In un San Paolo agghindato a festa va in scena il big-match tra Napoli e Lazio, con i partenopei chiamati a rispondere al successo della Juventus sul campo della Fiorentina grazie ad un clamoroso errore dell’arbitro Guida che ha prima concesso e poi negato un rigore ai padroni di casa per fuorigioco inesistente. Gli azzurri cercano l’8° successo di fila tentando di neutralizzare il 2° miglior attacco del campionato con ben 58 reti messe a segno in 23 gare. La compagine guidata da Simone Inzaghi, dopo una prima parte di stagione da record, vuole archiviare le due sconfitte consecutive contro Milan e Genoa per tentare l’allungo sulle dirette concorrenti per un posto nella prossima edizione della Champions League. Per analizzare in maniera più dettagliata i segreti della squadra biancoceleste, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Alessandro Menghi, collega della testata www.lalaziosiamonoi.it
Un girone di andata concluso a quota 40 punti, record assoluto dall’introduzione dei 3 punti. Lazio che è ancora in corsa in tutte le competizioni: giovedì l’andata dei sedicesimi di Europa League contro lo Steaua e poi tra le mura amiche il ritorno della semifinale di Coppa Italia dopo lo 0-0 di San Siro contro il Milan. Qual è il tuo bilancio della prima parte di stagione?
“Analizzando complessivamente i primi mesi, il bilancio è sicuramente positivo con la Lazio che ha dimostrato di essere una grande squadra meritando di essere tra le prime 3 del campionato italiano. I risultati sono il frutto del calcio propositivo messo in mostra dal mister Inzaghi, anche se le ultime sfide hanno denotato un piccolo calo sotto il profilo di brillantezza e velocità di gioco. Peccato che questo momento di difficoltà sia arrivato nel momento meno opportuno, con la Lazio chiamata a un mese di fuoco con tanti scontri diretti fondamentali per la classifica. Le due gare con il Milan tra campionato e coppa italia e l’ultimo match interno contro il Genoa hanno palesato tali problemi e poi c’è stata anche la grana Felipe Anderson a scombussolare un po’ l’ambiente. Sabato la squadra è attesa da un nuovo match durissimo sul campo del Napoli, e mi aspetto una gara molto bella e spettacolare”.
Simone Inzaghi, un po’ come Sarri, ha preferito puntare su un gruppo di titolarissimi per la prima parte di stagione. Dal Chievo in poi turn-over ragionato, senza mai prescindere dal trio Parolo-Leiva-Milinkovic Savic. Qual è il peso specifico di questi calciatori all’interno dell’economia tecnico-tattica biancoceleste?
“È inutile nascondere che parliamo di 3 interpreti fantastici ai quali è sempre difficile rinunciare, e non è un caso che Inzaghi abbia chiesto senza esito di veder rinforzata la zona nevralgica del campo nel mercato di gennaio. Era già arrivato Caceres e la società ha preferito lasciare inalterato l’organico pur mancando un rincalzo in grado di far rifiatare tali elementi che hanno accumulato un minutaggio davvero importante. Non so dire se l’assenza di Milinkovic-Savic possa essere identificata tra le cause del ko contro il Genoa, ma è indubbio che il serbo abbia un peso specifico importante nell’economia tecnico-tattica biancoceleste. Fa salire la squadra, dispone di grande tecnica e si inserisce andando al gol con continuità dimostrando di essere un centrocampista completo. Anche Leiva sta facendo benissimo, aveva un curriculum tale da non far rimpiangere Biglia anche se devo ammettere che il suo rendimento sta andando oltre ogni può rosea aspettativa”.
20 reti in campionato per Immobile, 7 impreziosite da 8 assist per Luis Alberto. Una coppia devastane, anche se il pericolo numero uno resta Parolo che ha già bucato 4 volte la porta del Napoli.
“L’attacco biancoceleste può vantare numeri importanti anche se in questo momento ha un po’ le polveri bagnate. Immobile non segna dal poker rifilato alla Spal ed è a secco da 4 gare avendo però saltato Udinese e Milan per infortunio. Sulla chioma bionda di Luis Alberto meglio sorvolare! Scherzi a parte, la scaramanzia è importante soprattutto per i tifosi e le qualità del fantasista spagnolo potranno aiutare Immobile a ritrovare confidenza con il gol dopo aver già segnato a grappoli in tutte le competizioni. Mancherà Felipe Anderson, ma Inzaghi potrà pescare anche dalla panchina affidandosi alla verve di Nani e Caicedo a partita in corso”.
La Lazio non batte il Napoli dallo spareggio Champions del 2015: da allora 4 successi partenopei ed 1 pari. Che tipo di partita ti aspetti e quali armi dovrà sfoderare Inzaghi per strappare un risultato positivo al San Paolo?
“Per quanto riguarda il modulo non cambierà nulla, con Inzaghi che si affiderà al collaudatissimo 3-5-2 sistemando Luis Alberto a svariare a ridosso di Immobile. Il Napoli è per Inzaghi un autentico tabù, con il tecnico biancoceleste che non ha mai battuto Sarri da quando siede sulla panchina partenopea. Mi aspetto una gara spettacolare tra le due squadre che finora hanno espresso il miglior gioco in Italia. Credo inoltre che per varietà di gioco la Lazio abbia superato il Napoli, anche se la linea offensiva partenopea fa paura con il trio delle meraviglie formato da Callejon, Mertens e Insigne in grado di far male in ogni momento. In ogni caso credo che la gara contro il Genoa sia servita di lezione: mi aspetto una gara vibrante ma con una Lazio più attendista del solito perché in alcuni frangenti gestire i momenti del match significa comprendere che se non puoi vincere è importante almeno non perdere”.
Rientrano Lulic e Milinkovic-Savic dalla squalifica, quale potrebbe essere la probabile formazione?
“Strakosha difenderà i pali della Lazio, mentre il reparto difensivo è da sempre quello più soggetto a ballottaggi. Wallace è favorito su Caceres e Bastos per sistemarsi sul centro-destra, affiancato da De Vrij in mezzo e Radu sul centro-sinistra. Nella zona nevralgica del campo intoccabile il trio Parolo-Leiva-Milinkovic, con Lulic favorito su Lukaku e Marusic su Basta per sfrecciare sulle corsie esterne. Il peso offensivo sarà invece tutto sulle spalle di Immobile e Luis Alberto”.
La lotta Scudetto è ormai affare riservato a Napoli e Juventus. 2 sfide ed altrettanti successi laziali contro la Juventus, mentre sconfitta maturata anche a causa di una serie di infortuni in difesa nel match di andata all’Olimpico contro il Napoli. Quale squadra vedi in questo momento favorita per il titolo?
“Il rammarico più grande della stagione biancoceleste è proprio la gara interna contro il Napoli, sfuggita via dopo gli infortuni in serie di Bastos, De Vrij, Milinkovic e Basta. Credo che assisteremo a una lotta punto a punto per il titolo, con la Juventus leggermente avanti in virtù di un organico più ampio. Sarri punta invece su un gruppo più ristretto di 13/14 elementi, si tratta forse di un limite ma per il momento i partenopei sono un punti avanti e l’aritmetica è dalla loro parte”