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Viaggio nel Napoli Club Piacenza Partenopea, nato ufficialmente un paio di mesi fa con l'impegno di tanti stabiesi di stanza in Emilia

Il segretario e addetto stampa Salvatore Narducci, stabiese doc, «Il vuoto lasciato da un vecchio club ci ha dato la spinta per riportare l’identità napoletana anche nella provincia di Piacenza»

di Giovanni Minieri


La passione per il Napoli non conosce alcun tipo di confine, e l’attaccamento verso la città legata indissolubilmente al mito della Dea Partenope si fa ancora più forte quando si è lontani dalla propria terra. L’Emilia custodisce tante enclavi rigorosamente made in Naples, ed una delle più vivaci si trova nella rotta che conduce verso nord, ai confini con la Lombardia. Parliamo più precisamente di Piacenza dove grazie alla passione di Salvatore Narducci, stabiese di origine e residente da anni nel capoluogo emiliano, è nato ufficialmente il Club Napoli Piacenza Partenopea. In qualità di segretario e responsabile dell’ufficio stampa, Salvatore dedica anima e corpo alla sua squadra del cuore, con tante belle iniziative che fanno proseliti anche fra le aree limitrofe, per dar vita ad una grande famiglia azzurra che cresce sempre più.

Il foltissimo gruppo di napoletani è perfettamente integrato nella società piacentina, ed il logo del Club Napoli Piacenza Partenopea vuole proprio unire le due distinte anime che percorrono lo stesso cammino all’insegna dell’armonia. Lo scudo come simbolo di protezione e forza d’animo, la corona come reminiscenza di Napoli Capitale, e la lupa capitolina (che compare nello stemma della città di Piacenza in quanto prima colonia fondata dai romani sul finire del III secolo a.c) per ribadire il legame tra le due città.

Inutile nascondere che le origini sono come le radici di un albero, ed è per questo che appena possibile Salvatore Narducci e tanti altri soci ritornano nella loro Castellammare di Stabia, addobbata in ogni quartiere per uno Scudetto che mancava da 33 anni.  

Come e quando nasce il vostro club?

“Il nostro club è nato ufficialmente un paio di mesi fa, dall’idea di 4 soci che giravano insieme sui campi per vedere le partite del Napoli. Il vuoto lasciato da un vecchio club ci ha dato un’ulteriore spinta per riportare l’identità napoletana anche nella provincia di Piacenza”.

Quanti soci conta il club, e quali sono le vostre iniziative principali?

“Abbiamo iniziato il tesseramento da circa 2 settimane, a ridosso della festa Scudetto, ed attualmente possiamo contare su circa 200 soci. Oltre a seguire ovunque gli azzurri come facciamo sempre già da qualche anno, il nostro obiettivo principale è quello di riunire la comunità di napoletani presenti nel territorio piacentino e nelle aree limitrofe, creando un gruppo unito grazie a iniziative benefiche, tornei ed eventi. È bellissimo aiutarsi, collaborare insieme e vivere con armonia la napoletanità nel piacentino”.   

Come si vive la fede per il Napoli fuori regione?

“Soggiornando lontano dalla nostra terra, devo dire che tutto sembra ancora più bello. Per me lo Scudetto è giunto al termine di una lunghissima attesa, e quando la gioia è esplosa in tutto il suo fragore, mi vien da pensare che festeggiare al Nord abbia forse un valore addirittura doppio. Non ci siamo mai nascosti, andando sempre in giro fieri dei nostri colori, a prescindere dal risultato del Napoli sul rettangolo verde”.


Un campionato strepitoso: dominato e conquistato aritmeticamente con 5 giornate di anticipo. A chi vanno attribuiti i principali meriti?

“È stata una stagione fantastica, in cui il tricolore poteva ritenersi virtualmente cucito sul nostro petto già con metà campionato ancora da giocare. La squadra ha espresso una qualità di g

ioco eccezionale, grazie a mister Spalletti che è riuscito a creare l’alchimia giusta valorizzando l’intero organico. Tra i giocatori farei una menzione speciale a Kim, Osimhen, Kvaratskhelia e Lobotka, con quest’ultimo che ha ricordato per qualità e continuità un mostro sacro come Iniesta. Tuttavia penso che i meriti principali vadano conferiti ai talent-scout, capaci di scoprire calciatori semi-sconosciuti che avevano generato inizialmente un po’ di malcontento nella tifoseria, ma in grado di guadagnarsi alla distanza l’amore incondizionato della piazza”.   


Qual è la partita a cui sei maggiormente legato?

“Sicuramente quella contro la Juventus. Vedere il Napoli annichilire l’eterna rivale rifilandole ben 5 gol resta qualcosa di storico che non si vedeva dai tempi di Maradona. È stata un’esplosione di allegria, e rivedere le reti (in particolare quella di Kvaratskhelia) è qualcosa che anche a distanza di mesi ti lascia emozioni enormi”.


Il Club è quasi sempre presente al Maradona. Com'è stata la festa Scudetto, e che emozione fa, a distanza di giorni e settimane, vedere piazze e strade sempre più addobbate con bandiere, striscioni e murales?

“Ovviamente a Piacenza non ci siamo contenuti: abbiamo festeggiato con fuochi d’artificio addobbando d’azzurro tutto quel che era possibile. Ci sono balconi agghindati che partono dalla provincia di Piacenza fino ad arrivare a Lodi e Pavia, ed ogni giorno ne vediamo sempre nuovi. Al club abbiamo riunito tantissime persone, realizzando torta e mozzarella tricolore, sfilando per la città in modo civile senza alcun problema. Anche i piacentini hanno apprezzato il nostro modo di celebrare lo Scudetto senza eccessi. Tengo a ribadire che festeggiare al Nord è davvero incredibile: mi sono emozionato quasi più qui a Piacenza, che durante la festa Scudetto a Napoli perché quando si è lontani tutto assume un quid in più”.

Com'è il vostro rapporto con la città di Piacenza? Si è potuto festeggiare in un clima disteso e di rispetto?

“Non c’è stato assolutamente alcun tipo di problema con i cittadini di Piacenza. In molti siamo qui da tanti anni, per cui siamo già ben integrati nel tessuto sociale piacentino. Non si sono mai verificate offese gratuite o discriminazioni di alcun tipo, e c’è sempre stata convivenza civile anche con la creazione di questo club, ed è bello vedere che anche mentre giriamo per le vie della città o siamo sul posto di lavoro, ci identificano subito come il Club Napoli di Piacenza. Anche i tifosi di altre squadre ci inviano spesso foto e video di quando le nostre maglie e sciarpe appaiano in tv o sui giornali nel momento in cui ci rechiamo allo Stadio Maradona o su qualsiasi altro campo”.

Un po' di pausa, e poi si riprende da Dimaro con il Tricolore cucito sul petto. Un tuo pensiero su Spalletti, e su chi punteresti per continuare il ciclo vincente?

“Mi aspetto senz’altro un Napoli competitivo che non faccia registrare passi indietro rispetto al risultato della stagione appena conclusa. Noi saremo sempre vicini alla squadra, e al di là dei nomi, credo che la società saprà costruire un gruppo pronto a sudare la maglia come ha fatto quest’anno fino all’ultima giornata. Per quanto riguarda il successore di Spalletti circolano tanti nomi, da Italiano fino ad arrivare a Emery: non voglio sbilanciarmi, e confido nelle di De Laurentiis che finora ha avuto sempre ragione”.


mercoledì 14 giugno 2023 - 16:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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