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Verso Napoli-Sassuolo | In esclusiva le parole di Stefano Aravecchia, giornalista della Gazzetta di Modena «La squadra di Bucchi sta incontrando difficoltà contro squadre che non concedono spazi»

«Paolo Cannavaro è un elemento importantissimo: sa trascinare i compagni dentro e fuori dal campo»

di Giovanni Minieri


Si gioca ogni 3 giorni, e dopo aver già archiviato il successo in rimonta sul campo del Genoa, il Napoli è pronto a scendere nuovamente in campo per affrontare il Sassuolo in un San Paolo che si preannuncia gremito in ogni ordine di posto. Christian Bucchi è tornato su una panchina di Serie A a 4 anni di distanza dall’esordio-shock a Pescara, quando da tecnico della Primavera succede a Bergodi raccogliendo soltanto 1 pari e 10 ko in 11 gare. L’ex attaccante ha vestito la maglia azzurra nella stagione 2006/2007, realizzando 11 reti e contribuendo alla promozione della squadra guidata da Edy Reja in massima serie. 10 anni dopo Bucchi torna all’ombra del Vesuvio da avversario, per provare a sovvertire un pronostico che vede il suo Sassuolo quasi come una vittima sacrificale al cospetto di un Napoli finora in versione schiacciasassi. Per analizzare i segreti della squadra emiliana, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Stefano Aravecchia, collega della Gazzetta di Modena.   

Per iniziare come nasce e si sviluppa la favola Sassuolo, che nel giro di appena 12 anni è passato dalla C2 al prestigioso San Mames di Bilbao?

“Nasce tutto dall’ingresso in società di Giorgio Squinzi, proprietario della Mapei, che ha fondato il primo stabilimento a Sassuolo decidendo di entrare nella società neroverde prima come sponsor e poi rilevando il club come atto di riconoscenza verso il territorio. Nel 2005 la squadra militava in C2 e da lì è iniziata una cavalcata inarrestabile. Parliamo infatti di una città di circa 40.000 abitanti che nel giro di pochi anni non solo ha raggiunto la Serie A, ma è riuscita a confrontarsi in ambito europeo qualificandosi per la prima volta nella storia alla fase a gironi di Europa League” 

Quest’anno un avvio in sordina. Rispetto alla stagione scorsa che presentava anche le fatiche dell’Europa League, il Sassuolo ha 5 punti in meno con addirittura un preoccupante - 11 (5 contro 16) alla voce reti realizzate. Le cause macroscopiche potrebbero essere il cambio di guida tecnica con le conseguenti partenze di Pellegrini e Defrel in direzione Roma, oltre alla preoccupante involuzione tecnica di Berardi. In che ordine metteresti questi aspetti?

“Sicuramente l’addio di Eusebio Di Francesco dopo ben 5 stagioni al timone della barca neroverde è stato un duro colpo. Svolgeva un ruolo di allenatore-manager ed è riuscito ad entrare a pieno titolo nella storia del club. Christian Bucchi può essere considerato quasi un debuttante in Serie A, e raccogliere un’eredità così pesante non può essere semplice. Poi va considerato che il Sassuolo, pur restando sempre fedele alla propria filosofia, negli ultimi due anni non si è mai rinforzato. Sono andati via prima Vrsaljko e Sansone senza trovare alternative adeguate, mentre l’ultima sessione di mercato ha visto partire pezzi da novanta come Pellegrini e Defrel ma non si son visti in Emilia sostituti all’altezza. Tali cessioni hanno inevitabilmente indebolito l’organico, ed allo stesso tempo il cambio della guida tecnica sta imponendo un periodo di assestamento più lungo del previsto. Il nuovo mister ha provato nelle prime gare a schierare la squadra con il 3-5-2, per poi tornare al 4-3-3: modulo che il Sassuolo pratica da sempre non solo in prima squadra ma partendo da tutte le compagini del settore giovanile. La mancanza di risultati ha poi fatto calare l’entusiasmo, e ciò può avere influito in una piazza come Sassuolo che non può contare su un pubblico caldo e rumoroso. L’obiettivo iniziale della società era quello di assestarsi in pianta stabile nella parte sinistra della classifica, mentre a mio parere credo che la squadra debba puntare solo ed esclusivamente a salvarsi.”

2 successi su 5 gare in trasferta, mentre in casa sono giunti soltanto 2 scialbi pareggi a reti bianche contro Genoa e Sassuolo. L’ultima gara al Mapei Stadium contro l’Udinese ha visto i neroverdi praticamente non impensierire mai Bizzarri per quasi tutti i 90 minuti. C’è una spiegazione tecnico-tattica a questa singolare statistica?

“È una domanda molto interessante che ho posto anche al mister Bucchi in conferenza stampa al termine dell’ultima gara contro l’Udinese. La risposta è nella tremenda difficoltà a far gioco e creare occasioni che il Sassuolo presenta al cospetto di squadre che si arroccano in maniera ordinata senza concedere spazi. Purtroppo non è un limite da poco, visto che tra le mura amiche del Mapei Stadium la quasi totalità delle squadre (ec

cezion fatta per quelle di livello top) non viene a fare la partita. Le cose vanno perciò molto meglio in trasferta, sia dal punto di vista dei risultati che delle prestazioni. 6 punti su 8 son giunti infatti lontano dall’Emilia con le vittorie su Cagliari e Spal, approfittando degli spazi più larghi che permettono alla squadra di esprimersi al meglio delle proprie possibilità. È un problema che Bucchi deve risolvere quanto prima perché 5 gol in 10 gare rappresentato un bottino misero, senza contare che in casa la squadra ha realizzato soltanto 1 rete (peraltro ininfluente) contro la Juventus”.

 

Il Sassuolo ha storicamente creato qualche grattacapo al San Paolo: 2 pari e 2 sconfitte negli ultimi 4 confronti. Che tipo ti partita di aspetti per mettere in difficoltà una squadra che in 10 partite ha concesso soltanto 2 punti, viaggiando ad una media-gol spaventosa?

“Il Sassuolo ha il piccolo, invidiabile vantaggio di non aver nulla da perdere. Nessuno si aspetta di poter strappare punti su un campo in questo momento ingiocabile come il San Paolo, ma storicamente la squadra neroverde è riuscita spesso a sovvertire i pronostici. I 2 pareggi all’ombra del Vesuvio sono appunto la conferma, e va ricordato che proprio a Napoli è giunto il primo storico punto del Sassuolo in Serie A. Tali risultati danno un minimo di speranza, anche se la squadra si è indebolita molto rispetto alle ultime stagioni. Discorso diametralmente opposto due stagioni fa, quando nell’anno dell’Europa League il Sassuolo si era guadagnato la fama di ammazzagrandi, mettendo punti in cascina con tutte le big e riuscendo a superare tra le mura amiche perfino la Juventus. In questo momento la classifica langue, ed il Sassuolo ha assoluta necessità di provare a far punti anche laddove sembrino sulla carta impossibili”.

Mertens è in uno straordinario momento di forma dove trasforma in oro qualsiasi pallone. È lui l’elemento da temere?

“Credo che il Napoli sia una squadra straordinaria nel suo insieme. Ha dei grandissimi interpreti che remano tutti insieme verso un’unica direzione, con il gruppo al di sopra di tutto. È proprio questa la forza dei partenopei, e mi auguro che la squadra di Maurizio Sarri possa finalmente vincere lo Scudetto perché è davvero quella che gioca il calcio più bello e divertente”.

Napoli e Sassuolo unite nel segno di Paolo Cannavaro: profeta in patria, 7 stagioni e mezza in maglia azzurra alzando da capitano la Coppa Italia contro la Juventus. Poi una nuova sfida a Sassuolo, e questa è ormai la 5° stagione in Emilia-Romagna. Che campionato sta disputando e quale apporto in termini di esperienza sta dando ai ragazzi del mister Bucchi?

“Paolo Cannavaro si sta rivelando per il Sassuolo un elemento importantissimo. Non a caso la società ha deciso di prolungargli nuovamente il contratto perché sa essere prezioso non solo sul terreno di gioco, ma anche e soprattutto nello spogliatoio. In Emilia ha disputato ottime stagioni, ed insieme ad Acerbi rappresenta l’autentico faro della difesa. Si spera che con il suo entusiasmo sappia trascinare i compagni verso posizioni di classifica più tranquille”.

Gli undici sembrano ormai cristallizzati. Quali sono le ultime novità di formazione? Cannavaro sembra essere uscito malconcio da Udine, Sensi dovrebbe rimpiazzare Duncan mentre resta sempre in piedi il ballottaggio Matri/Falcinelli?

“L’ultim’ora rivela che Berardi non potrà essere della partita, per cui l’unico sicuro del posto nel tridente è Politano. Per quanto riguarda gli altri due posti, il mister potrebbe giocarsi la carta Ragusa sull’out sinistro mentre nel ruolo di centravanti andrà in scena l’ormai consueto ballottaggio tra Matri e Falcinelli. Al momento nessuno dei due sta convincendo, e la speranza è che possano sbloccarsi quanto prima per garantire gol e punti alla squadra. In difesa cambierà pochissimo, e l’unico dubbio riguarda la corsia destra dove Lirola e Gazzola lotteranno fino all’ultimo per un posto. Per quanto riguarda invece la zona nevralgica del campo dovrebbero rivedersi gli stessi interpreti dell’ultimo match contro l’Udinese. La speranza è che la prestazione rispecchi quelle sciorinate in trasferta a Cagliari e Ferrara, ma anche nel primo tempo di Bergamo dove i ragazzi son stati vivi, coraggiosi e compatti. Al contrario la squadra scesa in campo mercoledì sera contro l’Udinese non ha alcuna chance di uscire indenne dal San Paolo”.   


domenica 29 ottobre 2017 - 08:55 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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