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Verso Napoli-Verona | In esclusiva le parole di Simone Antolini, giornalista de L'Arena «Automatismi difensivi perfetti ed intensità massima per fermare il Napoli»

«Soltanto Napoli può dimostrare se Daniele Verde può essere pronto per vestire la maglia azzurra»

di Giovanni Minieri


Per l’ultima gara prima della sosta il Napoli ospita l’Hellas Verona di Fabio Pecchia, ex mai dimenticato all’ombra del Vesuvio prima come calciatore, e poi recentemente nelle vesti di secondo dello spagnolo Rafa Benitez. La squadra partenopea vuole mettere immediatamente alle spalle la dolorosa eliminazione in Coppa Italia proseguendo la marcia in campionato dove mantiene una serie positiva aperta di 4 gare (1 pari e 3 vittorie di fila contro Torino, Sampdoria e Crotone. I numeri sorridono agli azzurri, che contro gli scaligeri hanno vinto 7 degli ultimi 8 confronti diretti viaggiando ad una media di ben 3 reti relizzate a partita. Al giro di boa i veneti contano 13 punti in 19 gare, con la salvezza diretta distante soltanto 2 punti ed un rendimento esterno deficitario con un solo successo ottenuto in 9 gare lontano dal Bentegodi. Per analizzare il momento della squadra di Fabio Pecchia, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Simone Antolini, collega de “L’Arena”.

Tracciando un bilancio della prima parte di questa stagione, il Verona da neo-promossa si ritrova nelle zone calde della classifica, a -2 dalla salvezza di diretta e con la 2° peggior difesa dietro al Benevento. Si può dire che la scarsa tenuta della retroguardia sia la causa principale di una classifica deficitaria?

“I problemi più evidenti riguardano indubbiamente la linea difensiva, con la squadra che ha spesso mostrato mancanza di equilibrio nel reparto. Il Verona è andato troppo spesso in difficoltà quando veniva attaccato in velocità e con grande impeto. Ne ha risentito la solidità in quella zona del campo, e gli scaligeri sono poi stati costretti a continue rincorse che caratterizzeranno anche il prosieguo della stagione”.

Dalla partita contro l’Atalanta in poi, la squadra non ha mai demeritato facendo gara pari praticamente con tutti, ma ha raccolto soltanto 6 punti. È corretto affermare che l’aspetto mentale abbia influito molto, considerando che troppe volte la squadra di Pecchia ha perso punti da situazione di vantaggio?

“I numeri avvalorano questa tesi, anche se va fatto un discorso più ampio. La squadra di Pecchia è cresciuta mentalmente partita dopo partita: affronta le partite con maggiore consapevolezza nei propri mezzi, e propone un gioco offensivo a tratti anche piacevole. Allo stesso tempo ci sono alcuni problemi che vengono da lontano, e sono strettamente legati alla posizione non troppo tranquilla in classifica. Quando il Verona gioca senza troppe responsabilità, mostra quella spensieratezza propria di chi non ha nulla da perdere. Al contrario, nel momento in cui la squadra ha la vittoria in mano ed avverte il peso della posta in palio, patisce una sorta di blocco che porta poi a vanificare quanto fatto di buono fino a poco prima”.

Al giro di boa la quota salvezza si è fermata a 15 punti, con Crotone e Spal. Credi che anche quest’anno sia più bassa rispetto ai 40 ai quali eravamo abituati qualche stagione fa?

“A mio parere saranno sufficienti 35/36 punti per mantenere la categoria. Escludendo il Benevento che dovrebbe compiere un autentico miracolo per rientrare in gioco, noto che tutte le squadre in lotta per salvezza si trovano in palese difficoltà. Credo che la lotta riguarderà poche squadre, visto che l’Udinese è ormai esplosa così come il Sassuolo ha dimostrato di essere di tutt’altro valore. Allo stesso tempo anche Cagliari, Chievo e Bologna pur non essendo eccessivamente distanti, hanno dimostrato di non meritare le sabbie mobili della classifica. Tra Verona, Spal, Crotone e Genoa usciranno le altre due squadre costrette ad abbandonare la Serie A”.

Che partita ti aspetti al San Paolo, e come si può fermare una squadra che ha vinto 7 degli ultimi 8 scontri diretti disputati tra le mura amiche?

“Prima di tutto, puoi pensare di fermare il Napoli soltanto se non si trova nella sua giornata migliore. Quindi devi essere perfetto negli automatismi difensivi e giocare con intensità massima. Tutte queste cose devono per forza combaciare, perché la squadra di Maurizio Sarri ha qualità

;, determinazione, rabbia, cattiveria agonistica e soprattutto quella consapevolezza che contro il Verona è una partita che non può essere steccata”.

Più facile affrontare il Napoli dopo il ko a sorpresa in Coppa Italia, o c’è il rischio di trovare una squadra ancora più arrabbiata per conservare la vetta nell’ultimo incontro prima della sosta?

“Sicuramente la sconfitta contro l’Atalanta porterà la compagine partenopea ad essere ancora più famelica sul terreno di gioco. Quando sei abituato a vincere, può capitare di sbagliare una partita per una sorta di assuefazione o sindrome da pancia piena. Invece proprio il disappunto causato dell’eliminazione in Coppa, unito al fresco titolo di campione d’Inverno e l’incentivo di mantenere sempre a distanza una Juventus che non muore mai, faranno sì che gli azzurri alzeranno l’asticella della concentrazione perché in campionato non possono permettersi passi falsi”

Tanti gli elementi che si sono messi in mostra nel girone di andata, e già nel mirino delle big in chiave mercato. Su tutti Daniele Verde, classe ’96 e già con 4 reti all’attivo in tutte le competizioni alla prima stagione disputata con continuità in massima serie. Che campionato sta facendo e lo vedi pronto per una big, magari per caratteristiche proprio all’interno dei meccanismi di Maurizio Sarri?

“Dico che soltanto Napoli può dimostrare se un calciatore è realmente pronto per il Napoli. Solo quando ti cali in tale realtà, puoi capire se aspettare e fare una vita da panchinaro di lusso, entrare con calma o essere subito un fenomeno. In questo momento non vedo calciatori che possano insidiare il posto ai tre titolarissimi del tridente partenopeo, tuttavia quella di Sarri è una palestra di vita importante. Se resisti per i primi mesi carpendo quello che può essere il tuo ruolo, hai probabilmente possibilità importanti di trovare spazio. Va però detto che Verde, così come eventualmente Inglese, sarebbe costretto ad entrare in corsa in un contesto formato da grandi campioni. Infilarsi in un meccanismo già ampiamente rodato non è facile per nessuno, pur considerando che si tratta di una squadra che avrebbe bisogno di attingere al talento anche dalla panchina. Soltanto la consapevolezza di dover accettare tutto questo, può stabilire se un calciatore possa essere o meno da Napoli”.

Ti aspettavi di vedere il Napoli guidare la classifica al giro di boa, e quali le rivali più accreditate per la lotta Scudetto?

“Credo che alla fine sarà una corsa a due, come sta già emergendo da qualche settimana a questa parte. Me lo aspettavo perché il Napoli ha apportato alcuni correttivi in corso d’opera, ed il mister ha capito dove può svilupparsi meglio la sua squadra. I partenopei praticano senza ombra di dubbio il calcio più bello e divertente d’Italia, e nell’undici titolare non sono secondi a nessuno. La Juventus ha però una panchina più ampia rispetto al Napoli, ed alla lunga potrebbe sfruttare maggiore qualità dalle seconde linee. Il campionato al momento dice che gli azzurri sono avanti di un punto e si giocheranno le proprie chance fino alla fine”.  

In vista di un mercato che sarà aperto fino al 31, dove credi che il direttore Fusco, contestato recentemente dalla tifoseria insieme al tecnico Pecchia, debba maggiormente intervenire per rinforzare un organico che può contare su diverse certezze soprattutto nella zona nevralgica del campo?

“Visto che Caceres salvo imprevisti andrà alla Lazio, serve in difesa un uomo di carisma pronto a dare una grossa mano per tappare le falle che si sono create. In attacco serve invece un riferimento offensivo, un calciatore già pronto ed in grado di fare la differenza, come doveva essere nelle idee iniziali Giampaolo Pazzini. Kean è un prospetto interessante, ma è troppo giovane e non si può pretendere che risolva tutti i problemi della squadra gialloblù”.  

  


sabato 6 gennaio 2018 - 01:03 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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