Sfida pre-natalizia al San Paolo, dove il Napoli affronta con i favori del pronostico la Spal di Leonardo Semplici. I precedenti tra le due squadre vedono l’ago della bilancia pendere nettamente dalla parte degli azzurri: 10 vittorie, 2 pareggi e soltanto 3 sconfitte, l’ultima risalente addirittura a marzo 1961.
La marcia partenopea è a dir poco trionfale: 9 risultati utili di fila per un secondo posto ben saldo alle spalle della Juventus. Situazione diametralmente opposta per gli estensi, a secco di vittorie da 7 gare e pronti a vender cara le pelle per mettere in cascina punti fondamentali in ottica salvezza. Per analizzare i segreti della Spal, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Francesco Mattioli, giornalista per la testata www.lospallino.com
La Spal aveva iniziato molto bene la stagione, con 3 vittorie nelle prime 4 gare, dando l’impressione di poter condurre un campionato più tranquillo rispetto a quello scorso. Poi una progressiva involuzione. Che spiegazione sei riuscito a darti?
“In realtà è piuttosto difficile dare una spiegazione, perché non credono esistano ragioni prettamente tecniche. Probabilmente la squadra era partita troppo bene rispetto al valore effettivo dell’organico a disposizione. Dopo quell’avvio fortissimo, in tanti credevano che la Spal non solo potesse salvarsi in scioltezza, ma addirittura puntare alla parte sinistra della classifica. Tuttavia la rosa è rimasta simile a quella vista in campo nella scorsa stagione, ed è perciò normale che gli uomini di Semplici trovino difficoltà al cospetto di squadre ben organizzate in un campionato sempre molto insidioso come la Serie A. La stagione resta perciò pienamente in linea con gli obiettivi prefissi, visto che la Spal in questo momento ha 5 punti in più rispetto allo scorso campionato, e soprattutto si trova virtualmente salva con ben 5 squadre alle proprie spalle”.
La vittoria all’Olimpico sembrava poter essere la molla per riprendere fiducia nei propri mezzi. Da quel momento invece soltanto 4 pari e 3 ko in 7 partite. E soprattutto troppi gol evitabili subiti. Un problema tecnico o di personalità?
“Potrebbe essere una questione di personalità, nel senso che adesso i calciatori iniziano a vivere i malumori del pubblico, le giocate non riescono più come una volta, e si fatica ad uscire da un tunnel di negatività e svoltare per riprendere la strada giusta. Il successo in trasferta contro la Roma poteva essere lo spartiacque della stagione, spingendo la Spal a volare sulle ali dell’entusiasmo candidandosi a sorpresa del campionato sulla falsariga del Parma. Invece la settimana successiva è giunta una tremenda scoppola casalinga contro il Frosinone, squadra ritenuta nello spogliatoio ampiamente alla portata, ridimensionando le ambizioni e minando un po’ le certezze acquisite durante la prima parte del girone di andata. L’enorme difficoltà nel cambiare marcia denota una carenza in termini di personalità, mentre credo che le qualità non manchino agli uomini del mister Semplici. Piuttosto qualche calciatore acquistato durante il mercato estivo non è riuscito a rendere secondo le aspettative, e mi riferisco ad esempio a Valdifiori che è stato utilizzato con il contagocce”.
Rischiano di pesare in maniera particolare i soli 3 punti messi in cascina negli scontri diretti tra le mura amiche contro Frosinone, Cagliari, Empoli e Chievo. Con Cagliari ed Empoli dopo essere anche passati in vantaggio.
“C’è tantissimo rammarico non solo tra stampa e tifosi, ma anche e soprattutto tra dirigenza, staff tecnico e calciatori. Disputare quasi tutti gli scontri salvezza in trasferta potrebbe rivelarsi un problema, a meno che la Spal non riesca ad arrivarci con un margine rassicurante sulla zona calda. Il rimpianto più grande resta però sempre legato al match perso al Mazza contro il Frosinone. Il contraccolpo psicologico è stato devastante, mentre l’unica analisi porta ad un gravissimo errore di sufficienza, visto che a partire dal blitz di Ferrara i ciociari non hanno più vinto”
Un solo tiro in porta nell’ultimo, fondamentale match contro il fanalino di coda Chievo. 14 reti complessive: ti aspettavi una maggiore prolificità offensiva con l’innesto di Petagna?
“Direi subito di sì, perché è inevitabile che gli attaccanti si giudichino dai gol che riescono a realizzare per raggiungere gli obiettivi della propria squadra. Allo stesso tempo Petagna si distingue per tanto lavoro sporco nell’arco dei 90 minuti. Sul mercato non credo ci fosse un altro attaccante
con caratteristiche tali da rispecchiare la tipologia di gioco del mister Semplici, per cui una volta deciso di continuare il percorso tecnico con l’allenatore toscano, diventava quasi inevitabile puntare su Petagna. Al di là dell’ultima gara contro il Chievo, già da un po’ di tempo che la Spal fatica ad imbastire trame di gioco, e di conseguenza essere pericolosa sotto porta. Manca forse un po’ il raccordo tra centrocampo e attacco, che veniva svolto egregiamente da Antenucci. A mio avviso Mirco sta ancora pagando psicologicamente l’errore dal dischetto contro l’Inter, visto che da quel momento non è più riuscito ad esprimersi ai livelli a cui aveva abituato i supporters spallini. Magari al fianco di Petagna potrebbero giocare Paloschi o Floccari, dando un po’ di riposo al capitano per permettergli di recuperare la miglior condizione”.
Negli ultimi incontri la Spal ha costruito il proprio gioco attraverso le corsie esterne, e gli inserimenti delle mezzali. Ti aspetti un atteggiamento simile contro il Napoli, oppure una strategia più conservativa?
“Conoscendo la filosofia di Semplici, credo che la Spal non snaturerà il proprio gioco neanche contro il Napoli. Naturalmente il baricentro sarà più basso, e la straripante forza offensiva del Napoli indirizzerà la strategia verso una fase difensiva più accorta, con i reparti molto più corti e compatti. Gli estensi continueranno a costruire le azioni dal basso per provare a stanare il Napoli, cercando di colpirlo negli spazi che si creano tra le linee durante il pressing. Non sarà facile perché per praticare tale tipo di calcio, è indispensabile alzare la qualità del palleggio e limitare al minimo gli errori, dal momento che contro i partenopei possono costarti carissimo. Mi aspetto una gara simile a quella della scorsa stagione, con il vantaggio di poter contare su una classifica più tranquilla, rispetto al terribile febbraio scorso quando la Spal viaggiò a Napoli in un momento nerissimo, e reduce dallo 0-4 casalingo rimediato contro il Milan”.
La formazione dovrebbe ripercorrere quella messa in campo dal mister Semplici nelle ultime 2 uscite contro Genoa e Chievo? Lazzari e Missiroli saranno pronti per la sfida del San Paolo?
"Lazzari è soltanto vittima dell’influenza, sta avendo tempo per recuperare, e a meno che non gli salga all’improvviso un febbrone da cavallo sarà regolarmente in campo, anche perché è un elemento imprescindibile per il gioco della Spal. Missiroli è un po’ giù di tono dal punto di vista fisico, e non andrà neanche in panchina. In difesa partiranno dal primo minuto Vicari e Felipe, mentre l’unico dubbio è tra Bonifazi e Cionek, con l’ex Palermo che scalpita. Nella zona nevralgica del campo il regista sarà Schiattarella, mentre Kurtic prenota il posto da mezzala in virtù dell’ottimo momento di forma che sta attraversando. Sulla corsie agiranno Lazzari a destra, con Fares sul lato opposto nonostante nell’ultimo periodo sia diventato un po’ il capro espiatorio della tifoseria per il momento negativo della squadra. Improbabile vedere Costa al San Paolo, anche perché a livello fisico l’ex Verona è tra i pochissimi in grado di tener testa ad avversari di grandissimo livello. Petagna è un punto fermo, mentre resta qualche incognita sulla spalla che dovrà affiancarlo. Floccari si sta allenando bene, ma considerando la carta d’identità ed il poco minutaggio finora accumulato nelle gambe, non credo possa reggere per più di 60 minuti".
Le ultime partite del girone di andata vedranno la Spal affrontare in quest’ordine Napoli, Udinese e Milan. Quanti altri punti potrà verosimilmente raccogliere la Spal?
"Mantenendomi abbastanza largo, direi 4. Dubito che la Spal possa racimolare almeno un punto al San Paolo, anche se nel calcio tutto può succedere. Calcoli alla mano, gli uomini di Semplici potrebbero far bottino pieno in casa contro l’Udinese, in virtù di una rosa leggermente superiore, e soprattutto sfruttando il momento negativo dei friulani che nonostante il cambio tecnico faticano ad invertire la rotta. L’obiettivo si sposta poi a San Siro, dove non è da escludere totalmente un pari contro un Milan incerottato ed in crisi di risultati. Sarà importante la spinta dello stadio “Mazza”, che deve diventare un fortino inespugnabile in cui conquistare i punti decisivi in chiave salvezza. L’ultima vittoria della Spal nel rinnovato impianto cittadino risale addirittura al 17 settembre, quando gli estensi superarono l’Atalanta grazie ad una doppietta dell’ex Petagna".