori. La relazione evidenzia la presenza di consiglieri già in carica nella precedente consiliatura sciolta, di candidati che avevano già partecipato alle precedenti elezioni, di soggetti comparsi nell'attività della precedente commissione d'accesso e indicati come elementi sintomatici di infiltrazione camorristica, oltre a candidati subentrati a familiari o

espressione degli stessi bacini elettorali. L'analisi delle liste ha inoltre fatto emergere la presenza di soggetti già segnalati nella relazione che aveva preceduto lo scioglimento del 2022. In alcuni casi, sottolinea il documento, anche i presentatori delle liste avrebbero presentato «controindicazioni» tali da non poter essere candidati.

Il dato che emerge, però, è soprattutto quello di una presenza ritenuta trasversale. La relazione parla infatti di «elementi univoci di infiltrazione della criminalità organizzata nel contesto politico» che «si riscontrano in modo del tutto trasversale, interessando tutta la compagnia politica stabiese». Una valutazione che, si legge ancora, trova conferma nel monitoraggio delle Forze di polizia sui candidati eletti nel 2024, dal quale sarebbe emersa «una significativa presenza» di consiglieri comunali riconducibili «direttamente o indirettamente» al contesto mafioso locale. E non si tratta soltanto di rapporti familiari. A carico di numerosi consiglieri, la relazione richiama «plurimi elementi di controindicazione antimafia» legati a parentela, prossimità, frequentazioni e contiguità ambientale con soggetti appartenenti o vicini ad apparati criminali, oltre a collegamenti professionali e societari con realtà economiche considerate di particolare attenzione. Il tema, secondo la relazione, non sarebbe stato risolto dal voto del 2024. Il nuovo Consiglio avrebbe dovuto segnare una netta rottura con i circuiti emersi negli anni precedenti; gli accertamenti, invece, hanno individuato elementi di continuità ritenuti sufficientemente significativi da mettere nuovamente in discussione l'impermeabilità dell'istituzione comunale rispetto alla criminalità organizzata.

Castellammare - Scioglimento, la relazione del ministro: «Indubitabile condizionamento criminale»


sabato 5 settembre 2026 - 19:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Politica & Lavoro