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Verso Napoli-Inter | In esclusiva le parole di Andrea Della Sala, redattore di www.fcinter1908.it «La rapacità di Icardi può spostare gli equilibri»

«L'approccio sarà fondamentale. L'Inter dovrà giocare senza timore, ma con la voglia di aggredire e fare risultato»

di Giovanni Minieri


A distanza di 2 anni Napoli-Inter vale nuovamente la vetta della classifica, seppur a posizioni invertite. Nel novembre del 2015 il successo per 2-1 con una doppietta di Higuain segnò il sorpasso di Sarri su Mancini, mentre i numeri dicono che l’Inter non vince al San Paolo da 20 anni, avendo portato a casa soltanto 1 delle ultime sfide 9 in Serie A contro i partenopei. È la miglior partita possibile, dal momento che mai nella storia del massimo campionato le prime due della classe si sono affrontate con un bottino complessivo di 46 punti. Per analizzare i segreti della squadra nerazzurra è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Andrea Della Sala, redattore della testata www.fcinter1908.it


Napoli e Inter sono le due squadre che hanno cambiato poco o nulla rispetto alla scorsa stagione. È probabilmente questo il segreto di un avvio di gara a marce altissime?

“Per quanto riguarda il Napoli sicuramente, perché parliamo di un meccanismo collaudato a partire dalla guida tecnica fino ai calciatori, dal momento che la squadra titolare è esattamente la stessa della scorsa stagione. Analizzando invece l’Inter, non ci son stati troppi innesti in un organico già importante, ma l’avvento di Spalletti sulla panchina nerazzurra ha reso il gruppo più umile e compatto, riuscendo a far quadrato anche nei momenti di difficoltà. La difesa è stata rinforzata inserendo Skriniar, che rappresenta la vera sorpresa della sessione estiva del calciomercato, avendo finora offerto un rendimento ben al di sopra di ogni più rosea aspettativa. La zona nevralgica del campo è cambiata in maniera radicale grazie a Borja Valero, che può essere considerato come il regista che negli ultimi anni è sempre mancato all’Inter. Allo spagnolo si affianca Vecino oppure Gagliardini mantenendo un livello qualitativo importante. L’attacco non è stato invece toccato, in quanto la qualità era già di primissimo livello”.

Skriniar, Vecino e Borja Valero si sono subito integrati alla perfezione negli schemi di Spalletti. Una squadra che ha trovato il suo equilibrio, con un potenziale offensivo ancora migliorabile quando Dalbert e Cancelo acquisiranno allenamento dopo allenamento i dettemi tattici del mister.

“C’è sempre stata tanta attesa intorno a Dalbert, perché ci si aspettava che potesse sfondare immediatamente nel calcio italiano senza troppi problemi. Viene però da un campionato diverso  e, come ha ripetuto Spalletti, deve ancora lavorare tanto perché in fase difensiva è ancora un po’ limitato, ma ci sono tutte le carte in regola affinché con il tempo possa mostrare tutte le proprie enormi potenzialità. Lo stesso discorso vale per Cancelo, che finora ha trovato poco spazio. Nelle gare importanti Spalletti ha finora preferito puntare su D’Ambrosio e Nagatomo, perché si tratta di calciatori affidabili che conoscono la Serie A, sapendo già lavorare in un certo modo per ciò che concerne la fase difensiva”.   

È risaputa la regola non scritta secondo la quale la miglior difesa vince quasi sempre i campionati. Al momento proprio l’Inter, in coabitazione con Napoli e Roma, comanda questa speciale classifica con sole 5 reti subite in 8 gare. Si può dire che sia l’anno giusto per il cambio della guardia, visto che dopo le cessioni di Bonucci e Dani Alves, quella della Juve è diventata una difesa molto meno solida?

“Per quanto riguarda lo Scudetto, può senz’altro essere l’anno per giusto per osservare alcune variazioni sul tema, soprattutto per il Napoli che si candida ad essere l’antagonista principale della Juventus. In questo momento i partenopei sembrano essere un gradino più su, sia per quanto riguarda il gioco che i risultati. Diverso il discorso in casa nerazzurra, con la squadra guidata da Spalletti a mio parere ancora notevolmente inferiore sia al cospetto del Napoli che della Juventus

”.

Icardi contro Mertens è una piacevole sfida nella sfida. 9 reti per Icardi e 7 per Mertens nonostante una tipologia di gioco completamente diversa: palla a terra per favorire le giocate del folletto belga, mentre Candreva e Perisic si trovano rispettivamente al 1° e 3° posto nella classifica dei cross, autentica manna dal cielo per il rapace Icardi. Saranno loro i protagonisti della gara?

“Credo proprio di sì, perché quando cresce il livello della gara questi due grandi attaccanti sanno esaltarsi e e risultare determinanti. Icardi ha dimostrato che nelle gare che contano c’è sempre, avendo lasciato il proprio marchio contro Fiorentina, Roma e soprattutto nel derby con una strepitosa tripletta. È un uomo d’area impressionante che sa capitalizzare anche l’unica occasione che dovesse capitargli nell’arco di una partita. La gara contro il Napoli è una sfida d’alta quota, e se conferma gli standard visti domenica scorsa contro la squadra di Montella potrà essere decisivo. Mertens è invece per caratteristiche un calciatore diverso, ha dimostrato di poter segnare a chiunque ed in qualsiasi modo, è dotato di maggior fantasia e sa esaltarsi anche dialogando con i compagni partendo più lontano dall’area di rigore. Saranno senz’altro Icardi e Mertens i protagonisti più attesi di una sfida che presenta molti spunti interessanti”.

Out Brozovic, mentre Joao Mario rientra tra i convocati pur essendo difficile il suo impiego in un match difficile come quello del San Paolo. Quale sarà a tuo parere l’undici iniziale di Spalletti?

“A mio parere il mister Spalletti confermerà integralmente la formazione che ha portato a casa l’intera posta in palio nel derby contro il Milan. A centrocampo Joao Mario recupera per la panchina, ma è ancora debilitato per cui difficilmente sarà rischiato dal primo minuto. Mentre sulle corsie, data l’importanza della partita, l’affidabilità di D’Ambrosio e Nagatomo si farà ancora preferire all’esuberanza di Dalbert e Cancelo”.

Insigne a riposo per i postumi di una contrattura da affaticamento patita a Manchester. La sua possibile assenza, e le fatiche relative all’impegno infrasettimanale di campionato, potrebbero costituire un leggero vantaggio per l’Inter?.

“L’eventuale assenza di Insigne sarebbe un grosso vantaggio, poichè si tratta di un punto di riferimento per la squadra partenopea, che ha fatto finora la differenza quasi al pari di Mertens non solo in termini di reti ma anche di passaggi vincenti. Il Napoli è però un meccanismo talmente ben oliato, che potrebbe anche sopperire all’assenza di Insigne senza subire contraccolpi. La Champions peserà sicuramente nelle gambe, ma quando si giocano partite come Napoli-Inter c’è tanta adrenalina e non si avverte alcuna fatica”.

L’Inter non vince al San Paolo da 20 lunghi anni, a differenza di Spalletti che con la Roma disputò nella scorsa stagione una partita perfetta portando via l’intera posta in palio con la sua Roma. Che partita ti aspetti e dove potrebbe decidersi?

“Mi aspetto un Napoli che non snaturerà per niente il proprio modo di intendere il calcio, facendo il proprio gioco così come anche a Manchester per larghi tratti della gara. I nerazzurri saranno più attendisti, e la chiave sarà la rapacità di Icardi, che dovrà essere abile a concretizzare le poche occasioni che gli concederà la difesa partenopea. Anche l’approccio alla partita sarà fondamentale, perché in altre occasioni la squadra è andata a Napoli e dopo 15 minuti la gara era già chiusa. Se l’Inter giocherà senza timore, ma con voglia di aggredire e fare risultato, potrebbe anche giocarsela e dar vita ad una grande partita”.  

     


sabato 21 ottobre 2017 - 09:35 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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