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Verso Torino-Napoli | In esclusiva le parole di Lorenzo Bonansea, vice-direttore di Toro News «Mertens il pericolo numero uno, ma la gara si deciderà a centrocampo»

«Nessun caso Ljajic: il diverbio è rientrato ed il serbo è in ballottaggio con Berenguer per una maglia da titolare»

di Giovanni Minieri


Il Napoli viaggia a Torino per voltare pagina e mettere alle spalle un periodo problematico che vede la squadra di Maurizio Sarri a secco di vittorie da 3 gare di fila tra campionato e Champions League. Servirà una gara di grande compattezza e organizzazione contro un Torino in salute, in serie positiva aperta da 6 gare e rinfrancata nel morale dall’ottimo successo sul campo della Lazio. Lontano dal San Paolo il Napoli non concede sconti: nelle ultime 5 uscite esterne gli azzurri guardano tutti dall’alto in basso avendo conquistato ben 13 punti sui 15 disponibili, avendo mantenuto la porta inviolata in 3 delle ultime 4 gare. I numeri sorridono ai partenopei, che hanno espugnato già due volte l’impianto torinese (1-2 e 0-5) tra 2016 e 2017 grazie agli acuti di un tridente atomico. Per analizzare i segreti della squadra di Mihajlovic è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Lorenzo Bonansea, vice-direttore della testata Toro News.
Un inizio di stagione che ha visto il Torino perdere Zappacosta e Benassi al mercato estivo. Come valuti il Torino 2.0 e quali gli acquisti che hanno avuto un migliore impatto?

"Sì, il Torino ha ceduto Benassi e Zappacosta, e sono due cessioni che sono arrivate in maniera diversa: il primo non rientrava più nei piani tattici di Mihajlovic, il secondo ha ricevuto all'ultimo un'offerta troppo vantaggiosa per lui e per la società dal Chelsea (30 milioni) e non si è potuto che avallare il suo addio. Venendo ai volti nuovi, sicuramente Petrachi ha lavorato bene: gli acquisti che sinora hanno reso di più sono senza dubbio N'Koulou, Rincon e Ansaldi (anche se quest'ultimo ad oggi è infortunato), senza dimenticare lo svincolato Burdisso. Ci si aspettava di più invece da Niang, l'acquisto più oneroso dell'era Cairo (15 milioni) - e in generale anche dalla gestione Mihajlovic: fino adesso, il Toro non ha ancora reso per quello che è il valore intrinseco della squadra".

Nonostante un rendimento altalenante, con il Torino che può vantare il record di pareggi in campionato, la zona Europa League risulta distante soltanto 4 punti. Credi che la squadra, anche in virtù dell'importante successo di Roma, possa aver trovato la giusta scossa per puntare a tale obiettivo?

"Si, la classifica è molto corta e se da una parte questo fa sì che il discorso europeo sia ancora apertissimo, dall'altra non fa che fomentare il rammarico in casa granata per alcuni risultati deludenti: se il Toro fosse riuscito a raccogliere una vittoria tra Verona, Chievo e Crotone (invece di un pareggio), adesso staremmo commentando un'altra classifica. Sicuramente, comunque, il successo contro la Lazio ha caricato l'ambiente e lo spogliatoio. Ora, però, serve dare continuità ai risultati e la sfida col Napoli risulta a questo punto importantissima per proiettarsi alle ultime due giornate dell'andata (contro Spal e Genoa) con il giusto spirito".

Lontano dalle mura dell'Olimpico Grande Torino, la squadra di Mihajlovic sta riuscendo ad esprimersi meglio strappando punti sul campo sia dell'Inter che del Milan, e conquistando l'intera posta in palio al cospetto della Lazio. C'è qualche motivazione tecnico-tattica a tuo parere?

"Diciamo che si è un po' rovesciato quello che era il trend dello scorso anno, quando il Toro faticava in trasferta ma in casa aveva costruito un fortino quasi inespugnabile. Quest'anno invece le maggiori soddisfazioni sono arrivate lontano dal Grande Torino... Non credo ci siano motivazioni tecnico-tattiche dietro a questo dato, quanto piuttosto psicologiche e mentali: questo Toro pare riuscire ad esaltarsi maggiormente in grandi vetrine (come è successo a San Siro o all'Olimpico), mentre in casa spesso e volentieri manca quella grinta che Mihajlovic pretende dai suoi giocatori".

Tornando a Lazio-Torino, si è tanto parlato di VAR e di come il calcio cambi grazie all'uso della tecnologia. Qual è la tua opinione in proposito e quanto conta l'interpretazione in casi simili? Tante le polemiche, ma va anche detto che Iago Falque già va incontro con il braccio largo e la reazione di Immobile è netta.

"Io credo che si sia alzato un polverone indubbiamente esagerato. L'atteggiamento della società Lazio mi è sembrato fuoriluogo, con alcuni dirigenti che han persino minacciato neanche troppo velatamente di ritirare la squadra. L'interpretazione del dirt

tore di gara rimane anche con l'introduzione del VAR, ed è vero che il braccio di Iago era molto largo, ma è pur vero che i due giocatori erano molto vicini. Io non vedo tutto questo scandalo: era un rigore che si poteva o non si poteva dare. Punto. Mentre sull'espulsione di Immobile credo ci sia poco da aggiungere, era netta. Il Toro era stato "danneggiato" (questa volta davvero) dal Var nella prima giornata contro il Bologna, ma nessuno allora aveva alzato un polverone simile in televisione: questa volta si è parlato più di quest'episodio che della bella gara giocata dai granata e dei tre bellissimi gol segnati da Rincon e compagni. Lo trovo abbastanza grave. Detto questo, io personalmente sono a favore dell'introduzione del Var, ma bisogna capire che dietro alle macchine ci sono delle persone - e che alla fine l'interpretazione dell'arbitro è e rimane alla base di ogni provvedimento".

Torino-Napoli è sfida tra due bomber in crisi: Belotti ha realizzato soltanto 3 reti e non va a segno da settembre. Mertens non segna da fine ottobre contro il Sassuolo, anche se contro il Toro si esalta avendo segnato ben 5 reti tra andata e ritorno nell'ultima stagione? È il belga l'uomo da temere ed in quali zone del campo potrebbe decidersi la gara?

"Si, sia Belotti che Mertens stano vivendo un momento non facile, per motivi comunque differenti. Il Gallo viene da un infortunio ala ginocchio che poteva essere molto più grave di quello che poi è stato, mentre il belga sta secondo me pagando un utilizzo continuo e costante dovuto all'infortunio di Milik. Sicuramente, Mertens (con Insigne) rimane il pericolo numero uno e l'uomo da tenere maggiromente d'occhio. Credo che la gara si deciderà a centrocampo: abbiamo visto contro la Fiorentina quanto il Napoli possa andare in difficoltà se s'impedisce agli uomini di Sarri il palleggio veloce in mediana. Se al Torino riuscirà quest'operazione tattica, chiudendo gli spazi in mezzo e lasciando campo agli azzurri sugli esterni, i ragazzi di Mihajlovic possono sperare d'ingabbiare la manovra di Sarri".

Quali sono le ultime sulle formazioni in casa granata? Resta favorito Burdisso su Lyanco e come si è evoluto il caso Ljajic? La bilancia pende a favore del serbo o Berenguer ha scalato qualche posizione?

"Per quanto riguarda la formazione, dovrebbe essere confermato gran parte dell'undici che ha battuto la Lazio. Burdisso, come confermato oggi da Mihajlovic in conferenza, giocherà nuovamente dal 1': troppo importante il suo contributo in questo momento. Ljajic non rappresenta nessun caso: il diverbio della scorsa settimana è stato superato. Il numero 10 è in ballottaggio per una maglia dal 1' con Berenguer: lo spagnolo è in vantaggio, ma Ljajic troverà sicuramente spazio a gara in corso se non dovesse partire titolare. Si va dunque verso la conferma della formazione di Roma".

Tifoserie calde e passionali, con società che hanno concluso affari e lottato per obiettivi comuni. Da Valdifiori a Maksimovic, passando per gli "sgarri" Giaccherini e Berenguer. Tante storie che si intrecciano in una partita intensa dove la posta in palio sarà altissima.

"Si, Torino e Napoli hanno in seno due tifoserie molto calde, e per questo mi dispiace molto che i biglietti per la partita di domani non siano stati resi disponibili per i residenti in Campania. Per quanto riguarda gli affari passati, i canali tra le due società non sono mai stati semplicissimi: per concludere l'affare Makismovic (e poi quello Valdifiori) c'è stato bisogno di un vero e proprio braccio di ferro a tre tra Cairo, De Laurentiis e l'entourage del serbo, il quale - lo ricordiamo - si comportò molto male con la società granata, fuggendo dal ritiro in Valtellina. Giaccherini e Berenguer sono due casi diversi, ma credo che alla fine il Toro non rimpianga il mancato acquisto di Giaccherini e il Napoli non rimpianga troppo quello dello spagnolo. Tornando al campo, la partita di domani può essere senza dubbio un punto di svolta per entrambe: il Toro deve dare continuità al risultato di Roma e rilanciarsi, davvero, per la zona Europa contro una squadra forte come il Napoli; i partenopei, dalla loro, devono tornare per forza alla vittoria per rimanere agganciati alla vetta dopo una serie di prestazioni sottotono. Sarà sicuramente una bella partita, ricca di spunti ed emozioni".















sabato 16 dicembre 2017 - 02:32 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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