Lunch-match in programma domani tra Torino e Napoli, con la squadra di Carlo Ancelotti che vuole dare continuità al successo contro la Fiorentina ritrovando la verve dei propri attaccanti, andati a segno soltanto una volta nelle ultime 3 uscite ufficiali tra Sampdoria, Fiorentina e Stella Rossa. Gli azzurri hanno espugnato la Torino granata per 5 volte nelle ultime 6 sfide, e si affidano al talento smisurato di Dries Mertens già autore di 6 reti e 3 assist alla compagine guidata dall’ex Mazzarri, mentre Callejon cerca il primo acuto stagionale. Il Toro si affida invece al gallo Belotti, che al cospetto del Napoli ha sempre un conto aperto come evidenziano le 4 reti messe già a segno contro gli azzurri in carriera. Per analizzare i segreti della squadra granata, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Gualtiero Lasala, collega della testata www.toronews.net
Il Torino è partito con maggiore stabilità per quanto riguarda la guida tecnica grazie alla continuità del lavoro iniziato con Mazzari a partire da metà stagione scorsa. Si può dire che l’obiettivo sia migliorare il 9° posto della scorsa stagione, e quanto potrebbe essere raggiungibile il sogno Europa?
“Il Toro sta sicuramente lavorando per arrivare all’obiettivo europeo, che però va raggiunto proseguendo a piccoli passi. La squadra ha raggiunto la stabilità con il mister Mazzarri, ma c’è ancora bisogno di tempo affinchè migliorino gli automatismi e la squadra assuma una propria fisionomia. La crescita si è vista, i granata hanno raccolto meno rispetto a quanto meritato nelle prime quattro gare di campionato, dando l’impressione di avere grossi margini di miglioramento. L’attacco può dare molto di più, visto che è fermo al singolo gol di Belotti messo a segno a San Siro contro l’Inter”.
Che voto daresti al mercato? Grande acquisto il franco-ivoriano Meité giunto nell’ambito della cessione di Barreca al Monaco. Impatto importante e 2 splendidi gol contro Inter e Udinese vincendo un po’ di scetticismo iniziale. Bene Aina proveniente dal Chelsea, così come possono definirsi pesanti i colpi dell’ultim’ora Soriano e Zaza.
“Dal mio punto di vista, il mercato del Toro è stato molto positivo. Mazzarri aveva chiesto alla dirigenza maggiore qualità in organico, ed è stato accontentato. Al momento dell’ufficializzazione di Meité e Aina in tanti avevano storto un po’ il naso, mentre invece i fatti stanno dando pienamente ragione alla società. Il tecnico ha sempre voluto una rosa corta, composta da uomini di cui potersi fidare in qualsiasi momento. Con Meité è arrivato un centrocampista di qualità ad un prezzo contenuto, pur tenendo in considerazione il sacrificio di Barreca. Al di là dei gol, il franco-ivoriano produce una grossa mole di gioco, ha fisicità ed è un esempio per l’abnegazione che mette in ogni partita. Soriano e Zaza sono due colpi che daranno i propri frutti più avanti. L’ex Sampdoria, come si è visto negli ultimi allenamenti, non è ancora al top della condizione. Zaza deve invece entrare maggiormente negli schemi di Mazzarri, ed è per questo che finora non è mai stato schierato dal primo minuto”.
Mercato in entrata importante, ma anche capacità di trattenere i pezzi pregiati. Si può dire che la forza della società passa anche attraverso la conferma di calciatori importanti come Sirigu (corteggiato tanto in estate anche dal Napoli) ed il riscatto di punti cardine quali Nkoulou e Rincon?
“Assolutamente sì. In estate non sono mancate le richieste per Sirigu, così come per lo spagnolo Iago Falque. Stesso discorso per Nkoulou, a mio parere il calciatore con maggior spessore europeo in organico: un autentico fuoriclasse per quanto dimostrato sul terreno di gioco. Aver trattenuto calciatori importanti, e poi messo sotto contratto atleti in grado di accrescere il tasso tecnico della squadra, fa sì che a mio parere si possa dare al mercato del Toro un 8 pieno. La linea offensiva ha perso Ljajic, ma sono certo che Mazzarri saprà sopperire ai guizzi del serbo trasferitosi al Besiktas”.
Un Toro che ha trovato la sua quadratura, con Mazzarri che nelle prime 4 gare ha sempre ripetuto la formazione per 8/11 pur variando tra 3-5-2 e 3-4-1-2. L’infermeria parla però ancora di differenziato per De Silvestri, Soriano e Iago Falque. Qual è la percentuale di vederli in campo, e quali potrebbero essere i sostituti?
“Il forfait di De Silvestri, Soriano e Iago Falque è purtroppo sempre più probabile. Si stanno allenando a parte, e vedremo soltanto oggi durante la rifinitura se riusciranno a lavorare con il gruppo o
meno. Anche se al momento le percentuali sono molto basse. Qualora fosse confermato il forfait, al posto di Iago Falque la soluzione più plausibile rimanda a Simone Zaza, perché il ragazzo è molto carico ed ha tanta voglia di mostrare tutto il proprio valore contro una squadra forte come il Napoli. Per rimpiazzare Soriano dovrebbe rientrare Rincon, mentre in luogo di De Silvestri ci sarò Aina, che ha già fatto vedere ottime cose pur dovendo ancora crescere sotto diversi punti di vista. Prevedo che il classico 3-5-2 sarà ridisegnato attraverso un maggior lavoro in fase di copertura perché il Napoli è squadra dalla quale devi principalmente difenderti”.
Gli ultimi precedenti tra Torino e Napoli, vedono l’ultimo successo granata datato marzo 2015 grazie al gol vittoria di Glik. Unica eccezione tra 5 sconfitte, le ultime 3 consecutive. Che partita ti aspetti contro un Napoli che sta cambiando volto con Carlo Ancelotti in panchina?
“In primo luogo mi auguro di vedere lo stesso Toro ammirato nelle ultime due partite, per ciò che concerne grinta e voglia di far risultato a tutti i costi. Sarò fondamentale l’approccio, perché nel primo tempo la squadra ha sempre faticato ad ingranare, subendo spesso gol pesanti per poi uscire alla distanza nella ripresa. La storia insegna che distrarsi contro il Napoli può essere fatale: le ultime uscite non sono state positive, soprattutto due stagioni va quando gli azzurri inflissero al Toro una netta sconfitta per 0-5 con Mihajlovic in panchina per ciò che fu un’autentica disfatta sotto il profilo tecnico-tattico. Bisognerà restare attenti, mi aspetto un Torino attendista ma allo stesso tempo cinico e pronto a sfruttare l’occasione giusta per colpire la squadra partenopea. Sarà fondamentale contrastare i colpi di genio nelle corde di fuoriclasse come Dries Mertens, autore di un gol da cineteca nel 5-3 dello scontro diretto disputato però al San Paolo non più tardi di due stagioni fa”.
Soltanto 1 gol segnato dal Napoli nelle ultime 3 uscite ufficiali. Un vantaggio affrontare gli azzurri in questo momento, all’interno di un ciclo con tante partite in pochi giorni? O le bocche da fuoco fan paura a prescindere?
“È inutile nascondere che Callejon, Mertens e Insigne restano a prescindere tre mine vaganti con qualità da vendere, per cui possono far male in qualsiasi momento. Aver giocato martedì scorso in trasferta a Belgrado potrebbe essere un vantaggio per il Torino in termini di dispendio energetico, anche se credo sia tutto piuttosto relativo. Probabilmente il Napoli non dispone di troppi ricambi di qualità in tutta la rosa, ma siamo soltanto all’inizio della stagione per cui non credo che la stanchezza possa incidere in maniera rilevante. La difesa di Mazzarri sarà sotto la lente di ingrandimento perché sottoposta ad un test molto impegnativo dopo tanto lavoro soprattutto nel passaggio dalla difesa a 4 di Mihajlovic a quella a 3, marchio di fabbrica del tecnico toscano”.
Un calendario in salita con Roma ed Inter raccogliendo 1 punto e forse meritando anche qualcosa in più. Poi il successo contro la rivelazione Spal ed il pari tra mille polemiche ad Udine a causa di un regolamento sul Var che andrebbe forse rivisto?
"Si è discusso veramente tanto sul Var in questa settimana, perché c’è stato l’episodio del gol regolare annullato a Berenguer. Ciò che ha generato molta perplessità è stata la decisione del direttore di gara di fermare immediatamente l’azione, piuttosto che lasciarla proseguire e poi andare a rivedere tutto sullo schermo. Il Var è una grande innovazione, la Serie A è stata la prima grande lega europea ad introdurre la tecnologia applicata al calcio: è uno dei pochi vanti ma andrebbe utilizzata a dovere. Nel campionato scorso il Torino è stato penalizzato dal Var in diverse occasioni, però era l’anno di esordio e quindi qualche errore di interpretazione poteva essere giustificabile. Quest’anno invece era logico aspettarsi maggiore serietà sotto questo punto di vista. La linea guida era quella di far terminare sempre l’azione, anche se il guardialinee o l’arbitro stesso ravvisasse un fuorigioco o un’irregolarità per poi avvalersi del supporto tecnologico per chiarire ogni dubbio .Questo non è accaduto. E paradossalmente l’arbitro non ha adottato lo stesso metro di giudizio sul gol dell’Udinese, passata in vantaggio nel corso di un’azione partita da un fallo su Meité a centrocampo. In quel caso non è stato rivisto nulla tra le proteste generali. A mio parere il Var è uno strumento utilissimo che garantisce equità, ma nel caso di Torino-Udinese è stato inibito dall’arbitro".