Il turno infrasettimanale di campionato prevede un match di grande fascino, con il San Paolo teatro dell’incontro tra Napoli e Parma. I Ducali vogliono essere la mina vagante, di rientro in Serie A dopo 3 stagioni di purgatorio. Gli uomini di Ancelotti vogliano spazzare via quanto recita la cabala: il Parma ha infatti strappato via ben 7 punti su 12 nelle ultime 4 sfide dirette in Serie A, pur avendo incassato un rotondo 0-2 targato Zapata e Mertens maturato nell’ultimo precedente a Fuorigrotta datato dicembre 2014. Per analizzare i segreti della squadra emiliana, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Simone Lorini, direttore della testata www.parmalive.com
Il 2015 rappresenta per la Parma calcistica l’anno della rinascita. Dopo il fallimento si riparte dalla D: 3 promozioni consecutive, l’ultima dai Cadetti alla Serie A in un’ultima giornata al cardiopalma in attesa del finale di Frosinone-Foggia. Con quali ambizioni si presenta il Parma in massima serie, e dove più portare il progetto a medio-lungo termine della nuova proprietà?
"Il Parma si è presentato con ambizioni limitate in Serie A e ha fatto un mercato molto attento al bilancio: è evidente l'intenzione di spostare l'obiettivo al brevissimo termine, quindi salvarsi e poi eventualmente progettare il futuro del club, anche perché non è chiaro quali siano le potenzialità della proprietà cinese".
Qual è il tuo giudizio sul mercato estivo? Ritieni l’organico completo o c’è qualche reparto che aveva bisogno di essere ritoccato o completato con rincalzi di pari livello?
"Sicuramente il centrocampo è il reparto con più lacune, anche in virtù di un paio di infortuni di troppo che hanno privato D'Aversa di qualche alternativa".
Il 4-3-3 è ormai il dogma del mister D’Aversa, sulla panchina ducale dal 2017. È corretto affermare che gli elementi portanti siano il metronomo Stulac e l’ivoriano Gervinho? Quest’ultimo era giunto in Emilia avvolto dallo scetticismo, avendo trascorso diversi anno lontano dal calcio che conta. Ti aspettavi un impatto simile, come si è evidenziato contro il Cagliari?
"Assolutamente, è così, il 4-3-3 è suo pane e lo confermerà anche stasera. Sicuramente Stulac è un giocatore fondamentale per caratteristiche, mentre credo che Gervinho sarebbe al momento un calciatore indispensabile per ogni squadra, lo ha dimostrato col grande col contro il Cagliari ma anche con le prestazioni superlative contro Juventus e Inter. Ammetto candidamente che non mi sarei aspettato un impatto simile".
7 punti in 5 gare con il Parma reduce da 2 successi di fila senza subire gol contro Inter e Cagliari. Può essere conside
rato un bottino importante, anche in virtù di un calendario che ha presentato sfide dal coefficiente di difficoltà elevatissimo?
"Importantissimo: quelli di San Siro sono tre punti insperati e si sa, le vittorie negli scontri diretti valgono doppio. Ora altre due gare interessanti contro Napoli ed Empoli: sarà fondamentale non sbagliare la seconda, ma credo che anche stasera il Parma se la giocherà, con le proprie carte".
Dopo aver affrontato già Juventus e Inter, mercoledì sera il Parma sarà impegnato a superare l’esame San Paolo. Che partita ti aspetti, ed in che modo D’Aversa potrebbe neutralizzare un Napoli reduce dalla partita più bella dell’intera stagione? È Insigne l’uomo da tenere particolarmente d’occhio?
"Sicuramente Insigne ha dimostrato con la prova di Torino di essere l'uomo più in forma, ma anche Verdi credo possa fare benissimo perché ipermotivato a sfruttare le occasioni che Ancelotti gli sta concedendo. Il Parma se la giocherà esattamente come fatto con Inter e Juve, ma anche col Cagliari: tanta difesa negli ultimi 40 metri, ripartenze in velocità coi velocisti sull'esterno e l'inserimento di un centrocampista che potrebbe essere Rigoni".
Il Parma ha presentato finora pochissime variazioni sul tema, con i soli Dimarco e Rigoni ad insidiare la titolarità di Gobbi e Grassi. C’è ancora qualche ballottaggio da scogliere o la formazione resta pressoché definita?
"Essendo un turno infrasettimanale è assai difficile individuare la formazione: credo che Inglese, Stulac, Gagliolo, Bruno Alves e l'ex Sepe siano al momento le uniche vere certezze".
Tanti ex in campo, partendo da Sepe e Grassi fino ad arrivare al bomber Inglese già autore di 2 reti pesanti. Come vivranno la loro partita?
"E' sicuramente una sfida particolare anche per questo: il Parma di fatto ha costruito la squadra grazie all'aiuto di Giuntoli. Per Sepe non sarà una sfida come le altre, Inglese si è adattato alla grande e mi permetto di dire che un ambiente come Parma gli si addice di più rispetto a quello partenopeo, mentre Grassi non ci sarà. Per Ciciretti, ammesso che scenda in campo, credo sarà una gara come le altre, forse avrà uno spirito di rivalsa dopo quando accaduto in estate".
Già affrontate Juventus ed Inter, che impressione ti han fatto e può il Napoli insidiare anche quest’anno il trono della Juventus?
"Beh questo lo saprò dire dopo aver affrontato il Napoli, ma per il discorso dello Scudetto non credo ci sia molto da discutere: la Juventus è due spanne sopra tutte e pur non avendo ancora ingranato appieno, è nettamente superiore ad ogni avversario".