«Mi piace la filosofia attraverso la quale il Manchester City conduce le partite fin dall’uscita difensiva, così come la riconquista immediata su ogni palla persa, e tanti movimenti ai limiti della genialità che si sono visti anche nella gara di andata. Parliamo di un livello altissimo, e di un allenatore che quando lascerà il calcio avrà cambiato completamente il modo di intendere questo sport». Esordisce così Maurizio Sarri nella conferenza stampa di presentazione della gara di Champions League di domani sera al San Paolo che vedrà opposti gli azzurri agli uomini di Pep Guardiola.
«La Premier League - ha detto Sarri - ha introiti televisivi quadrupli rispetto alla nostra Serie A, ed è davvero tanta la differenza in termini economici tra i due campionati. Il City ha una capacità di impatto devastante, come dimostrano i numeri che vedono la squadra di Guardiola segnare tanto nei primi 20 minuti di gioco. I nostri demeriti arrivano fino ad un certo punto, dal momento che nessuna squadra era mai riuscita a uscire dalle nostre pressioni in maniera sistematica come il club inglese. La gara di domani sera verrà interpretata dalle due squadre esattamente come due settimane fa. Sia noi che il Manchester City presentiamo un’identità di gioco ben definita che non sarà mai snaturata. Poi è chiaro che gli episodi potranno cambiare il canovaccio della gara, attraverso un’evoluzione al momento imprevedibile. Se lasciassi il calcio in questo preciso istante nessuno si ricorderà di me
perché non ho vinto ancora nulla. Guardiola ha un palmares da brividi, mentre Arrigo Sacchi ha fatto fare al calcio un salto di qualità che resterà indelebile per secoli. Senza contare che calciatori come Baresi, Rijkaard, Gullit e Van Basten sono cresciuti e diventati ancora più grandi grazie a Sacchi. Bigon è stato tra gli allenatori in grado di portare all’ombra del Vesuvio titoli importanti, lo ringrazio per avermi paragonato all’ex tecnico del Milan ma in questo momento un paragone del genere sarebbe un’offesa per Sacchi. I cambi sono fisiologici, perché una squadra può definirsi davvero grande se cambiando 3/4 elementi i risultati non ne risentono. Talvolta abbiamo bisogno di un vertice basso di maggiore contenimento, soprattutto in trasferta contro squadre che sanno far male tra le linee. Abbiamo un organico che ci permette rotazioni, ed affrontiamo l’impegno di domani sera con prospettive importanti. Nel calcio non esistono squadre imbattibili, pur essendo consapevoli che affrontiamo la squadra migliore d’Europa in questo momento. Difficile fare paragoni con la gara della scorsa stagione contro il Real Madrid: al San Paolo disputammo un primo tempo stellare, ma si trattava di una sfida ad eliminazione diretta dove il risultato dell’andata può aver inconsciamente ammorbidito la squadra di Zidane. Sarei felice se domani sera il gol decisivo fosse segnato da un calciatore che finora ha lavorato tanto nell’ombra senza riuscire ancora a timbrare il cartellino» ha concluso il tecnico del Napoli.