Napoli Calcio

Verso Verona-Napoli | In esclusiva le parole di Matteo Fontana, giornalista del portale hellas1903.it «Marek Hamsik è l'uomo più pericoloso del Napoli»

«Jorginho il talento più fulgido visto a Verona negli ultimi 15-20 anni»

di Giovanni Minieri


Apre finalmente i battenti il campionato 2017/18, con le due principali contendenti per lo Scudetto subito in campo per dimostrare tutto il proprio potenziale. La Juventus ospita tra le mura amiche il Cagliari alle 18:00, mentre in serata è attesa la risposta del Napoli di Maurizio Sarri impegnato nell’ostica trasferta del Bentegodi contro l’Hellas Verona.
Un’atavica rivalità tra le tifoserie, che ha sempre visto i rispettivi impianti stracolmi per una sfida sempre sentitissima e subito segnata in rosso sul calendario perché garanzia di spettacolari coreografie e tifo tambureggiante sulle gradinate.
Le restrizioni degli ultimi anni non hanno spento il fascino di una sfida rumorosa e sempre spettacolare sul terreno di gioco.
Per analizzare segreti e strategie di una gara che si preannuncia affascinante, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni il giornalista Matteo Fontana, penna prestigiosa del portale “hellas1903.it”  

Dopo una fase pre-campionato in cui il Verona ha affrontato diversi test impegnativi contro Sampdoria o Newcastle, la squadra di Fabio Pecchia ha esordito in gara ufficiale con un rotondo 3-1 all’Avellino in Coppa Italia. Man of the match: Daniele Verde. È corretto affermare che il talento classe ’96 sia la sorpresa più piacevole dal punto di vista tecnico?

“Direi più precisamente che Daniele è stato tra quelli che hanno avuto modo di allenarsi e giocare più spesso. Purtroppo il precampionato del Verona ha dovuto convivere con diversi contrattempi, senza contare che sono stati ingaggiati calciatori che venivano da una fase piuttosto prolungata di inattività come Caceres o Cerci. Inoltre Buchel ed Heurtaux sono arrivati a ritiro in corso, con il francese ex Udinese costretto anche ai box per alcuni problemi fisici. Verde è stato il neoacquisto impiegato con maggiore continuità, ed i risultati si sono poi visti sul terreno di gioco”.

Ben collaudata la linea mediana, mentre la retroguardia ha mostrato qualche piccola incertezza che si è palesata in maniera più evidente in occasione dello svarione di Caceres, determinante per il momentaneo 2-1 di Castaldo. Il conseguente periodo di sbandamento è però ben assorbito da un portiere affidabile come Nicolas, sempre all’altezza della situazione. Soltanto calcio d’agosto o inizia a suonare qualche campanello d’allarme?

“Inutile nascondere che la sorte è stata finora avversa, e la linea difensiva è stata quella maggiormente falcidiata dagli infortuni. Il mister Pecchia ha dovuto fare di necessità virtù, avendo perso Caracciolo e Bianchetti, oltre a Felicioli ed Heurtaux (operato allo zigomo) in diversi momenti della preparazione. A questi va aggiunto Caceres arrivato in maglia scaligera soltanto ad agosto. L’infermeria è andata man mano svuotandosi, e già a partire dalla gara contro il Napoli il tecnico avrà a disposizione un ventaglio più ampio di soluzioni. La partita contro l’Avellino presenta però diverse chiavi di lettura: in primo luogo alcuni momenti di sofferenza sono nati da scelte obbligate  e dettate dall’emergenza, come ad esempio la posizione di Romulo schierato da terzino destro. Non un ruolo completamente inedito per l’italo-brasiliano, ma è ovvio che soffra l’adattamento in una zona di campo a lui non eccessivamente congeniale. Allo stesso tempo non va messa in secondo piano la questione campo, con il recente concerto di Robbie Williams che ha letteralmente spezzato in due il terreno di gioco. Se da un lato la sfera rotola come dovrebbe, non può dirsi la stessa cosa riguardo quello che procede verso la Curva Nord dove diventa piuttosto problematico il fraseggio”.

Da una neopromossa all’altra. Nella scorsa stagione il Napoli fece il proprio esordio a Pescara, recuperando con le unghie e con i denti una gara che dopo poco più di mezz’ora vedeva gli abruzzesi sul doppio vantaggio. Quanto l’approccio può rivelarsi importante per non incorrere in un avvio shock su un campo tradizionalmente ostico come il Bentegodi?

“Il Verona dovrà essere bravo a reggere l’urto iniziale della squadra partenopea, che proverà a sbloccare subito la gara per poi amministrare il risultato perché ci saranno energie preziose da preservare in vista del ritorno del play-off di Champions a Nizza. Premettendo che la squadra di Maurizio Sarri è in grado di colpire il Verona come qualsiasi altra squadra in Italia ed Europa grazie alle tante individualità importanti di cui dispone, ritengo che se i gialloblù riusciranno a difendersi in maniera compatta potrà svilupparsi una partita divertente ed equilibrata. In caso contrario, un eventuale gol immediato degli azzurri trasformerebbe i minuti restanti in una salita impervia ed irta di ostacoli. Considerando il modo di intendere il calcio di entrambi gli allenatori, non mi aspetto un avvio attendista o speculativo ma una gara vivace e ricca di emozioni”.   

4 partite in 12 giorni dove il Napoli si gioca un’importante fetta di stagione. Turn-over ragionato e testa inevitabilmente rivolta un po’ anche all’Allianz Riviera. C’è il rischio di cali di tensione o Maurizio Sarri avrà mentalizzato i ragazzi a gestire questo

tipo di situazioni?

“Credo che il mister partenopeo sia talmente bravo e preparato da saper ben tenere sulla corda l’intero organico. Inoltre la rosa partenopea presenta ricambi di assoluto spessore in qualsiasi ruolo, per cui non risentirebbe minimamente di qualche piccola variazione sul tema. Mi aspetto quei pochi cambi finalizzati a far rifiatare qualche calciatore in fisiologico debito d’ossigeno, e di sicuro Sarri non ripeterà l’errore di Rafa Benitez che stravolse la squadra tra i due impegni di Europa League contro la Dinamo Mosca incassando proprio qui al Bentegodi una sconfitta per 2-0 senza appello”.

Per arginare lo strapotere del Napoli sulle catene esterne, il Nizza ha scelto di cambiare veste passando dal consueto 4-2-3-1 ad un 5-3-2 molto più accorto. Potrebbe essere una soluzione adottabile anche dal mister Fabio Pecchia?

“In conferenza stampa il mister scaligero ha puntualizzato che la linea a 4 rappresenta un punto fermo del suo gioco, e non credo sia stata una frase dettata soltanto dalla pretattica. Credo che la coppia centrale sarà formata da Caceres ed Heurtaux, con Ferrari a destra e Souprayen sul lato opposto in grado di garantire maggiore spinta in fase offensiva al netto di qualche piccola distrazione in copertura. Sarà una linea più bloccata, e le impressioni della vigilia lasciano intendere che le due squadre si affronteranno a specchio”.

Verona-Napoli è sempre la partita di Jorginho, che ha lasciato il segno in maglia gialloblù grazie a ben 100 gettoni conditi da 11 reti. Che tipo di accoglienza gli riserverà il Bentegodi?

“Ricordiamoci che tra le due tifoserie esiste una rivalità storica, per cui non mi aspetto applausi scroscianti quando varcherà il sottopassaggio degli spogliatoi per entrare in campo. Non sarà la prima volta, perché Jorginho è già tornato da ex nell’ultimo confronto tra le due squadre datato dicembre 2015 e vinto nettamente dagli azzurri in una delle ultime gare vissute da Mandorlini sulla panchina scaligera prima dell’esonero. Per il regista di Imbituba 2 anni e mezzo da professionista ma il suo percorso nella città dell’Arena parte dal settore giovanile nel 2008, poi la Seconda Divisione con la Sambonifacese ed il ritorno da protagonista con la maglia del Verona. 6 anni intensi in cui ha lasciato grandissimi ricordi: talento assoluto come se ne son visti pochi in questa città negli ultimi 15-20 anni. Ritengo che Jorginho abbia ancora ampi margini di miglioramento, ed a Napoli può solo continuare il proprio percorso di crescita anno dopo anno. È un calciatore nato leader, e non a caso mercoledì scorso ha calciato un rigore pesante che ha permesso ai partenopei di chiudere la pratica Nizza senza troppi patemi. Possiede una caratteristica propria di pochissimi calciatori al mondo: che sia in mezzo al campo, in impostazione o dal dischetto quando il pallone inizia a scottare non commette mai errori. Mi lascia davvero perplesso la preclusione di Giampiero Ventura alla sua convocazione in Nazionale, nonostante possa vantare la miglior percentuale di passaggi riusciti su un numero altissimo di palloni toccati, unita ad una continuità di rendimento ad altissimi livelli impressionante”.

Respinto il ricorso presentato contro la chiusura della Curva Sud. Dispiace che una partita così sentita da entrambe le piazze non possa godere di un Bentegodi completamente esaurito in ogni ordine di posto.

“Verona-Napoli rappresenta una classica del calcio italiano, si sfidano due squadre che hanno vinto la Scudetto e meriterebbero sempre una cornice di pubblico adeguata al proprio blasone. Ricordando gli spalti stracolmi delle sfide di tante stagioni fa, sarebbe opportuno riflettere sulla conduzione di questo sport anche a livello istituzionale. Rimane intatto il fascino di una grande sfida e sana rivalità, augurandoci che anche domani sera si parli soltanto di calcio giocato. C’è grande attesa per un confronto che si preannuncia emozionante, tra due squadre che partono ai blocchi di partenza con obiettivi opposti. Il pronostico dice nettamente Napoli, ma poi si scende in campo, ci sono tante variabili e la storia insegna che le prime giornate di campionato nascondo sempre per le “big” qualche piccola insidia”.  

Contro il Nizza è stata la serata di Dries Mertens, che ha ripreso esattamente da dove aveva lasciato. Subito a segno nella prima gara ufficiale dopo le 34 reti complessive che gli sono valse il titolo di vice capocannoniere alle spalle di Dzeko. Sarà lui il pericolo numero uno per il Verona?

“L’attaccante belga è senz’altro un grande finalizzatore, invenzione straordinaria di Maurizio Sarri che lo ha collocato al centro dell’attacco trasformando una necessità in una formidabile virtù. Dico però che per corsa, capacità di inserimento, intelligenza ed acume tattico, l’uomo più pericoloso del Napoli è il capitano Marek Hamsik. È chiaro che il Napoli può trovare la via del gol attraverso le giocate di Mertens, Callejon, Insigne e Milik, ma all’interno di questa squadra che nell’ultima decade è passata attraverso conduzioni tecniche divergenti, l’unica costante è sempre stata Marek Hamsik”


sabato 19 agosto 2017 - 01:37 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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